C'è shopping e shopping...

Oggi giornata di shopping, con la mia assistente personale (mia figlia), ho trovato tempo per regalarmi un paio di scarpe (stivaletti con tacco nove... ora mi servono pantaloni più lunghi...), una giacca di ecopelle e una borsa. Il tutto naturalmente sotto saldo, spesa minima e massima resa :-)
Un paio di giorni fa, durante la pausa pranzo, esco con una collega per fare alcune commissioni e ne approfitto per entrare in farmacia a comprare un flaconcino di lacrima artificiale, visto che non l'avevo portata con me e le lenti a contatto iniziavano a infastidirmi. Entro in farmacia e mi scontro con il distributore di numerini, prendo il mio e aspetto dietro la linea  disegnata sul pavimento per garantire la privacy:  c'erano tre commessi già impegnati con tre clienti, non ci vorrà molto...  aspetto.... aspetto, noto che avevano tutti la ricetta in mano ma nonostatne questo continuo ad aspettare. Aspetto. Troppo... Possibile? Alla fine una commessa si libera e mi avvicino a lei richiedendole semplicemente una lacrima artificiale per lenti a contatto. La commessa annuisce e torna con due prodotti, un collirio e una scatola rettangolare e stretta dalla forma anomala per contenere un flacone di lacrime. Prima mi propone il collirio, ma la guardo perplessa e le faccio presente che non mi serve un collirio ma una lacrima per lenti. Lei mi rassicura che è un ottimo prodotto, molto idratante, e per confutare le sue tesi spiega il bugiardino chilometrico che inizia a leggere con attenzione... E solo alla fine di una lunga lettura conviene con me che no, non c'è scritto da nessuna parte che il prodotto è compatibile con le lenti a contatto!

Però, mi rassicura mettendo via il primo flacone, questo si, questo è perfetto per le lenti, va benissimo! Praticamente lo stava già impacchettando quando le chiedo di mostrarmi le confezioni, mi aspettavo di trovare una serie di flaconcini monouso di plastica trasparente (stile enterogermina tanto per capirci)  mentre io volevo un flacone di lacrime da tenere in borsa e usare tutte le volte che volevo. La commessa (farmacista non credo) mi guarda indignata per la mia domanda assurda e apre la confezione  mostrandomi una serie di ... bustine! Lacrima in bustine???
Guardi, forse non ci siamo capite, io ho bisogno di una semplicissima lacrima oftalmologica per inumidire gli occhi con le lenti a contatto, mica posso usare una bustina...
Ma lei insiste, guardi che questa è perfetta, la usa poi vede, la piega, la richiude, la mette nella borsetta  e la riusa ancora quando vuole. Una bustina... Tipo quelle delle salviettine intime usa e getta, per intenderci, ma con del liquido all'interno. Ma come si fa a infilare una goccia nell'occhio da una bustina?  Ora mi chiedo, ma è possibile che in farmacia pur di propinare un prodotto più costoso siano disposti a vendere a tutti i costi qualcosa di inutile? Ci si fida dei farmacisti, ci si affida a loro, e devo ammetterlo, non mi era mai capitata una cosa siimile. Di solito, anzi, se richiedo un farmaco particolare mi propongono il generico o mi mostrano le alternative senza insistere su qualcosa di assurdo... Ho ringraziato, me ne sono andata dicendo che avrei cercato da un ottico e uscendo mi sono resa conto del perchè del numerino e della striscia rossa a difesa della privacy: il modo migliore per intortare i malcapitati e vendere loro spudoratamente qualcosa di cui non hanno bisogno, magari in aggiunta a quello che è stato prescritto loro...

7 commenti:

Valentina ha detto...

Beh meno male che non le hai chiesto un lubrificante vaginale, chissà cosa ti consigliava...

Michele ha detto...

basta vendere
la farmacia e', ormai, come la panetteria, il salumiere,
vendere, vendere, tanto gli occhi sono tuoi
Lo stesso coi farmaci, non leggere mai il fogliettino che trovi nella confezione, potresti 'svenire' dal leggere quante controindicazioni ha quel farmaco
buona giornata
ciao Michele pianetatempolibero

Bblogger ha detto...

@Valentina
hahahha, non farmici pensare :-)

Bblogger ha detto...

@ Michele
forse hai ragione ma da una farmacia mi aspetto un approccio più serio e moralmente corretto, soprattutto perchè hanno a che fare con persone malate e anziani.

Anonimo ha detto...

Sulla farmacia ci sarebbe molto da dire...a partire dalle leggi imposte da Federfarma, dalle tasse, dai titolari che dicono di essere "morti di fame", dai magazzinieri che vengono mandati al banco quando per legge non potrebbero, ai farmacisti che vengono "caldamente consigliati" nel vendere il prodotto più costoso, il meno venduto, quello che scade prima, per rientrarci con i costi...all'ignoranza che pervade ormai ovunque nel mondo dei professionisti e non, all'istruzione che deve essere completamente cambiata perché il mestiere di un farmacista non può ridursi a quello di un commesso, ecc ecc...
si potrebbe cominciare una discussione infinita, e non sono neanche sicura se si arriverebbe a una giusta conclusione. Fatto sta che i professionisti esistono, come in tutti i mestieri, ma oggigiorno sono ormai cosa rara. Come dice un uomo saggio che conosco, che è medico, sai sempre da che porta entri in ospedale ma non sai mai da quale esci perché restare vivi è una questione di fortuna.

Kylie ha detto...

Forse era solo una commessa, che tra l'altro non potrebbe stare al banco a vendere farmaci, meno ancora a consigliare.

Un bacione e buona settimana!

delikatessen ha detto...

i farmacisti sono da sempre dei commercianti, per giunta, per stare in una bottega, si son dovuti laureare, se capiti poi, col padrone della farmacia....ho fatto la commessa in farmacia e ho visto cose che voi umani.....

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