C.S.I. NEW YORK


Le serie C.S.I. sono analoghe per argomento, ossia rappresentano strutture scientifiche poliziesche che indagano brillantemente per la risoluzione di crimini, si diversificano però soprattutto per quello che riguarda la scelta degli interpreti e quindi, quello che è l’aspetto personale che ne deriva. Forse c’è un po’ di maschilismo generalizzato, però, dal momento che in tutte e tre le serie, i team sono capitanati da uomini, mentre alle donne è riservato un ruolo comunque subordinato, vagamente antagonista solo nella C.S.I. Las Vegas, che avendo più anni di messa in onda probabilmente ha sperimentato maggiori schemi.In questo caso, il capo del team è Gary Sinise, attore molto affascinante e belloccio che interpreta Mack Taylor, affiancato da Melina Kanakaredes, che interpreta Stella Buonasera. Tra gli altri ricordo ancora Carmine Giovinazzo nei panni di Danny Messer, Vanessa Ferlito, nei panni di Aiden Burn.

I personaggi se devo dire la verità non mi sono ancora entrati particolarmente dentro, tra le varie serie di CSI questa è quella che ha un ritmo forse più veloce e i caratteri più ombrosi, ma manca un po’ di quella famigliarità oramai acquisita nella C.S.I. Las Vegas, così come nella carismatica C.S.I. Miami. Gli episodi sono scorrevoli, le storie interessati e narrate con un occhio particolarmente attento al dettaglio e anche al contesto, a questo vivere la city, a questo essere parte di una metropoli, a dover fare i conti con un passato che si ripropone quotidianamente in un presente mutato e mutevole. Forse ha un ombra di pessimismo, o forse semplicemente mi ha convinto leggermente meno delle altre due.
Non malvagia, sempre piacevole da guardare all’occasione, ma meno coinvolgente, forse più rarefatta. Comunque gli attori sono bravi, quello che è diverso è proprio il modo di recitare, il modo di proporre storie e di esaminarle, o forse ho guardato troppe puntate di CSI Las Vegas e ora il confronto è automatico, ma non necessario, infatti il filone è lo stesso, ma diversi gli interpreti e soprattutto diverse le chiavi di lettura che utilizzano l’area geografica non solo come pretesto per diversificare ma anche come spunto per approfondire.



Quasi come dire Montalbano contro (??)contro chi? ma l’idea è questa, quello che manca è il termine di paragone, se viene in mente a voi, i suggerimenti sono ben accetti.

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