LA NECROPOLI ETRUSCA DI SAN CERBONE



Il sito archeologico di San Cerbone, all'inerno del parco di Baratti- Populonia, ha riportato alla luce una grande e affascinante necropoli etrusca, una necropoli di dimensioni e di importanza inaspettate che stupirono gli archeologi stessi che, solo pochi decenni fa, scoprivano, a volte rocambolescamente, testimonianze storiche di un passato lontanissimo che offriva nuove chiavi di lettura per approfondire la conoscenza storica della vita degli etruschi sulle coste della Toscana.
La Necropoli si raggiunge seguendo le indicazioni che portano al parco archeologico di Baratti Populonia, occorre poi fermarsi al primo sito e accedere all'area dei ticket. Il parco di Populonia presenta una serie di itinerari più o meno impegnativi, nella mia visita ho visitato l'acropoli, ovvero la città, situata nella parte alta, e la necropoli sul mare, ma è possibile vedere anche una seconda necropoli, più all'interno, costruita nell'area industriale dove veniva lavorato il ferro, bene di importanza fondamentale che costituì la fortuna della città.
In ogni caso, sia che si acceda all'area archeologica attraverso il punto informativo dell'acropoli o della necropoli, i biglietti che consentono la visita sono piuttosto elaborati e prevedono varie possiblità di itinerari. Io ho usufruito del biglietto famiglia, valido per 5 persone, e ho scelto di visitare 2 siti, pagando un totale di 32 euro, calcolando che il singolo biglietto di un adulto costa 12 euro direi che la formula famiglia si è rivelata particolarmente vantaggiosa.

Quando siamo arrivati la visita guidata era iniziata da pochi minuti e, reperite alcune bottiglie d'acqua fresca (l'agosto toscano sa essere veramente torrido quando si scarpina tra sentieri e costiere alla ricerca di un po' di storia) ci siamo subito uniti al gruppo e alla guida, molto simpatica, che stava illustrando il primo tipo di tomba, ovvero la più importante delle tombe a tumulo.
La guida è stata molto competente e ci ha spiegato con molta chiarezza e discorsività l'utilizzo che veniva fatto delle tombe, in questo caso costruzioni ad uso collettivo adatte a ospitare più membri dello stesso nucleo famigliare e ad essere riutilizzate per lo stesso scopo nel tempo.
L'accesso all'ingresso della stanza funeraria è molto basso, questo perchè costruire un edificio troppo alto avrebbe richiesto una struttura architettonica ancora più grande ed elaborata, per cui vi si entrava quasi carponi, camminando in fila indiana lungo un corridoio dove erano presenti altri piccoli vani nei quali erano stati rinvenuti dei carri (smontati) a testimonianza, probabimente, dell'importanza di un corredo funebre adeguato all'importanza del morto, e forse di un mezzo che ne facilitasse il trapasso.
Gli etruschi vivevano il momento della morte come un momento di grande importanza per l'individuo che "passava" a miglior vita, e celebravano il lutto con banchetti che duravano parecchi giorni e si svolgevano alla presenza del cadavere.
Oltre alle tombe a tumulo, le cui dimensioni sono da considerarsi direttamente proporzionali all'importanza della famiglia che le possedeva, nella necropoli vi sono anche altri tipi di tombe, segno del cambiare degli usi e dei costumi locali. Smessa l'abitudine di costruire i tumuli si adottarono le tombe a edicola, simili, se vogliamo, alle moderne tombe famigliari. Queste tombe ospitavano ovviamente i corpi del ceto più alto degli abitanti, il ceto più umile, ovvero i lavoratori del ferro, non potevano certo permettersi un simile lusso e venivano sotterrati in fosse comuni. Le fosse comuni erano scavate all'interno della necropoli stessa, per cui, spiegava la guida, non era raro trovare ogni tanto qualche resto e qualche scheggia che riemergeva dal terreno sul quale, anche noi, stavamo camminando.
Sempre sul terreno poi erano visibili ancora parecchi sassolini neri e pesanti, contententi un'alta percentuale di ferro. Questi detriti coprirono completamente la necropoli per molti secoli, e solo con la prima guerra mondiale e l'esigenza di reperire risorse minerarie si iniziò a recuperarle, scoprendo, appunto, il sito archeologico.
Il terzo tipo di tombe presenti è un tipo di tomba che ha un valore storico di grande rilevanza, infatti si tratta della tomba singola a sarcofago, nata per soddisfare le esigenze di un nuovo ceto, il ceto medio, che non era abbastanza ricco per permettersi le tombe a edicola ma che poteva permettersi una sepoltura diversa da quella comune.

Alcune di queste tombe sono molto ben conservate, altre sono state danneggiate dal tempo e anche dai saccheggi che possono essersi susseguiti, infatti i defunti venivano sepolti con un corredo funebre che poteva attirare l'attenzione dei profanatori, e rendere difficile a noi la ricostruzione di abitudini e usi di vita.

La necropoli di San Cerbone è un luogo che consiglio assolutamente a tutti di visitare, se passate dalla Toscana ricordatevi che non esiste solo Firenze o le bellissime cittadine ricche d'arte e cultura, ma che si può imparare qualcosa anche da un vecchio cimitero posto in riva al mare. Sicuramente, uno dei cimiteri più vecchi del mondo....

    1 commento:

    Pino Amoruso ha detto...

    Sarebbe veramente interessante da visitare...
    Grazie per la segnalazione

    A presto ;)

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