8 marzo. Vi presento un'amica: EMMA GOLDMAN


Emma Goldman nacque a Kaunas (l'attuale Lituania) nel 1869 e morì a Toronto il 14 maggio 1940.
Con la famiglia si trasferì a San Pietroburgo, dove trascorse la sua infanzia difficile, in un ambiente dove non era facile essere donna data l'assoluta supremazia maschile in ogni campo, dentro e fuori dalla famiglia, e non era facile essere ebrei per via delle discriminazioni sociali che sappiamo bene dove hanno condotto. Figuriamoci essere entrambe le cose!
A 15 anni emigrò negli Stati uniti, dove iniziò ad appassionarsi alla politica. Erano gli anni delle contestazioni proletarie, gli operai stavano comprendendo il proprio ruolo sociale e rivendicavano i diritti e la propria emancipazione sociale. Emma partecipò con coinvolgimento interiore all'avvenimento della cattura di alcuni esponenti anarchici molto attivi tra il popolo accusati ingiustamente di una rappresaglia che aveva causato la morte di alcuni poliziotti, pretesto per colpire le correnti anarchiche con una punizione esemplare, l'impiccagione pubblica.
Fu l'amico Most, un anarchico tedesco, a spingerla verso l'attivismo politico, poiché Emma era donna molto intelligente e comunicativa, ottima oratrice e bilingue.
Il braccio di ferro tra operai e padroni era sempre in massima tensione, e a seguito di altri eventi drammatici accaduti nel 1892, in seguito ai quali furono uccisi molti lavoratori, Emma e il compagno Berkman decisero di armarsi e di vendicare gli operai caduti.
Emma si procurò una pistola, e lo fece nell'unico modo che aveva una donna per recuperare denaro, e il compagno Berkman sparò all'industriale, senza però ucciderlo.
Il movimento politico prese allora le distanze da loro e dal gesto compiuto, la Goldman finì nel mirino della polizia, che la seguiva ovunque si recasse, nei suoi spostamenti a sostegno di scioperi e in qualità di conferenziera. Fu condannata ad un anno di carcere per avere incitato alla sovversione nel corso di un comizio, e questo le valse il soprannome di Red Emma, sempre più ricorrente nella stampa.
Doveva essere veramente molto convincente come oratrice, perché la Goldman riempita i teatri di Boston, di New York, di Montreal, e ovunque andasse c'erano molte persone ad attenderla.
Quando nel 1906 il suo compagno uscì di prigione, iniziarono a pubblicare il giornale anarchico Mother Earth (madre terra).
La Golman e il compagno furono in prima linea nell'opposizione al movimento di militarismo che sfociò nel primo conflitto mondiale, e crearono un movimento d'appoggio ai disertori, esortandoli a non compiere quanto il governo obbligava loro a fare.
Furono arrestati, condannati ed espulsi dagli Stati uniti, e partirono per la Russia, pensando di trovare la patria del proletariato. Furono molto delusi nel constatare che il comunismo russo non era altro che una forma di totalitarismo dispotico e affatto tollerante o propenso verso quegli ideali che avrebbero dovuto essere i più grandi ispiratori del movimento.
Dopo la carneficina di Kronstand (3-18 marzo 1921) che vide centinaia di proletari massacrati dall'armata rossa di Trotsky la coppia si allontanò dalla Russia, e viaggiarono tra varie nazioni, tra espulsioni ed arresti, per finire poi a Barcellona durante la rivoluzione spagnola, dove continuarono a lottare per l'affermazione dei propri ideali.
Si trasferì poi in Canada dove morì nel 1940, a 71 anni, in seguito a un malore durante una conferenza.
Emma Goldman fu anarchica, questo è chiaro a tutti, ma non è questa la parte che mi interessa sottolineare della sua vita, e d'altra parte gli scenari politici sono mutati radicalmente e non avrebbe probabilmente senso parlare oggi di un movimento così come era concepito nel 1800, visione che invece dev'essere mantenuta integra nella sua purezza d'intenti e indispensabile strumento di emancipazione sociale se letto con gli strumenti degli storici.
Ma il femminismo della Goldman, secondo me, può essere considerato ancora oggi come un intervento che condizionò e preparò la mentalità della gente ai grossi cambiamenti sociali che avvennero poi nel corso del 900.
Emma Goldman cercava di emancipare la donna dalla sua condizione di figlia-moglie-schiava, e il primo modo per liberare la donna dalla sua condizone era sicuramente quello di affrancarla dalla condizione di "fattrice", e allora insegnava l'uso dei contraccettivi e la filosofia del controllo delle nascite.
Cito dai suoi scritti:
" La storia ci ha insegnato che ogni classe oppressa ha ottenuto la sua liberazione dagli sfruttatori solo grazie alle sue stesse forze. È dunque necessario che la donna apprenda questa lezione, comprendendo che la sua libertà si realizzerà nella misura in cui avrà la forza di realizzarla. Perciò sarà molto più importante per lei cominciare con la sua rigenerazione interna, facendola finita con il fardello di pregiudizi, tradizioni ed abitudini. La richiesta di uguali diritti in tutti i campi è indubbiamente giusta, ma, tutto sommato, il diritto più importante è quello di amare e di essere amata. Se dalla parziale emancipazione si passerà alla totale emancipazione della donna, bisognerà farla finita con la ridicola concezione secondo cui la donna per essere amata, moglie e madre, debba comunque essere schiava o subordinata. Bisognerà farla finita con l'assurda concezione del dualismo dei sessi, secondo cui l'uomo e la donna rappresentano due mondi agnostici "

Bibliografia in italiano
• Emma Goldman "Quel ch'io credo" Editrice Gioventù Libertaria, Roma 1908
• Emma Goldman "Anarchia, femminismo e altri saggi" La Salamandra, Milano 1976
• Emma Goldman "Perché la rivoluzione russa non ha realizzato le sue speranze" in "Pensiero e Volontà" 1925
• Emma Goldman "La mia disillusione in Russia" in "Gli anarchici nella rivoluzione russa" di Paul Avrich, La Salamandra, Milano 1976, pp.210-212
• Emma Goldman "La sconfitta della rivoluzione russa e le sue cause" La Salamandra, Milano 1977
• Emma Goldman "Amore, emancipazione. Tre saggi sulla questione della donna" Ipazia n° 1, Ragusa 1977
• Emma Goldman "Autobiografia. Vivendo la mia vita, vol. I (1889-1899)" La Salamandra, Milano 1980
• Emma Goldman "Autobiografia. Vivendo la mia vita, vol. II (1900-1907)" La Salamandra, Milano 1981
• Emma Goldman "Autobiografia. Vivendo la mia vita, vol. III (1908-1917)" La Salamandra, Milano 1985
• Emma Goldman "Autobiografia. Vivendo la mia vita, vol. IV (1917-1928)" Zero in Condotta, Milano 1993
• Emma Goldman e Paul Avrich introduzione a "Che cosè l'Anarco-Comunismo" di Alexander Berkman, La Salamandra, Milano 1977
• Emma Goldman e Pietro Gori "Scritti Scelti vol. II" l'Antistato, Cesena 1968

14 commenti:

Matteo L. ha detto...

Aperto un sondaggio nel mio blog.. Vai a votare, ti aspetto! Grazie

Pino Amoruso ha detto...

Non nascondo la mia ignoranza...Grazie per avermi fatto conoscere questo grande personaggio, all'avanguardia per l'epoca in cui ha vissuto...Sogno sempre una donna premier in Italia...
Ciao;)

sabrina ha detto...

....grande!

Dama Verde ha detto...

Grande figura di Donna con la maiuscola, la Goldman.

Complimenti per il post, Giadatea.

Ciao

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Condivido in toto questo tuo post e questa visione che hai dato del femmminsmo

BC. Bruno Carioli ha detto...

Un bel post, un personaggio da conoscere, grazie.

tommi ha detto...

ciao, arrivo qui attraverso uno dei tuoi commenti lasciati riguardo all'8 marzo. penso ci tornerò per leggerti ancora.
tommi - www.bloginternazionale.com

Ondamagis ha detto...

Questa grande figura di donna è un esempio spettacolare e raro di Persona di tutto rispetto, che nasce una volta sola in un secolo. Un abbraccio e alla prossima.

Vincenzo ha detto...

Ciao Giadatea complimenti per l'articlo davvero molto interessante come sempre! Ciao

Raggio di sole ha detto...

Non conoscevo questa grande donna !!!

Mario Scafidi ha detto...

caspita! un ritrtto di donna a me sconosciuta, ma sorprendente, se calato nel contesto della sua epoca. la lungimiranza a certi livelli coincide con la profezia!

Proscar ha detto...

Non conoscevo tutti i particolari della sua vita, grazie per il Post!

Melina2811 ha detto...

Un rcconto di storia toccante e soprattutto molto interessante. Non avevo mai sentito parlare di questa donna. Maria

Ondamagis ha detto...

ciao Giadina

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