Come te davvero non ce n'è...Matera

"Cristo si è davvero fermato a Eboli, dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania. Cristo non è mai arrivato qui, né vi è arrivato il tempo, né l’anima individuale, né la speranza, né il legame tra le cause e gli effetti, la ragione e la Storia.

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I grandi viaggiatori non sono andati di là dai confini del proprio mondo; e hanno percorso i sentieri della propria anima e quelli del bene e del male, della moralità e della redenzione. Cristo è sceso nell’inferno sotterraneo del moralismo ebraico per romperne le porte nel tempo e sigillarle nell’eternità. Ma in questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli."
Carlo Levi

Matera, terra di confine e trincea di confino condannata da sempre a un’esistenza fatta di sopravvivenza e non di vita, città dimenticata da Dio e dagli uomini, ignorata dal progresso e risparmiata da quella storia che riempie i libri fino a diventare lei stessa una pagina di storia, una pagina di rivoluzione vera e autentica scritta con la determinazione che nasce dall’amore per la propria terra, una pagina di grandissima dignità ed esempio di autentica civiltà.

Nascere dai sassi per fare rinascere i sassi e traghettarli nella nuova era, quella che l’ha riconosciuta patrimonio naturale dell’Unesco, quella di internet, quella di una civiltà umana prima che urbana che hanno permesso ai sassi di affrancarsi dall’aridità che li condannava ad essere figli di un dio minore per diventare il volto del futuro mantenendo intatto il ricordo di un passato percorso da sofferenze e da tribolazioni congenite.




La Matera che ho potuto conoscere grazie alla visita guidata organizzata da Pianeta Sassi (tel +39 0835 1970743, cell +39 320 9446249 o ancora +39 380 3487128) è una Matera che è impossibile non amare anche quando ci si addentra nelle viscere della terra per affondare in quello che è stato da sempre lo spettro più temuto, l’informe condanna dell’acqua avidamente raccolta nelle cisterne perché ogni goccia di pioggia era vita strappata ad un destino beffardo che non permetteva agli abitanti dei sassi di attingerne da altre fonti. Visitare le cisterne è stato molto suggestivo, addentrarsi tra cuniculi, corridoi e scalette e scendere sempre più in basso, così in basso che oltre non si può cadere, così in basso da sentire forte l’avvilimento che può derivare da una privazione castrante, quella di un bene primario e indispensabile come l’acqua.

Passato e futuro.
Ben rappresentati nella prima tappa del percorso, una bottega artigianale dove è esposta un’opera d’arte che rappresenta la Matera dei ricordi ricostruita in tre anni di lavoro con l’uso di pietra locale da un artista tornato a Matera dopo molti anni di assenza sconvolto nel non riuscire più a riconoscere la propria città. Quella Matera dei ricordi infantili, con i lampioni che rappresentavano la grande novità dell’epoca moderna e di fronte a cui l’artista, ancora bambino, passava le serate incantato a fissare quella luce mai penetrata prima tra gli alvei delle grotte, quella Matera fatta di scale che attraversavano i cortili e i tetti e che venivano percorsi da persone e animali per raggiungere ogni uscio, ogni casa, ogni sasso...

Passato e futuro.
Incarnati perfettamente nelle due guide che si sono alternate, mattina e pomeriggio, per farci conoscere con grande generosità di tempo e di sentimenti quella che non è solo una città affascinante ma la loro città, amata appassionatamente, sudata, difesa e conquistata per restituirla alla vita vera.

Padre e figlio.
La grande cultura del Professor Nicola che improvvisando, in base alle nostre reazioni e forse alla curiosità che poteva leggere nei nostri volti, ci spiegava un percorso storico complesso che l’ha visto protagonista in prima linea nella battaglia sociale condotta per il recupero dei sassi riuscendo a restituirli, con l’associazione di cui fa parte, ad un patrimonio umano vivo e vivibile e riconosciuto ufficialmente salvandoli dal degrado altrimenti inevitabile.

Salvatore, il figlio, il futuro. Il giovane che ama la sua terra e da cui non si allontana contribuendo con la sua attività a renderla centro del mondo e non periferia di Stato, in grado di snocciolare decine e decine di film girati su questo set a cielo aperto e di parlarci con commozione di quei sassi, della gente che li abitava, di quelle terre e degli animali che la popolano e che la rendono una terra unica nel suo genere, una terra come altre non ce n’è Matera!

Durante la visita abbiamo visitato molti luoghi, abbiamo visto l’interno di un sasso ricostruito perfettamente per rappresentarci la vita che veniva svolta all’interno, abbiamo visitato il museo delle arti e dei mestieri (tutti gli ingressi sono compresi nel prezzo della visita guidata), siamo entrati in Chiese chiuse a chiave, siamo stati nell’ombelico del mondo seduti sui gradini di una delle più importanti multinazionali mondiali che proprio nei sassi ha deciso di stabilire la sua sede investendo in quel futuro invisibile che si chiama internet, ci siamo accomodati al tavolo di un autentico oste per mangiare un pranzo da re ad un prezzo da Mc Donalds grazie ad una convenzione da loro proposta ma soprattutto, soprattutto abbiamo respirato l’aria di Matera, quell’aria senza tempo, ricca dell’ossigeno delle aspirazioni più nobili e abbiamo attinto a pieni polmoni quell’essenza rarefatta che fa di Matera una delle città più belle e uniche del mondo.

Non è stata una semplice visita guidata, è stato un percorso di arricchimento culturale, intellettuale ed emozionale che esula da quelli che sono i compiti di una guida, la passione e l’amore che Nicola e Salvatore sono riusciti a trasmettere non si trovano ovunque e io sono davvero grata a questi due uomini per avermi regalato una giornata ricca di emozioni e di sensazioni, una giornata rara che conserverò gelosamente nei miei ricordi.

Ho iniziato con una citazione e con una citazione concludo

Matera luce del meridione
Per bellezza cultura e tradizione
Resta qui non andare altrove
Lotta qui per un giorno migliore
Se non dai acqua Come cresce un fiore
Così se non dai amore come pretendi amore
Brucio babilonia e il suo infame nome
Canta con me sotto il sole
Come te davvero non ce n'è Matera,
il mio cuore batte forte per te Matera.

Bobo Sind cantante Materano














3 commenti:

Kylie ha detto...

Me ne hanno parlato come di un luogo d'incanto quelli che hanno visitato questa città.
Una triste storia che ora sembra davvero alle spalle.

Bblogger ha detto...

@ kylie
è vero, è un luogo incantato, da vedere sicuramente almeno una volta nella vita (o da tornarci se si può...)
grazie per il tuo commento e scusa l'assenza, sto tornando :-)

Anonimo ha detto...

Volevo vedere Matera con i tuoi occhi e la vista mi ha toccato nel profondo. Posto un commento per ringraziarti di quanto hai scritto.
Paolo

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