Alla scoperta degli abissi marini

Si è concluso dopo 10 anni di lavoro il primo censimento delle specie marine che ha coinvolto 360 ricercatori provenienti da 80 nazioni e che si è conclusa con l'appello di 230.000 specie diverse. I dati, gestiti dal Census of marine life, hanno portato alla luce dati  preoccupanti per la salvaguardia delle biodiversità, il mare Mediterraneo è risultato al 4 posto per ricchezza di vita ma a causa dell'elevato numero di rotte commerciali e dei cambiamenti climatici è anche il mare più a rischio.
Le aree dove si sono contate più specie marine sono quelle del Giappone e dell'Australia, seguita dalla Cina, dal Mediterraneo e dal Messico, dove però a causa della recente marea nera si stanno sviluppando disastri ecologici di portata incontrollabile.

Le 230.000 specie che si sono fatte trovare presenti però non sono altro che il 30% di quello che probabilmente si trova nel profondo degli abissi, se le nostre ricerche tecnologiche ci hanno portato a ispezionare stelle e pianeti si sono forse dimenticati di arrivare a conoscere fino in fondo la terra e i suoi segreti, dimenticando gli abissi marini al loro destino di cupa incognita.
Tra i dati emersi dallo studio risulta che il pesce vipera è il più diffuso, arrivando a coprire il 25% delle aree studiate, mentre le specie più diffuse sono le alghe e gli uccelli marini, capaci di percorrere viaggi di migliaia di chilometri. Ecco alcuni dei "nuovi arrivati", ovvero specie mai viste prima:


 Tra le specie più curiose troviamo poi  questo Chiasmodon niger, un pesce che può ingoiare prede molto più grandi di lui vista la capacità del suo stomaco e la minacciosità della sua bocca, e
queste stelle marine trovate dai ricercatori della Nuova Zelanda
Credits foto: http://www.coml.org/

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