Miracolo a Le Havre: la poesia stridente di una realtà sognata

Detesto le multisala, mi sembrano una catena di montaggio e non quel luogo sacro che dovrebbe essere un cinema. Sarà che al cinema ci vado molto raramente, sarà che fin da ragazzina frequentavo la stessa sala che ancora oggi  vive con le sue proposte alternative in un'era di cinepanettoni propinati in ogni stagione, ma quest'anno ho deciso di rispolverare l'antica tradizione del film di natale e mi sono lasciata affascinare, in compagnia delle mie figlie, dalla magia di una fiaba senza tempo. Non un film per bambini, probabilmente, almeno non nel senso stretto del termine, una fiaba per sognare con i piedi per terra. Ma  forse proprio questo lo rende un film anche per bambini...
Miracolo a Le Havre
Non aspettatevi un'analisi della regia di Aki Kaurismäki e del suo approccio a quello che, per alcuni, è considerato il suo film migliore, non solo non sarei in grado di farla ma in rete se ne possono leggere di interessantissime quindi evito di cimentarmi in un campo minato che non mi appartiene.
Però qualcosa sul film ve lo voglio dire lo stesso... anche se con l'umiltà della persona che si approccia al film con una semplicità probabilmente ingenua e che si emoziona quando si abbassano le luci e si lascia coinvolgere nella storia che sta per vivere come se fosse la protagonista...
Chi è il protagonista del film? Forse Marcel Marx, un uomo che ha vissuto molto ma che ha conservato la genuinità delle persone pulite. Qualcuno dice ex scrittore (a me era parso di capire ex clochard .... ma mi rimetto ai pareri più autorevoli di chi ne sa di più.....) in ogni caso un uomo puro, la cui purezza emerge dalla disinvoltura con cui alimenta una sfilza di debiti in panetteria per poi consegnare l'incasso quotidiano, guadagnato con l'umile professione del lustrascarpe esercitata con signorile dignità, alla moglie che lo attende a casa per preparare la cena, per stirargli gli abiti e per lustrargli le scarpe... Un uomo che guarda in basso solo per poter guardare più in alto alla vita, e valutare le cose da un'angolazione insolita, romanticamente dimenticata.
Ma forse il protagonista non è lui, ed è l'amico, il cinese che conosce da 12 anni e che in realtà è un vietnamita che ha barattato il suo nome con un documento falso che gli permette di votare, di avere un'assicurazione sanitaria e di essere considerato cittadino. O forse è la panettiera che legge Kafka come un Benigni in gonnella, o ancora  il verduriere che si nasconde dietro una saracinesca abbassata per negargli l'ennesimo credito per poi riempirlo di cibo quando, nel silenzio di un quartiere connivente, Marx protegge un bambino dalle leggi sull'immigrazione per aiutarlo a raggiungere la madre in Inghilterra. O forse è il vecchio cantante rock che non può vivere senza la sua fioraia e non si da pace per quel melo che li ha fatti litigare, o la moglie che gli nasconde la sua malattia perché in fondo lui non è altro che un bambino che veste i panni dell'adulto...
I personaggi intrecciano le loro vicende e le loro abitudini di vita in uno scenario senza tempo, è quasi strano vedere contare gli euro necessari per pagare il traghettatore di clandestini in un luogo in cui le macchine sembrano tutte uscite dagli anni 60, così come gli abiti, così come gli arredi di un bar fumoso.
Così come è senza tempo il commissario di polizia che decide di non vedere, che suggerisce senza dire e che sa bene che se un lavoro è troppo sporco per essere fatto... non lo si deve fare....
Atmosfere da fiaba quindi per una storia moderna e antica allo stesso tempo, una storia che denuncia le contraddizioni della società in modo molto educato, con toni pacati ma inesorabilmente chiari.
Una fiaba che parla di solidarietà, di immigrazione, di gente semplice, pura, di valori. Di uomini. 
E in tutto questo, il miracolo finale, un lieto fine naturale conseguenza dell'intreccio delle vicende perché in fondo è un film, e nei film è consentito sognare, e la realtà è una comparsa costante, ma pur sempre una comprarsa...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

meraviglioso!

sabina ha detto...

un capolavoro!

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