AENIMA - TOOL



Domenica pomeriggio.
La casa è deserta.
Finalmente.
Potrei fare….
Oppure potrei dormire
Staccare la spina, per un giorno, smettere di pensare, staccare il telefono, chiudere il pc, spegnere il cellulare. No. Spegnere il cellulare no. E se anche spengo il pc, e vado a dormire…. Io non ho sonno. Non ho voglia di uscire, uscire oggi no, il caldo è appiccicoso. Il parco è pieno di bambini capricciosi. Mi tocca sorridere alle altre madri quando i loro pargoli mi tirano la palla sul libro che leggo, o ci rovesciano il gelato sopra…. Sono bambini. Bisogna avere pazienza….
No. La casa è vuota, oggi, ma silenziosa no. Sento i Tool.
Li conosco da poco, un mesetto più o meno, e oggi li ascolto con maggior attenzione. Aenima.

Anima.
Ed eccola.

Gli effetti grafici del mio pc si fanno sempre più tortuosi, è una canzone particolare questa, è un gruppo particolare questo.
Metal, credo. Non controllerò questa volta, e non andrò neanche a verificare chi sono i Tool, sapete che su Wikipedia potete trovare sempre tutto su tutti, troverete anche loro.
Si, oggi la pazienza non mi appartiene...

Bello questo passaggio, quasi un cambio di direzione inaspettato, che dal duro di questa musica tormentata sembra ricondurre forzatamente ad un'anima, anch'essa tormentata….
E' un brano complesso, vuole dire forse più di quello che riesce. Almeno al primo ascolto. Poi, con il tempo, lo si afferra meglio. Ma ancora sfugge...
Mi sforzo, ma non è che mi convinta troppo, i passaggi sono tanti, c'è una sorta di discontinuità che rende il pezzo inafferrabile, bisogna avere la giusta predisposizione, e concedersi. Concedere agli strumenti di aggredire. Perché aggrediscono. Concedere alla voce di ferire. Perché ferisce. Infierisce. Turba. Picchia.
E poi come un angelo del male improvvisamente impietosito da tanta devastante crudezza, apre gli occhi alla tolleranza e permette dolcezza, solo brevi istanti forse, ma sufficienti per fare comprendere e accettare tutto quel vibrante ed energico, insistente desiderio di infierire….
Third Eye.

Per ascoltarli ci vuole pazienza.
Ci vuole pazienza per tutto nella vita….

Perché questa strisciante e stridente sonorità che accompagna il brano, ed è un tema ricorrente in questo cd, non è propriamente una cosa facile. Bisogna accettare di essere disturbati. L'ascolto non è limpido. Non è lineare. La voce è bella, ma a tratti opaca, verrebbe voglia di schiarirla, di riversarla su un nastro nuovo rimasterizzando il tutto, togliendo quelle sporcature che però non sono affatto casuali, ma intenzionali, provocatorie, scelte deliberatamente e posizionate esattamente dove volevano piazzarle.
E' un ascolto a tratti fastidioso, ma in un certo senso anche stimolante. La contraddizione per eccellenza. Piacere e non piacere.
Un pezzo alienante. Lungo. Sfibrante.
Questo brano mi sta veramente mettendo a dura prova. E' troppo lungo per i miei criteri di distinzione, io no ho tutta questa pazienza….. Sono tredici minuti e quarantasette secondi di prevalenza strumentale e di ritmi goticheggianti, mi suggerisce quasi citazioni a droghe sintetiche, quasi un estasy musicale.

H - Questo pezzo ha un carattere un po' più accurato, anche se forse i sofismi sono ancora prevaricanti, la musica continua a stridere e ad occupare tutto lo spazio, l'idea di metal e di tecnologia continua a inseguire uno strano corteggiamento fatto di ruoli non sempre chiari e distinguibili.
Mi arrendo, è inutile proseguire pezzo per pezo, le assonanze sono troppe, e troppi pochi i motivi ragionevoli di analizzarli al microscopio, inutile proseguire un calvario pezzo per pezzo che non riesce a comprendere, ad approfondire, a percepire realmente quest'anima che vibra e pulsa ma che è così lontana dalla mia…

Non sono brani che lusingano l'anima, che la coccolano, che suadentemente vogliono dire che tutto va bene, che nessuno ci farà del male. Sono brani che invitano a restare vigili, ma che quasi proiettano in un mondo virtuale, in un limbo dove lo strumento è paragone affiatato con la tecnologia, quasi uno spazio parallelo.
Un percorso ad ostacoli a volte.
Credo che per memorizzare i pezzi di questo cd mi occorrerebbero 10 anni, ogni volta che li ascolto, a parte qualche passaggio particolarmente riconoscibile, è ancora come se fosse la prima, stupiscono, sorprendono. O solo disorientano. Ora i tool saranno anche un bel gruppo, ma se i miei vicini di casa suonassero questi brani nel garage sotto il mio appartamento, magari più volte al giorno per fare le prove, giuro, la mia pazienza finirebbe presto.

A volte più morbidi e malleabili, ma poi inevitabilmente tormentati, sporchi, o comunque intenzionalmente sporcati. Poi la voce finalmente riesce a prendere il sopravvento e ad alzarsi, il passaggio è meritevole, peccato che subito dopo ricomincino quelle fastidiose tensioni musicali che, purtroppo, non riesco ancora ad afferrare….

Le potenzialità ci sono. Il gruppo è sicuramente originale.
Indubbiamente degli sperimentatori.
Ci sono anche sonorità vere, che si intuiscono, ma che non sfociano mai in un vero e proprio piacere totale d'ascolto. Non riesco a sentirmi pienamente soddisfatta. Non sono liberatori. In un certo senso sono ansiosi, troppo tormentati, troppo macchinosamente vari. A volte quasi lenti. A volte troppo veloci. La voce è bella ma mi sembra trattenuta….
Ci sono passaggi particolarissimi, alcuni che veramente incutono una sorta di timore, come il discorso (mi verrebbe da dire rap ma rap non è) in tedesco di Die eir von satan, alcuni veramente piacevoli come in Jimmy, altri meno inquietanti ma comunque spiazzanti per un'originalità che forse non sono ancora pronta ad afferrare, resta il fatto che oggettivamente questo cd mi crea tensioni, mi solleva una nevrosi epidermica che non me li fa particolarmente apprezzare…
Aenima= capitolo chiuso.
Quest'opinione è dedicata a Sangueimpazzito, grande estimatore dei Tool e di questo cd, se leggete la sua opinione probabilmente troverete quello che io non sono riuscita a spiegare, fortunatamente la musica è percezione soggettiva prima che imposizione oggettiva, senza contare che anche l'umore incide, e forse io sono troppo in una fase antonacciana per apprezzare la forza e l'energia di un gruppo come i Tool, in un'espressione artistica tanto radicale come Aenima. Qualcosa di particolare sicuramente. Non scontato.
Assoslutamente. La buona volontà, ce l'ho messa. Ma l'amore…. L'amore è un'altra cosa, e purtroppo la scintilla non è scoccata….



Domanda da un milione di dollari: lo raccomanderesti ai tuoi amici: risposta da un milione di dollari, si, perchè la musica, proprio come i libri, suscita reazioni diverse in ognuno di noi e comunque, anche involontariamente, arricchisce.

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