L'eutanasia del pubblico impiego.



C'erano una volta le gare d'appalto pubbliche. 
Si pubblicavano sulla Gazzetta Ufficiale e sui quotidiani, pagando fior di soldoni, poi è arrivata la CEE e si sono pubblicate anche lì, gratis almeno... Nel frattempo qualcuno ha deciso che gli estratti di gara non bastavano più, e visto che c'erano questi bei bandi cee, lunghi come rotoli di carta igienica, ha stabilito che fossero questi a dover essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, quadruplicando le spese di pubblicazione (che, per altri, corrispondono ad incassi). Però per semplificare la vita alle aziende pubbliche hanno anche deciso di operare online, il servizio è più veloce forse, ma più caro... 50 centesimi in più a riga, e il bello è che gli operatori della zecca dello stato che ti telefonano incessantemente per proportelo (venditori della folletto mancati?) neanche lo sanno e ti dicono che il prezzo è uguale, o che la differenza è dettata dall'IVA (l'iva è inclusa, ma vaglielo a spiegare!!!!)
Poi un bel giorno qualcuno ha deciso che l'amministrazione pubblica doveva essere semplificata perché oppressa da burocrazia inutile, ha deciso per esempio che i durc non dovessero più essere le ditte a produrli ma tutte le aziende pubbliche a richiederli (per ogni fornitore e per ogni gara, per ogni fase di gara e per ogni fattura) e  visto che c'erano hanno deciso di dare vita ad un nuovo mostro a sei teste, l'AVCP.

Una medusa nel mondo del pubblico, anzi no, una sanguisuga!
E perchè limitarsi alle gare di importo elevato, se tassa deve essere, tassa sia per tutte le gare!
Differenziando per bene gli importi, perché forse i privati si  lamenterebbero a dover pagare una tassa per ogni gara a cui tentano di partecipare, mentre le aziende pubbliche... quelle zitte devono stare, annaspando cercando di dimostrare che non sono dei buchi neri in cui spariscono denaro e buon senso e necessariamente mal governate e mal gestite...  Le aziende pubbliche devono pagare la tassa (ad un'altra azienda pubblica) per ogni gara indetta oltre i 40.000 euro, i privati che vogliono partecipare devono pagare una tassa per ogni singolo lotto superiore ai 150.000 euro. Sapete cosa significa questo? Si sarebbero pagati gli stipendi a tutti i precari che ora sono o che presto saranno disoccupati, mentre a Roma qualcuno è stato assunto per contribuire al collasso di tutte le aziende pubbliche del territorio nazionale. Però, però, l'AVCP ha una nobile motivazione, deve controllare i flussi di liquidità, ovvero verificare che nessuno favorisca qualcuno e che non ci siano cose sporche nella cosa pubblica...Ambigua iniziativa per un ministro che, contestualmente, cerca di imporre lo stop ai certificati antimafia...
C'erano una volta le aziende pubbliche... e presto non ci saranno più. Privatizzare, tutto quello che è  possibile privatizzare. Perché l'azienda pubblica è un costo, e il dipendente pubblico è un delinquente che deve essere controllato, messo all'angolo, tacciato di fancazzismo e rivestito dei panni dell'untore, ottimo capro espiatorio per un paese in crisi. E certo, siamo in piena crisi perché i dipendenti pubblici sono troppi. A Roma forse, dove i ministeri continuano ad assumere, ma non certo nelle realtà più nevralghiche delle aziende pubbliche, gli ospedali per esempio, quelli che garantiscono assistenza sanitaria a tutti... anche senza assicurazione privata, o nella polizia, quella che cerca di proteggerci tra un turno e l'altro allo stadio, nei tribunali, dove si lavora senza carta, senza pc e senza mezzi per rallentare intenzionalmente il corso della giustizia, all'interno dei comuni, degli uffici regionali delle opere pubbliche che monitorano il territorio cercando di prevedere i danni delle alluvioni magari, tagliare, tagliare, tagliare... sono pesi morti, spese inutili che incidono sul bilancio di tutti...
E nel frattempo... nel frattempo i grandi dirigenti delle aziende sono cambiati, non sono più esperti di settore, sono diventati  politici, politici nominati da politici più influenti, mandati a fare il lavoro sporco, a demolire piuttosto che a costruire, a licenziare piuttosto che a ottimizzare, per dimostrare che la cosa pubblica non funziona, che deve essere data in mano ai privati, che i costi sono più alti dei risultati, che il pubblico è il responsabile del magna magna e del bunga bunga di uno stato che ha voluto praticarsi l'eutanasia e immolarsi  nel nome del proprio tornaconto personale...
Sia chiaro, non sto dicendo che gli sprechi non ci sono, ma un conto è razionalizzare la spesa pubblica e cercare di ottimizzarla e identificare in modo univoco e non generalista le "mele marce", cosa ben diversa è cercare di mettere in difficoltà un paese attaccando proprio le infrastrutture sul quale quel paese si regge, e che non sono così come ce le vogliono raccontare, così come fa comodo a qualcuno raccontare...
E' ora che il pubblico si difenda, è ora che smetta di essere anonima pedina del sistema e che tuteli non tanto la propria poltrona ma l'interesse della collettività, perché è questo che è in gioco oggi, e se non ve ne accorgete e vi fate convincere che il nemico numero uno del bilancio italiano è l'apparato pubblico, quando ve ne renderete conto sarà troppo tardi...

3 commenti:

Costantino ha detto...

Foto imperdibile!

Bblogger ha detto...

la foto si, lui spero di perderlo presto di vista...

Anonimo ha detto...

L'autorità per la vigilanza lavora, se così si può dire, in modo vergognoso. Sono dei veri dilettanti allo sbaraglio, comunicano attraverso email non firmate e non protocollate perchè non hanno il coraggio di sottoscrivere le loro assurde richieste, praticano ostruzionismo ai massimi livelli, hanno un fax solo, che sistematicamente va in errore impedendo la trasmissione dei dati. Quando li chiami al telefono poi, spesso e volentieri cade la linea dopo ore di attesa quando hai appena pronunciato il tuo quesito e l'interlocutore ha mostrato perplessità nel non saper rispondere. E' davvero un muro di gomma, ma chi li ha assunti questi? E per fare cosa?

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