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Subsonica: la rivoluzione musicale di Istrice.

Non basta ascoltare istrice per comprenderne la natura intimamente coraggiosa che lo pone come pezzo di avanguardia musicale, una vera rivoluzione da contestualizzare fondendo insieme il testo, la musica e le immagini del video per sfiorare la quarta lettura, il tributo a Torino e al suo carattere spinoso di città celebrata dai Subsonica percorrendone l’anima, camminando tra i lampioni e i portici fino al fiume, quel Po che esonda nel brano stesso con la sua voce frusciante compressa e inserita nella base.
Torino, città percorsa da substrati di contraddizioni conflittuali, città dalle sembianze inquiete, città tesa verso un’introspettività cupa, tenebrosa come la notte che avanza insidiosa arrancando con le sue ombre e che ben si esprime nelle tinte fosche che la dipingono come città esoterica per accezione.

Capodanno in piazza 2011- dove, come, con chi! I concerti per iniziare il 2011 alla grande

I migliori concerti per trascorrere il 31 dicembre 2010 in piazza.
Se anche voi state iniziando a guararvi intorno per capire dove trascorrere la notte di San Silvestro, ecco alcune proposte per organizzare la microvacanza di capodanno:
ROMA
Concerto di Claudio Baglioni - Colosseo (free)
Antonello Venditti - Roma - Auditorium - 25 dicembre, 27 dicembre, 29 dicembre e 31 dicembre
 Orario: 21.00
Costo: Platea 80 €; Gallerie da 45 a 70 €; 31 dicembre: Platea 125 €; Gallerie da 80 a 115 €
Concerti Parioli, Municipio 2 Parioli
http://www.auditorium.com
Irene Grandi - Paolo Belli - Giusi Ferreri - Siena (free, sponsor monte dei paschi di siena)
piazza del campo
Enrico Ruggeri - Mantova
Negrita - Avellino
Fabri Fibra, Zoo di 105, tuto esaurito & c - Rimini - 105 Stadium di Rimini
Elio e le storie tese - Firenze
Mango - Cagliari
Rimini - capodanno
http://www.riminiturismo.it/106239/59/Capodanno,_tutti_sintonizzati_su_Rimini.html?lang_index=0

Pagina in continuo aggiornamento, segnalatemi le iniziative della vostra città.

Ri-ascoltando i Tazenda. Da Andrea in poi.

Mi è capitato di riascoltare la musica dei Tazenda, a distanza di anni da quello che era stato probabilmente il momento dei riflettori puntati contro di loro, il momento di spunta la luna dal monte  nel duetto con  Bertoli e mi sono sorpresa nel riscoprirli, o forse nello scoprirli per la prima volta, con suoni e intensità che non conoscevo.
Refrattaria a Sanremo come sono, per esempio, mi ero completamente fatta scappare "Pitzinnos in sa gherra", un pezzo che ha circa 20 anni ma che sembra condannato ad essere sempre attuale.
Questa la versione originale del 1992



e questa è la stessa canzone nel 2007, quando la voce di Beppe Dettori ha sostituito quella di Andrea Parodi, prematuramente scomparso.

L'ora di NAIF

E' l'ora di Naif.
Nessuno le ha dato una chance, Naif se l'è presa da sola, meritatamente, a morsi forse, riuscendo a strappare al destino la possibilità di poter occupare un grande palco per qualche minuto, il tempo necessario per riuscire ad arrivare al grande pubblico e fare conoscere la sua bellissima voce e le sue doti contagiose di artista comunicativa ed esplosiva, sorprendente nella contraddizione del suo aspetto un po' ontheroad che rende ancora più affascinante il contrasto di una voce eccezionalmente raffinata .

E’ l’ora del confronto.

L’ora in cui il lavoro di tanti anni passati a farsi le ossa nei locali e nei centri sociali, negli scantinati e nelle piazze affronta il confronto con”l’altra realtà”, quella fatta di una discografica che segue regole precise, non sempre condivisibili, spesso mercenarie e sottoposte a chiare manovre commerciali.
Perché i gruppi autoprodotti, quelli di chi la musica la sa fare pur sfuggendo al mercato discografico delle proposte malleabili e commerciali, dei sogni comprabili dei figli degli amici di, per riuscire a farsi conoscere devono “sbattersi” decisamente più di chi, pur con doti modeste, può contare su manager dalle mille conoscenze che possono investire così come costituire investimento, fare la telefonata giusta, comprare voti…

Non mi sono mai interessata molto del meccanismo del festival di Sanremo, l’ho sempre considerato una macchina mangiasoldi dove il Baudo di turno piuttosto che il Chiambretti o chi altri volete riusciva a strappare un contratto con il quale si sarebbe potuto finanziare un ospedale in un paese povero dove la gente muore ancora per mancanza di cure e per malnutrizione, una passerella dove le soubrette venivano scelte dagli stilisti che avrebbero fatto indossare loro dozzine di abiti diversi perché il concetto da sottolineare è quello di apparire piuttosto che di essere, un evento per cui migliaia di persone accorrono davanti al tappeto rosso e aprono il portafogli pagando migliaia di euro per un posto in prima fila, di fianco al giornalista dell’importante testata e al politico di bella presenza.

Non mi sono, di conseguenza, mai interrogata su come venissero selezionate le giovani proposte, quella rosa di artisti in cerca dell’occasione della propria vita…
Ora l’ho scoperto. Succede attraverso il televoto.
In pratica, più amici vi votano, più le vostre possibilità di catturare due minuti di popolarità aumentano…
Che delusione però, dunque
non c’è nessun sistema di meritocrazia nella selezione? Dunque nessuno può dire”voglio prendere questo artista perché è bravo e il suo contributo è un plusvalore di cui l’evento sentirebbe la mancanza se non ci fosse?”
Nessuno ha il potere di scegliere la qualità alla quantità di soldi spesi per sponsorizzare qualcuno?
Confesso di non conoscere il meccanismo in tutte le sue parti, ma quello che so è che il mio amico Andrea mi ha lanciato un S.O.S.: facciamo rete perché NAIF è brava davvero e merita che questa ingombrante possibilità sia scritta nel suo curriculum di artista ma… non
ha sponsor! Non ha case discografiche pronte a supportarla e a spendere soldi per garantirle l’accesso, non ha le spalle coperte, insomma, e dipende esclusivamente dal gradimento della gente….
Per sostenere Naif potete seguire questo link, andare nel blog del mio amico Andrea e appoggiare la sua candidatura con un voto.

Io invece voglio solo invitarvi ad ascoltarla e a chiedervi se non è brava, se questa ragazza non merita un po’ di attenzione, se questa musica non merita forse cinque minuti di riflettori puntati che possono fare la differenza… Possono farla come no, è vero, troppi gli emeriti sconosciuti che hanno attraversato quel palco senza lasciare un segno, per una volta sarebbe bello vedere una vera artista impossessarsene e graffiare e mordere per fare diventare quei cinque minuti un trampolino da cui lanciarsi senza paura, dopo avere vissuto una carriera da funambola non è un salto nel vuoto a spaventarla… ma la possiblità di non riuscire a saltare!










E a te, bravissima Naif, voglio solo dire che indipendentemente da come andranno le cose, credo che il riuscire ad avere un “fan” che si sente irrimediabilmente conquistato dopo avere sentito un paio di note di un tuo brano e vota la sua totale devozione a te, alla tua musica, alla tua arte, in modo viscerale e trascendentale, significa avere in qualche modo vinto, essere riuscita ad arrivare nel cuore della gente, averne carpito l’anima e averla affascinata, ammaliata, stregata….
Quanto mi piacciono le streghe….

I Metallica a Bologna.

Utilizzo privato di mezzo pubblico.
Se lo fa Silvio lo posso fare anche io, o no?
Bene, allora dal momento che per cause di forza maggiore mi vedo costretta a dire "passo" sul concerto dei Metallica metto i miei due biglietti in vendita.

Ora, per chi non avesse mai visto i metallica dal vivo (e non è il mio caso) un loro concerto, merita....
Merita tutto!
Vero che il nuovo cd, annunciato prima per la fine del 2007 e poi rimandato di volta in volta non solo non è ancora uscito, ma neanche si sa bene quando uscirà e che forma avrà....le demo? lasciamo perdere.....

Sui Metallica che si può dire. Posso parlare francamente? Credo che questo possa essere l'ultimo concerto di un certo spessore, almeno in Italia, a cui potremo assistere. Certo, l'uscita del prossimo cd potrebbe sempre smentirmi, potrebbe contenere dei pezzi di rara bellezza da fare dimenticare Nathing else matters piuttosto che the one, potrebbe, ma......
A me poi St. Anger non spiaceva affatto, anche se non è uno di quei cd che metto spesso, anzi, quando ho bisogno di carica e di energia punto dritta dritta sul black album (e i maschietti si proiettano su Master of puppets, già lo so...) e l'effetto ricarica è immediato.

C'è da dire che i Metallica nelle esibizioni live spolverano tutto il loro miglior repertorio, senza risparmiarsi e senza mai scontentare nessuno. Avete forse sentiro stroncature dei loro concerti?
I Metallica dal vivo sono una vera esplosione di adrenalina, energia allo stato puro in forma liquida, solida e gassosa, emozioni violente che coinvolgono e rapiscono completamente.
Un loro concerto, merita sicuramente.

aggiornamento del 4 giugno 2008
Venduti i biglietti, e con un onesto guadagno:-))))
Se qualcuno di voi dovesse vendere dei biglietti di concerti, teatri o altre manifestazioni consiglio di visitare il sito di seatwave, un portale che mette in contatto acquirenti e venditori offrendo un servizio serio di intermediazione. Vero si prendono il 10% del valore del venduto ma su ebay i biglietti non si possono vendere e sui portali minori le garanzie non sono sempre adeguate. Insomma, io ho rinunciato al mio concerto, ho ripreso tutti i miei soldi più un buon guadagno e la società incassa una bella percentuale. Suggerisco comunque di non puntare a prezzi troppo alti, il buon affare deve essere reciproco, le speculazioni non piacciono a nessuno e rischiate di restare con l'invenduto in mano....
Unica pecca del sito è che occorre dare i propri dati di carta di credito, cosa sempre spiacevole quando non necessaria, ma è una forma di tutela a garanzia reciproca, evita ai soliti "furbi" di vendere ciò che non possiedono....
Venduti in due giorni mettendo il prezzo più basso!


un po' d'asfalto, un po' di fango....


Piero Pelù è tornato.

Tutto è rimasto come l’aveva lasciato. Immutato. I discorsi sospesi che attendono altre energie per essere ridibattuti, gli interrogativi sociali, le provocazioni, quel suo aspetto da rocker tra il trascurato e l’avanguardistico, il capello a volte più corto e a volte più lungo, forse un po’ più grigio, la pelle anche, appena un po’ più saggia…

La voce, la voce è la sua. Una voce che ha carattere, una voce che sa giocare ma che forse gioca meno. Una voce che strascica e seduce, io sono arrivata al brano 4 e ci sono rimasta. Sto continuando a viaggiare.

Se tutti fenomeni è provocazione e bisogno di riscatto morale dalla larvaggine umana che minaccia di contagiare le nuove generazioni (e con questo non intendo solo i giovani, oramai crescere è passato di moda) viaggio è molto di più. E’ guardarsi dentro, è usare la metafora di una ricerca esteriore per comprendere quali siano i nostri limiti.

Intimistica nell’attacco, assume coraggio man mano che si addentra nei meandri dell’anima, sfiora corde di umana incertezza, fa vibrare le debolezze e ci lascia, spettatori di noi stessi, ad osservare il viaggio che inizia dentro, continua nei pretesti e non termina mai.

…. Dentro gli sguardi, e dentro le parole, siamo passeggeri, verso il nostro stupore….

Io su viaggio mi fermo, mi fermo, l’ascolto, rifletto. La medito, la rielaboro, semplicemente l’assaporo e la faccio mia un pezzo alla volta.

Per i fenomeni, ora, non son predisposta, ogni viaggio ha bisogno della sua colonna sonora e io ho già trovato la mia.

il meme della musica

Ringrazio Gianluca per avermi coinvolta in questo meme, le cinque canzoni più belle o significative della propria vita.

Non ho una canzone più amata in assoluto, ascolto la musica secondo quello che è il mio stato d’animo, sono estremamente onnivora, amo la musica in generale per le emozioni che riesce a trasmettermi e per come si confonde in me, diventando parte delle mie emozioni, conseguenza delle mie sensazioni, l'amo per come si lascia appartenere e per come mi appartiente visceralmente.

Unforgiven.

Ecco la grinta e la sana rabbia di protesta dei Metallica in quello che considero il loro periodo d’oro, ovvero l’era del black album, roba da femminucce dirà qualcuno, ma in quanto lady mi sento pienamente autorizzata a continuare ad ascoltarlo anche dopo (quasi) vent’anni. In questo pezzo c’è l’essenza dei Metallica che amo, l’energia pura, il labirinto musicale che trascina e coinvolge, la virilità di un’anima energica avvinghiata alle note languide dell’introspettività più diseredata. Il cd di prossima uscita, pare debba avere dei richiami molto spiccati al periodo d’oro del black album, ma l’uscita è già stata rimandata notevolmente rispetto alle previsioni e ancora non ci sono notizie precise su quando sarà pubblicato, di questo passo lo sentiremo a Bologna la prima volta a Luglio.




LA CURA

Cambio radicale. Battiato. La cura. Una delle canzoni più straordinariamente intense della nostra migliore discografia, una serenità straziante enfatizzata nel bisogno di esprimere eterea passionalità, consacrazione completa all’ideale dell’amore, creando un equilibrio cosmico tra etereo e infinito.





Negramaro

Altra virata.

La musica non è solo introspezione e coinvolgimento emotivo, la musica è anche impulso contagioso che scuote il corpo e lo fa muovere. Io non ballo, però corro. E loro mi fanno correre….

Quando li sento nella mia mente si innesca un meccanismo di associazione di idee per cui mi chiedo dove abbia messo la tuta, infilo le scarpe da ginnastica e vado. Passo dopo passo, mp3 sparato a gran volume, sfido la mia resistenza, sfido la mia pigrizia, sfido i miei limiti e mi rimetto su strada, passo dopo passo, ricomincio da me ogni volta.

Avete mai corso in montagna, divorando le discese nell’ora del tramonto, quando l’asfalto si lascia inghiottire e mostra le curve sinuose dei profili imponenti degli alberi e delle rive, quando gli scoiattoli si affacciano a vedere cosa provochi quello scalpiccio sul terreno che non puzza di benzina ma ansima di vita e di trepido affanno? E’ una sensazione straordinaria, la velocità della corsa enfatizzata dalla discesa, la stanchezza dei muscoli che sembra essere riassorbita per inerzia da un meccanismo che risucchia e i pensieri che cambiano forma e aspetto, mutando natura in una sensazione di benessere condizionato.

Il giorno dopo forse ve ne pentirete, ma ne vale la pena….



Le canzoni del meme dovevano essere cinque, ma io per ora mi fermo qua, perché nella mia vita c’è sempre posto per musica nuova, e sempre ce ne sarà.


A questo punto il gioco preveda che scelga tre persone a cui passare il testimone, e allora io dico che mi piacerebbe conoscere i gusti musicali di

Melina2811

Pino Amoruso

(ma tutti calabresi??????)

e infine un torinese doc, andreanna, forse non lo conoscete come blogger, io l'ho trovato da poco su questa piattaforma, ma il suo blog è la celebrazione musicale per un'amica in cui crede molto, e dunque perchè non passargli la palla!

SAFARI - DENTRO ALLA MIA TESTA


-Bene Lorenzo, grazie per avermi concesso questa intervista, del resto ultimamente sei molto presente per promuovere il tuo ultimo lavoro, qualcuno ti ha anche definito un prezzemolino, cosa ne pensi?

-Chi vuol restare fuori resti fuori e alzino le mani i giocatori

-Dunque giochiamo? Ma si vince qualcosa?

-Nel gioco del mondo, che non si vince mai!

-Il tuo pessimismo è di una consapevolezza dura e disarmante

-Quando prendo l'auto ultimamente guardando il mondo dal retrovisore io vedo la mia vita che va via e non mi fa paura anzi mi mette addosso un nuovo senso d'avventura, avere un'altra faccia sulla nuca ha reso più complesso fare manovra, però non sono più solo e sono contento

-Sei innamorato?

-So che è successo già che altri già si amarono, non è una novità, ma questo nostro amore è come musica che non potrà finire mai, che non potrà finire mai… mai… mai

-Lorenzo, ti rendi conto che quando un uomo è innamorato rischia di diventare banale?

-Solo l'amore rimane e tutto il resto è un gioco

-Ecco, appunto Lorenzo, non dico di tornare ai tempi scapestrati di Gimme five che fortunatamente sono stati archiviati assieme alle permanenti e alle cinture elastiche, ma fammi sentire il carattere di questo sentimento

-Ma c'è ancora qualcosa che non so di te, al centro del tuo cuore che c'è

-Il mio cuore è esigente, caro Lorenzo, soddisfalo, forza, fammi sentire che sei maturato, che sei diventato un artista a tutto tondo, fammi sentire che un uomo può parlare d'amore senza scadere nella banalità ma suscitando emozioni reali

-Se tu apparissi ora, come sei, con quel tuo modo di guardare in netto, coi tuoi capelli che come un sipario si aprono soltanto a chi ha il biglietto, io nuovamente ancora un'altra volta mi sentirei così come mi sento, incatenato nella tua atmosfera, imprigionato come piuma al vento

-Apprezzo lo sforzo, Lorenzo, ma fammi sentire che sai fare vibrare l'anima, l'uomo quando è….. come dire?

-…innamorato…

-Ecco, rischia di sembrare un po' …. Smidollato? E tu invece ti sei sempre posto come un personaggio molto deciso, non credo che l'amore possa averti cambiato a questo punto, cosa passa per la tua testa?

-Dentro alla mia testa, ci son più bestie che nella foresta

-Capita, ragazzo, soprattutto quando si fuma certa robaccia

-Quando non so dove sono io mi sento a casa

-Lorenzo, eppure mi sembri confuso, non ti riconosco più

-Non servono grandi ali per spiccare il volo, la vita è molto più vasta di una definizione

-E cos'è la vita allora?

-La cura è spesso nascosta dentro alla malattia

-Siamo diventati più miopi o più pigri?

-Se pensi sempre ad un muro, un muro troverai. Mi sono trovato memorie che non sono mie, ho un solo nome ma almeno cento identità, è naturale preferire le belle bugie alla durezza di ghiaccio di certe verità.

-Viviamo comodi dentro alle nostre virgolette ma il mondo è molto più grande, più grande di così, se uno ha imparato a contare soltanto fino a sette, vuol mica dire che l'otto non possa esserci

-Già Lorenzo, l'arroganza della stupidità sono la devastazione della mediocrità che imperversa furiosa nella quotidianità

-Siamo come il sole a mezzogiorno baby, senza più nessuna ombra intorno

-A cosa serve avere le ombre intorno se le ombre ce le portiamo dentro?

-Abbiamo scelto che non volevamo scendere da questa giostra che ci fa girare la testa e che ci tiene in orbita

-Ma è un meccanismo diabolico, non possiamo giustificare la forza di gravità come unica inerzia di questa vita, ci sarà qualcos'altro per cui vale la pena combattere, dimmi che ti è rimasto qualche ideale in fondo alle tasche…..

-Vorrei poterti dire quello che non so, vorrei che questa pagina tornasse bianca…
L'ho detto, e poi ho fatto spesso il contrario, perché sono un uomo qualsiasi, un essere straordinario, un essere straordinario

-Si Lorenzo, siamo tutti unici nella nostra essenza, ma c'è speranza?

-Credo, e forse è un errore, che gli uomini abbiano un grande valore che è espresso in pochissima parte e tutto concorre a sedarti, confonderti, omologarti, in casa, poi a scuola poi fuori, ci vogliono deboli e soli, al massimo consumatori, che hanno reazioni a comando, capite voi quello che intendo, capite voi quello che intendo

-Tempo di contraddizioni

-Nel mio tempo, fino in fondo, nel mio tempo

-Quindi che farai, continuerai a combattere?

-Non lascerò il futuro nelle mani di chi al futuro non ci ha mai creduto, di chi crede soltanto a questo dogma: fotti per primo o rimarrai fottuto!

-Quindi andrai avanti, anche da solo

-Io lo so che non sono solo anche quando sono solo… ora la città è un film straniero senza sottotitoli, le scale da salire sono scivoli, scivoli, ghiaccio sulle cosem la tele dice che le strade son pericolose, ma l'unico pericolo che sento veramente, è quello di non riuscire più a sentire niente

-Quindi il cerchio si stringe, e tutto si riassume all'essenza dell'anima, alla forza del singolo in contrapposizione al gregarismo massificante da combattere

-Il battito di un cuore dentro al petto, la passione che fa crescere un progetto, l'appetito, la sete, l'evoluzione in atto, l'energia che si scatena in un contatto
-Io vorrei spingermi un poco più al di là, dove la musica è un fuoco che ci unisce e fa brillare tutta la realtà, dove la verità non appassisce


-La musica dunque è l'ingrediente?

-Tritare, mescolare, sbattere….
-Tre gocce d'acqua del tuo bicchiere raccolte quando è mezzo pieno, quando è mezzo pieno

-Lorenzo, ora non dirmi che te la sei presa perché ti ho detto che in versione romantica rischi di cadere nei luoghi comuni? E sia, allora, ti darò soddisfazione, dimmi a chi hai dedicato questo tuo cd!

-A te che sei l'unica al mondo, l'unica ragione, per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro, quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole, senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro, a te che mi hai trovato all'angolo coi pugni chiusi, con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi, con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi, tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te, a te io canto una canzone perché non ho altro niente di meglio da offrirti di tutto quello che ho, prendi il mio tempo e la magia che con un solo salto ci fa volare dentro all'aria come bollicine, a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei giorni miei….

-Va bene, lo ammetto, questa mi piace, è una canzone d'amore che riesce ad arrivare, la musica è bella, il testo lusinga, ma Lorenzo, non mi ero mai accorta prima che tu arrotassi la esse…. Evidentemente ti emozioni anche tu, accetto questa dedica a nome mio e a nome di tutte le donne, innamorate o no, perché credo che canzoni come questa possano fare innamorare

-A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia, le forze della natura si concentrano in te, che sei una roccia, sei una pianta , sei un uragano, sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano, a te che sei l'unica amica che io posso avere, l'unico amore che vorrei se non ti avessi con me, a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a rendere la fatica un immenso piacere

-Però devo dire che anche Safari è molto bella, il ritmo è veramente animalesco, è veloce, consapevolmente aggressiva

-La terra vista dallo spazio è una palla azzurra e silenziosa, ma se ci vivi ti rendi conto che è tutta un'altra cosa, niente combacia, ci sono crepe e dalle crepe passa un po' di luce che si espande nell'universo prendi tutto quello che ti piace, ho diamanti sotto ai miei piedi, ho un oceano dentro alle vene, ognuno danza col suo demone e ogni storia finisce bene

-E di Giuliano, vogliamo parlare anche di lui? Non credo si tratti solo di collaborazione, sicuramente c'è amicizia, affiatamento, complicità…. Cosa c'è tra di voi?

-Fuoco, acqua, elettricità

-La sua voce non entra in competizione, ma la velocità del testo è tale da sottolineare il caos e il rischio di inconcludenza di questo viaggio. Abbiamo parlato d'amore, abbiamo spolverato denunce, abbiamo sperato nell'umanità, e di nuovo siamo tornati a parlare di essenza, di unicità dell'anima e di amore, per poi perderci nel caos della notte e dei suoi vortici, delle sue spirali, dei suoi labirinti. Tra tante ricette, tra tanti elisir da tritare, mescolare e sbattere, qual è il messaggio finale di questo tuo lavoro, pessimismo? Ottimismo? Individualismo? Sogno? Realtà?

-Un paio di ali al vento, al vento, al vento, al vento…. Un paio di ali…….



e oggi canta la Nannini - Giannabest




La Nannini, con quella sua voce sensualmente roca, graffiata più che graffiante, a tratti lacerata e a tratti infinitamente accogliente, come un abbraccio ristoratore, come una giornata di sole in un campo di neve, come un tango argentino in una balera semideserta. Trasgressiva, mai noiosa, una voce femminile unica nel suo genere, una personalità esuberante che non si lascia intimidire dalle pretese dittatoriali dei rocker maschili e s'impone, sfrontatamente, coraggiosamente, piena di vita e di luce, lucide inquietudini che scaturiscono da sfaccettature prismatiche multiformi e multicolori.
Con lo sguardo puntato dentro ad una realtà mutevole.

Giannabest è una raccolta dei successi di trent'anni di carriera, a partire dalla traccia fantasma "Sola con la vela" il suo primo pezzo, scritto in seguito ad una delusione d'amore nel 1971 e con la quale la cantante si presentava alle audizioni dei suoi esordi.
Ed ecco le tracce:

CD 1
1. Suicidio d'amore (inedito)
2. Mosca cieca (inedito)
3. Possiamo sempre
4. Pazienza (inedito)
5. Sei nell'anima
6. Dolente Pia
7. Radio Baccano
8. Io senza te
9. Scandalo
10. Mura mura
11. Meravigliosa creatura (versione 2007)
12. America
13. Revolution
14. California
+ Sola con la vela (ghost track)

CD 2
1. Meravigliosa creatura (da "Perle")
2. Io
3. Fotoromanza
4. Ragazzo dell'Europa
5. Profumo
6. Bello e impossibile
7. Latin Lover
8. I maschi
9. Aria (da "Perle")
10. Amandoti (da "Perle")
11. Elisir (feat Avion Travel e Paolo Conte)
12. Notti senza cuore (da "Perle")
13. Alla fine
14. Un desiderio (free session)
15. Una luce (da "Perle")

Attraversando tutta la sua carriera, è impossibile non notare le virate importanti della sua vita che l'hanno portata dall' essere una ragazza trasgressiva e volutamente alternativa ma un po' acerba e quasi monotematica nel suo voler stupire e provocare insistentemente fino a diventare l'artista che è oggi e che trova una collocazione assolutamente ad hoc nel panorama musicale italiano, essendo riuscita a costruirsi una carriera addosso, faticosamente forse, ma meritatamente e credo che tanto gli inediti del cd quanto i pezzi estratti dall'album "perle" lo dimostrano ampliamente, pezzi quali "meravigliosa creatura" e "aria" tanto per citare i più conosciuti.
Certo bisogna dare atto alla Nannini che anche nei pezzi più datati si trova una riproponibilità piacevole, non c'è quel desiderio di celebrare se stessi o un periodo della vita, non è un inno agli anni ottanta quanto piuttosto un percorso personale che si può leggere anche decontestualizzandolo dagli album di uscita, e poi lo confesso, non ho seguito assiduamente la carriera della Nannini (che iniziava a cantare giovanissima quando io non ero ancora nata) e alcuni di questi pezzi sono per me nuovi, del resto erano dieci anni che la Nannini non confezionava una raccolta dei pezzi più significativi, senza contare il generoso e significativo inserimento di tre tracce nuove, e se vogliamo dirla tutta ci sono cd di nuova uscita che non hanno neanche tre pezzi veramente belli, e dunque raccolta sia, ne vale la pena.
Dei tre pezzi inediti, uno in particolare ha una storia da raccontare, il brano è "mosca cieca" e la storia è quella della giornalista Anna Politkovskaja, la giornalista russa che si è battuta in difesa dei diritti civili e che non ha mai fatto finta di non vedere, assassinata nel 2006.
Un pezzo ritmato, duro, un pezzo dove la parola "cattivo" martella sulla coscienza prima ancora che sulle batterie, alternato da sprazzi e schiarite….

" tra ferite aperte…
.. dove scorre una sorgente limpida…
... io ti ritroverò….."
La grinta del brano è quasi soffocante, come un ritmo di vita quotidiana incessantemente logorante alla quale si è costretti a dover sottostare, senza cedere, per non mollare, per restare in equilibrio, per doversi difendere dagli attacchi dell'esterno che arrivano, perfidamente ideati per vanificare con l'annientamento danno invece vita ad una consapevolezza nuova, ad un bocciolo di speranza, seppur alimentata con il sacrificio della vita, seppur nutrita con il sangue.

L'inedito che è stato usato per il lancio del cd, che è uscito a fine novembre 2007, è invece "Suicidio D'amore" , ritmi languidi e lascivi, frasi scivolose e sensualmente strascicate, l'orgoglio di una voce consapevole, la maturità di una sonorità fragorosa, aperta, di soddisfazione per chi ascolta, parole scelte per essere pronunciate da quella voce, da quelle tonalità, da quell'intensità
Il terzo inedito è "pazienza" un altro pezzo caldo e di grandi prospettive, parole evocative, immagini che prendono forma, uno di quei pezzi consolatori, che toccano corde profonde, che riescono a ristorare le anime più malinconiche e ad affrancarle dal peso delle mediocri condanne quotidiane, generoso trascinarsi di carezze melliflue, insinuazione di efferate piacevolezze , logorio di certe relazioni a cui rinunciare è impossibile. Meglio conviverci. Pazienza.

I tre brani editi sono frutto della collaborazione con il cantautore Pacifico, collaborazione iniziata nel 2006 con "sei nell'anima" e che secondo me ha portato la Nannini a maturare una consapevolezza musicale di altissimo livello.
Prossimi appuntamenti promozionali sono un tour che partirà in primavera e da Settembre l'opera "Pia De Tolomei" nei teatri.

intimamente Morgan - da A ad A - Morgan

AMORE ASSURDO




 




Sono un equilibrista, passeggio in bilico sulla corda tesa della mia vita, le braccia spiegate a frangere l'aria, le mani aperte per calibrare i miei gesti e i miei passi, il vento che mi solletica i capelli mi raggiunge come le voci della folla, lontane, assenti, non comprendono l'assenza della mia presenza, non vedono l'ombra stagliarsi sotto il mio essere etereo….
Sono una sognatrice, una sognatrice che cammina dove gli altri non osano farlo, una sognatrice che si perde dietro un pensiero bizzarro, dentro una storia silenziosa, dentro una camera con le pareti sottili delle canne scosse sotto l'abbraccio del vento.

Una creatura fragile che si espone alla luce senza preoccuparsi di vedere sbiadire i propri colori, o stingere le proprie illusioni, solo un'anima rannicchiata che ogni tanto si allunga e si contorce, agitata dalle convulsioni topiche di questa vita.
Una creatura forte che alla fine si rialza e ricomincia a camminare in punta dei piedi sulla corda tagliente come vetro, fredda come acciaio, scivolosa come ghiaccio, crudele come crudele sa essere la vita….

L'amore è assurdo, si Morgan, l'amore non può che essere assurdo, non ci sono motivi per amare, se ci fossero l'amore diventerebbe interesse e perderebbe il suo prezioso valore di simbolo del nulla.

L'amore fatto da tante parole, da musiche che si rincorrono nelle stanze vuote, da solitudini che perseguitano la nostra incapacità di essere felici, l'amore dannatamente efferato a cui non possiamo rinunciare, e che ci tiranneggia beatamente con i suoi sorrisi e le sue lacrime, l'amore che grazia la tua vita, rendendola degna di essere condivisa, l'amore dei dettagli senza senso, della passione che esplode, della tua voce che seduce e restituisce quello che ci hai dato, e nonostante il cuore infranto, da lontano, abbiamo tutti un po' di gratitudine da esprimere ancora…..

Grazie Morgan, per avere scritto questa canzone, grazie per interpretarla con tanta passione, perché commuovi, scuoti l'animo di chi, almeno una volta nella vita, ha amato, ne turbi la coscienza, ne affievolisci le sicurezze, ne accarezzi i sogni più inconfessabili….. Calda la musica, avvolge, riscalda il cuore, ritempra le emozioni, avidi sorsi di vita che trasformano le illusioni in sogni, e sognare è nel nostro dna….

DA A AD A

Dove inizia, dove finisce… Oscilliamo, ripartiamo, ci mettiamo in discussione, per strade secondarie e tortuose. Nulla è facile, nulla mai è scontato. Ma queste strade, sono sentieri sensuali che spingono il corpo a muoversi, a oscillare, come l'incertezza matematica di poter tratteggiare due punti tra costanti contrastanti e convergenti. Il contrasto è in noi, la coerenza è scienza, noi siamo forse, forse, fantascienza. O forse è solo il delirio, questo delirio di strumenti, del tono della tua voce che gioca abilmente con le sue corde vocali, che sfida, che dimostra, che sfiora….
O forse il delirio è solo il mio, ed è la chiave di lettura per comprendere ciò che altrimenti non avrebbe risposta….

ANIMALI FAMIGLIARI
Mentre canti, Morgan, io mi esercito nel mio numero d'equilibrista, e palle e birilli volano con una precisione che mai ho posseduto, attorno a me lo scenario gotico diventa una festa irreale, entriamo in una miniatura, indossiamo i camici a righe bianche e rosse e mordiamo mele candite mentre tutti gli animali di questa assurda carrellata sfilano davanti a noi, ognuno con i propri caratteri, con le smorfie della propria condizione da porre come presupposto necessario per una vita che non accetta strappi alle regole.

TRA 5 MINUTI
Di nuovo cambi, di nuovo ti rinnovi, con te non ci si annoia mai, lo sperimentalismo fa parte del tuo essere musicista, e la tua voce esplode, una flebile rabbia, un ritmo sostenuto che detta le regole, che conta il tempo, che pone i limiti, che determina il passaggio delle cose sulle cose, degli eventi sugli eventi, nell'anarchica ribellione delle regole generali che sfuggono, infine, al controllo

DEMONI DELLA NOTTE
Avanzano suadenti, accompagnati da note che non incutono terrore, una storia che affascina, che racconta lo stato deforme tra sogno e veglia, tra illusione e realtà, tra ciò che è reale e ciò che non si può raccontare…. Echi lontani riappaiono in questo stato meditabondo, le forme appaiono e si offuscano, le ombre cangianti assumono forme irreali….. Cos'è reale, cos'è irreale, ognuno si porta dietro il fardello dei propri fantasmi, e nelle notti di maggior fragilità questi fuggono e ci danzano intorno, ma forse sono solo i nostri timori, forse i rimorsi, forse è solo la notte…. Non ti preoccupare, non ci sono demoni nella notte. Una risata fragorosa, questo manca nell'ultima nota….

UNA STORIA D'AMORE E DI VANITA'
Mi lascio cullare ora, mi lascio cullare dalla tua voce che assume in se il carattere dirompente di tutti gli strumenti musciali che l'accompagnano, mentre tu canti il dolore di una storia d'amore e di vanità. Ma anche su questo, sai, ce ne sarebbero di cose da dire… ma è così struggente, è così deliziosamente dolorosa, come una ferita che sanguina eppure libera, aiuta a sentire la vita scorrere, mentre il dolore evapora assieme a queste note che da perseguitate diventano finalmente libere, soavemente private dalla catena di una prigionia concettuale, in un nonsense di spregiudicata vanità edonistica.

La VERITA'
La verità…. Dobbiamo proprio parlarne? Non mi fare domande adesso goditi il presente non cercarla, che verità si mostra solamente a chi sa sopportarla.
Versami un bicchiere di vino, ora. Non c'è bisogno di raccontare i dettagli dell'imbroglio, la verità sta nei discorsi degli altri, ma io sta sera sento solo la musica, e nella tua voce so che la verità non è nei fatti ma nei sentimenti. Dobbiamo solo osare, e credere in noi stessi, e avere il coraggio di essere Sognatori fino in fondo.

U-BLUE
E giochiamo, torniamo nella miniatura, rincorriamoci sulle giostre di porcellana, entriamo dentro un carillon e danziamo questo ballo, tu sei sempre elegantissimo, un affabulatore davvero speciale, forse un mistificatore, se saprai mantenere le attese e dimostrare che anche in una canzone che assume la forma delle bolle di sapone si può sedurre. Chiedimi perché….. E soprattutto, per le cose importanti, per quelle per cui vale la pena , per quelle per cui non c'è scelta, e anche giocare è solo un modo diverso di essere se stessi e non un surrogato di ciò che ci si aspetta da noi.

LA COSA
Tutti vogliono la stessa cosa….. che cosa, Morgan? Certo i luoghi comuni, certo le allusioni, le facilonerie, ma poi tu che cosa vuoi…. Un po' di sana e rassicurante borghesia? O forse un po' di art nouveaux….
Ti illudi di essere amato….
Vorrei, ma non ti posso salvare…..
O forse solo potersi raccontare qualche storia rassicurante e crederci comodamente, senza dover necessariamente fare chissà che cosa, e il potere di fare girare il mondo, Morgan, diccelo infine qual'è….
Il tuo dubbio è psichedelico, la ricerca è un bombardamento del suono, l'ansia della ricerca esplode clandestina tra le note e le parole e assedia, insidia e si installa…..
Tante domande…Ma risposte, ce ne sono?

LIEBESTOD
Shhhhhh, ascoltare in silenzio, prego…..
Soffrire in silenzio, partecipare alla commozione generale in un comune pathos emotivo e silenzioso…..
Lasciare che le note che si trascinano a stento si portino dietro anche noi, farci travolgere, farci coinvolgere, farci investire dalla musica…. Accettare che l'inquietudine si impossessi di noi, almeno di un fardello della nostra coscienza, dopo tutto questo viaggio, questo andare e venire, questo chiedere e questo raccontare, accettare che l'anima si scuota, rendendosi conto infine di non poter ingannare la propria natura.



CONTRO ME STESSO
Il cerchio si stringe, il cerchio si chiude. A tratti acuta, a tratti disperata, a tratti solo ribelle, altre volte spavaldamente consapevole.
Io non simulo il mio progresso, perché sono contro me stesso…
Vedere lo scenario allargarsi tra le quotidiane esperienze, essere abbastanza intelligenti per comprendere le distinzioni e le dinamiche della vita e poi rifiutarsi di inseguire le inutili ambizioni di perfezione…. Contro tutti, addirittura contro i propri interessi. Sciamanici richiami accompagnano in questo viaggio conclusivo, bisogna guardarsi dentro, bisogna avere il coraggio di accettarsi, di subire i propri limiti e di imporre le proprie astratte convinzioni, metafore di una vita che si costruisce giorno dopo giorno, immagine riflessa negli specchi prima e restituita alla nostra coscienza poi, filtrata da quella che è la retina della nostra, forse assurda, condizione di esseri umani, semplici a volte, irreali altre, deliranti in qualche caso….
Pieni di poesia, spesso.
Con un po' di rabbia, a volte.
Con tante parole da esprimere, e tanti colori da usare, e tante danze da dirigere o subire, mentre il disco continua a suonare, e la musica prosegue….
E saper sdrammatizzare, sempre.

PER ME CHE SOGNO UNA VITA IN RIVA AL MARE - NEGRAMARO LA FINESTRA TOUR 2007





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Ho postato il mio primo video in rete, per trasmetterlo ho impiegato una giornata intera ...Commentatelo (meglio su google video, se non mi sostengono gli amici....) e non siate troppo crudeli, sono stata in ore in equilibrio sui miei tacchi per carpire più che le immagini le emozioni della serata.

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Domenica 24 giugno 2007.

La piazza principale della città è stata blindata allo sguardo della popolazione che passa curiosa e chiacchiera sotto i portici, ascoltando i rumori metallici che provengono da quell'informe e improvvisato bunker. Già dal pomeriggio ci sono alcune ragazzine accampate davanti alla transenna che blocca l'ingresso, dove un tranquillo vigilante si è arrampicato e si gode il sole del pomeriggio ascoltando musica dal suo mp3. Cuneo è una città tranquilla, il suo lavoro sarà facile questa sera… Ho assistito a concerti in cui già dalla mattina si faceva sit-in per riuscire a conquistare un buon posto, ma erano altri tempi, ed erano altre città. Inizio a fare coda verso le otto, e non c'è ancora molta gente, il concerto inizierà alle nove e trenta, un po' di coda tocca farla…. Mannaggia a me e a questi tacchi, sono venuta vestita com'ero, oramai nel mio armadio non ho più tenute da concerto e nei miei vecchi Levi's 501 taglia 42 non ci entro più, anche se ancora li conservo in qualche scatola…. Quando aprono il cancello la gente che si è allargata verso destra tende a spingere per farsi spazio, quelli da sinistra fanno la stessa cosa e noi che invece abbiamo difeso il nostro dignitoso buon posto in fila non abbiamo nessuna voglia di lasciarci scavalcare, il carnaio dura qualche minuto e poi si procede alla zona ticket e controllo. Erano 15 anni che non venivo perquisita, comunque la poliziotta molto gentile e simpatica che finge di curiosare nella mia borsa non è particolarmente scrupolosa. Apro la borsa e le dico che ci troverà dentro di tutto di più, ho anche il libro che non manca mai… - l'acqua gliela lascio, ma se il libro mi piace me lo prendo…, commenta lei, lasciandomi subito andare via. Certo se avesse aperto il golfino appallottolato avrebbe trovato la mia microcamera da borsetta, ma in fondo, tutti hanno qualcosa, e ci sono telefoni o macchinette che a vederle sembrano innocue ma sono in grado di fare un lavoro da professionisti….io voglio solo portarmi a casa qualche ricordino, e magari condividere qualche emozione con voi…

Il concerto dei Negramaro deve assolutamente essere vissuto sotto il palco. Avete presente le loro canzoni, avete presente quel ritmo epidemico che li ha resi, nel giro di qualche anno, uno dei migliori gruppi rock italiani, non una rivelazione casuale, probabilmente la gavetta l'avranno fatta e anche lunga, ma dal momento in cui sono esplosi è stato un continuo crescendo, non hanno mai deluso e questo perché, chiaramente, non si tratta di una meteora ma di un gruppo di professionisti dalle qualità assolutamente indiscutibili.
Inizia il concerto.
I musicisti entrano uno alla volta, carino il bassista, è praticamente davanti a me, gli altri li vedo meno bene, offuscati dalle zone d'ombra e dalla profondità del palco, ma poi sono i Negramaro, sapete tutti chi sono. Giuliano soprattutto, ma non solo lui… Ed eccolo, Entra, saluta, resta un momento assorto a contemplare la piazza, poi abbassa gli occhi, sembra raccogliere energie interiori o assolvere ad un suo rito personale che lo aiuta ad esorcizzare l'inizio di un nuovo concerto, o forse sta dicendo una preghiera…. Lo spettacolo sta per iniziare. E subito invita ad alzare le mani, lo farà spesso nel corso della serata, a Giuliano il ritmo piace, lo trasmette, e lo chiede indietro…

La prima canzone è la Distrazione ed è subito coinvolgente, il suo carisma magnetico esercita immediatamente un ruolo attrattivo, vedo le teste di signore ben più adulte di me ondulare, mentre i ragazzini saltellano battendo le mani in aria. La distrazione è una delle canzoni più belle e piene di energia di questo nuovo cd, la finestra, da cui il tour promozionale prende il nome, e dal vivo rende in modo contagioso, proietta subito in un rock genuino e verace, e Giuliano fa subito capire che non si risparmierà, che brucerà ogni risorsa per dare il massimo in questo concerto. Il palco è suo, si muove con quel suo corpo accattivante e lo usa per comunicare, per esprimere la voglia di libertà, il piacere di lasciarsi trasportare dalla musica, il bisogno di esprimersi con tutto se stesso per dare il massimo, e arriva, al pubblico arriva a pelle…….. Giuliano poi sta male. Nessuno vuole fare stare male Giuliano. La piazza lo acclama e lo segue naturalmente, le mani scandiscono il suo ritmo e il ritmo s'insinua nella folla, è tutto un battere di mani, un cantare all'unisono con lui, attratti dal suo grande magnetismo. Questa canzone mi piace particolarmente ed è già nella mia compilation da mp3 per correre, impossibile restare fermi …. Come stai tu… che sogni una vita in riva al mare Come sei tu, che vuoi da me una vita naturale Che non porti più il mio nome Giuliano poi sta male E vuoi che cambi nome Mi chiedi quella vita naturale in riva al mare…. Al mare… Caro Giuliano, non hai idea di quanto sogni una vita in riva al mare….. Tra le canzoni del nuovo album, ecco affiorare brani ormai storici e conosciutissimi da tutti, come Mentre tutto scorre, Estate, Solo tre minuti e Nuvole e lenzuola, che chiuderà il concerto. Molto bella l'interpretazione di L'immenso, e assolutamente intensissima quella di Un passo indietro, qualcosa di veramente toccante, nelle dimostrazioni di maggior interiorità, nelle canzoni dove non sono le mani ad alzarsi al cielo e a scandire il ritmo Giuliano è assolutamente intimistico, quasi timido, e si sente il fluire impaziente di quell'esigenza di comunicare emozioni umane e sentimenti reali. Parlami d'amore.
Non guardarmi così Giuliano, sei cosciente di essere un uomo affascinante, è pur vero che tu probabilmente non vedi nulla perché le luci sono su di te, ma io i tuoi occhi me li sento addosso, e meno male che mio marito è dietro, per una sera posso pensare di essere io quella a cui dedichi le tue canzoni….. Devo ammettere che non conoscevo bene tutto il repertorio proposto, per cui ho sentito anche canzoni per me nuove, come Scomodamente e un altro paio che non ho ancora ben identificato, cosa forse resa meno facile dal fatto che il concerto si è svolto in modo soggettivo, ha lasciato ampio spazio agli strumenti e le canzoni sono state interpretate in maniera assolutamente personale, vissute e reinventate apposta per la serata, allungate, infarcite di assoli musicali, riprese, richiamate, plasmate per farle stare bene addosso alla serata. Ed ecco la finestra. Il brano che da il nome al cd, il pubblico la conosce già bene, nonostante sia un pezzo nuovo, e Giuliano ne approfitta per giocare a rimbalzare le strofe con noi. E poi, addirittura un'intensissima e inattesa Paloma, cantata in spagnolo. Ed ecco uscire tutto il sangue misto a vino della Puglia, tutta la passionalità "caliente" dei negramaro, che ballano e fanno ballare ma che poi riescono a inchiodare una folla su un brano di un'intensità eccezionale, forse qualcosa per cui molti non avevano pagato….. Ogni tanto la voce esita, non è lineare, ma non si tratta di stecche, è piuttosto un'interpretazione sofferta, a volte voluta e a volte invece fortuita, ma è conseguenza della partecipazione che Giuliano riversa su ogni singola parola, su ogni singola nota, senza contare che si muove nel palco, vivendo appieno con il corpo la mimica del momento. E di nuovo, canzoni del nuovo album e del precedente in alternanza, momenti più sfrenati alternati ad altri in cui l'attenzione si rivolge esclusivamente su di lui, sul suo phatos, sulla sua grande capacità di comunicare anche con una smorfia quando invita il pubblico a cantare. Ed ecco un altro momento inatteso, un duetto con Cristiano Godano, leader dei Marlene Kuntz, la diversità delle voci è ben affiatata, il tono basso e rassicurante di Cristiano e le altissime e intensissime note che riesce a fare Giuliano riescono a creare un'atmosfera veramente eccezionale, il coinvolgimento è totale, poesia incisa sulla musica e offerta a questa piazza ancora e sempre più avida di musica e di emozioni. Con Via le mani dagli occhi Giuliano si raccomanda: non vi fate toccare negli occhi mai. Singolare affermazione, pensavo fosse saggezza pugliese, ma mi dicono di no…. Questa non è una canzone facile, le note che deve toccare sono spesso alte, e non deve essere facile per lui mantenere la concentrazione sulla voce nonostante la passione che sta riversando generosamente sul palco. Bello, carismatico, interpreta se stesso, e il pubblico lo capisce e lo ama, lo segue e lo asseconda, non siamo una grande folla, Cuneo è forse una piazza sperimentale, il posto ideale per testare un tour con un pubblico non troppo esigente abituato ad avere poche risorse e ad apprezzare le prospettive che ci possono essere, eppure non c'è finzione, il rapporto è autentico, siamo i primi, ma non è una prova generale questa, è anzi una cartina di tornasole, il riscontro reale tra la gente dell'apprezzamento del loro lavoro. Noi ci siamo, e lui non si risparmia!

Ero in settima fila ad inizio concerto, e ora sono in terza, eppure non ho schiacciato nessuno, forse ci siamo tutti un po' più appiattiti per fare spazio a quelli dietro, Giuliano è davanti a me, era una vita che non vedevo un concerto da sotto il palco e devo dire che è valsa la pena di fare un paio d'ore di attesa (in fondo mi è ancora andata bene….) anche se non ho messo le scarpe giuste e ora inizio a sentire il peso di quei tacchi, seppure il vantaggio di non avere nessuno più alto di me davanti è affatto trascurabile…

Cade la pioggia. E di nuovo la voce ha qualche esitazione, ma siamo con te Giuliano, non vogliamo la perfezione delle sale d'incisione, vogliamo emozioni, e quelle le stai regalando generosamente…. E lui ce la mette tutta, come cantante, e come musicista, perché affonda con insistenza sulla chitarra , e le sue braccia snelle e muscolose al tempo stesso su quel fisico asciutto dal bacino sensuale….. la serata sta diventando immensamente calda, e lui balla incurante di questa sua sensualità conturbante. Poi si siede alle tastiere, e canta un'intensissima Quel posto che non c'è, la canta con il cuore, la canta con l'anima, ed infine con la voce. IL pubblico è innamorato, l'ha definitivamente conquistato con questa grande dichiarazione d'amore, e ora con una struggente Solo per te sta facendo l'amore con la musica, e invita il pubblico a partecipare al suo amplesso esclusivo, il rapporto che ha con la musica è qualcosa di trascendentale e questo si percepisce, la studia, la corteggia, la ama, l'asseconda, la vezzeggia e la fa sua, e lei lo ripaga facendogli il dono più grande: lei si lascia possedere. Lo so bene che Negramaro non significa solo Giuliano, e lui stesso ce lo ricorda coinvolgendo gli altri musicisti e presentandoli, ma il suo carisma è un dono, e non me ne vorranno gli altri componenti se io con gli occhi me lo sono divorato, rapita da quella carica di energia incontenibile che l'ha fatto saltare senza riserve su quel palco neanche tanto grande e ingombro di strumenti.

Nuvole e lenzuola. E dice: Grazie col cuore e con l'anima. Grazie a te, Giuliano. Dove trovi ancora la forza di saltellare, non lo so, è stata una serata intensa, per noi ma soprattutto per lui e in quest'ultimo brano si legge l'urgenza della fine, l'ansia dell'inevitabile distacco, il delirio dell'acclamazione di un pubblico che non ha voglia di tornare a casa e di rientrare nelle vite ordinarie. Nuvole e lenzuola, per finire il concerto. Si arrampica su una cassa o su qualcosa del genere, non sono in grado di distinguere dove abbia poggiato i piedi, ma lui è lì, ad un paio di metri da me o poco più, so che quelli della sicurezza sono troppo impegnati a evitare che cada per badare a me che ho ceduto alla tentazione di immortalare quel momento. E su queste note se n'è andato, subito scortato via, promettendo di tornare, anche lui visibilmente emozionato per quella serata di applausi e mani tese, di corpi saltanti e di sguardi attratti dalla sua figura istrionica capace di fare divertire e di emozionare, lui che parla un linguaggio sanguigno e sincero, che invita "ballate alla chemenefotto" perché è una festa e in una festa ci si deve divertire, e lui che raccoglie il silenzio più assoluto per cogliere quella voce flemmatica che trema di passione in una paloma struggentemente intensa. Grazie Giuliano, grazie per la bella serata…. Ma avrei ancora tanta voglia di vivere in riva al mare……

ANCHE I CATTIVI RAGAZZI PREGANO



Ok, il nome corretto è "The ark" ma io italianizzerò e li chiamerò gli Ark, spero che nessuno di voi soffrirà di questa mia licenza, chiudo la parentesi e proseguo; gli Ark nascono nel 1991, uniti dalla volontà e dal carisma dell'allora quattordicenne eppur già leader, Ola Salo, non stupitevi del suo nome stravagante, gli Ark sono un gruppo svedese, figli di quella Svezia che ha contribuito in maniera significativa a lasciare la propria personalissima impronta musicale, fin dagli Abba , agli Europe, ai Roxette ed ai Cardigans, a cui gli ark legheranno i loro primi successi.
Ola è un personaggio particolare, questo è innegabile, sicuramente carismatico e sfiziosamente eccentrico, il volto truccato e la capigliatura spettinata, curioso come abbia assimilato dai genitori - musicisti - l'amore per la musica e una certa singolare spiritualità apocalittica, ereditata dal padre predicatore. Insomma, un contrasto di chiariscuri tra un aspetto fisico marcatamente appariscente e quella che dovrebbe essere una concettualità spirituale piuttosto impegnativa, acquisita con le letture del libro della rivelazione e che lo porta a scegliere per il suo gruppo il nome "the Ark" ossia l'arca, nell'ideale di costruire un posto sicuro dove rifugiarsi e ospitare tutte le persone che cercassero riparo e salvezza.

Oltre che da Ola (pianista, cantante e compositore principale) il gruppo si compone di Jepson (chitarrista e cantante), Leari (basso) e Martin Rosengarten (batterista che nel 2000 verrà rimpiazzato da Sylvester Schlegel, ex batterista dei Tambureens, altro gruppo svedese); poco dopo i primi timidi successi si aggiungerà anche Martin Axén , secondo bassista e violinista.
Gli esordi li vedono pellegrini nella loro terra alla ricerca di fortuna, tra trasferimenti di città e ricerche di sonorità , tra periodi di crisi e forse di demotivazione che riusciranno comunque a superare, fino al trasferimento a Malmo, nel sud della Svezia, dove i contatti con altri gruppi musicali si fanno più intensi e proficui, le feste più frequentate e i concerti iniziano ad essere un richiamo per gruppi numerosi di fans e sostenitori. Gli ark riescono infine a far conoscere la propria musica come supporters dei Kent, a loro volta supporters dei Cardigans, riuscendo finalmente a sconfinare dalla protettrice Svezia.

Gli Ark si ispirano dichiaratamente ad artisti quali David Bowie e ai Queen ma gli Ark non sono un proseguimento dei Queen, tanto nel bene quanto nel male, e meritano tutta la considerazione di un gruppo a se stante con le proprie peculiarità e le proprie similitudini, anche se in certe canzoni, Prayer for the week and in cima a tutte, la tentazione di fare paragoni diventa quasi meccanica, e non sono solo i richiami ai Queen che possono venire in mente….
E lui, Ola, trent'anni non proprio splendidamente portati sotto quel viso reso bianco da strati di cerone e quasi asessuato su cui la barba che affiora stona, lui che indossa vistosi giubbotti alati che si concedono solo agli artisti e alle drug queen d'avanspettacolo, ora portati con disinvolta arroganza e ora con nonchalance da primadonna, e sotto un petto reso meno nudo solo da una collana tanto grande da sembrare un reggiseno, certo l'immagine è molto glamour ma questo esporsi impudicamente secondo me simboleggia innanzitutto il piacere di fare musica, il gusto di voler osare, la soddisfazione di sorprendere e stupire. Il primo Ola mi piaceva molto di più, lo confesso, giovanissimo, quasi roseo, con i capelli corti e stropicciati, e quella personalità ambigua che non aveva forse ancora scelto come sbocciare, e se farlo, ma la vita è fatta di cambiamenti, ed è giusto che si affrontino e che si accettino, forse crescere è anche questo….

La rete offre molto materiale per soddisfare l'interesse sugli Ark e sul loro modo di interpretare e impersonare la musica , basterà un click su un qualunque motore di ricerca per vedere in Ola una vitalità che già si conosce, che ci appartiene, che forse condividiamo con lui, è trascinante, è coinvolgente, il suo ritmo è incalzante , prende e rapisce, viene voglia di muoversi e di ballare, non si può restare insensibili di fronte ad una verve carismatica forse più misurata e consapevole rispetto ai tempi di It Takes A Fool To Remain Sane .
Il cd contiene 11 pezzi, e inizia con la canzone da cui prende il nome: Prayer for the weekend, ossia, preghiera per il weekend

Il ritmo è incalzante, puntellato da battiti martellanti, il pezzo è trascinante, musicalmente coinvolgente, sembra quasi iniziare con uno stile ben inquadrato in un rock allegro e popolare di una ventina d'anni fa o forse più, non facciamoci del male contando gli anni, questo brano è appena uscito e strilla di attualità nulla sua veste lucida di lustrini e pailettes…..
Il testo della canzone di punta non è uno dei migliori degli Ark, non è portatore di alcun messaggio realmente significativo per la società o per l'anima che vorrebbe salvare dalla presunta fine del mondo, non si pone innanzi gli ambiziosi obiettivi di gridare al mondo "anche un gay può essere padre" puntellato da avveniristici Alleluya come accadeva un paio di anni fa con "father of a son", semplicemente asseconda ed è completamente strumentale al ritmo, che diventa il vero protagonista, e al massimo si sbilancia in una citazione baudelairiana , e questa è la traduzione della strofa:
Vieni, è tempo di pregare per il weekend, babe,
vieni, è tempo di lanciarsi verso la profonda fine, babe
spalanca le sue fauci, ansima come un segugio
allora raccoglieremo i fiori del male e gli metteremo una corona

Sembra l'inizio di una festa, c'è l'entusiasmo, c'è la voglia di divertirsi, la partecipazione collettiva, saliamo tutti sull'arca che Ola ha voluto creare per noi, questa sera, se non convincerà le nostre scettiche anime, almeno passeremo un oretta in allegria….



La seconda canzone "di punta" è" the warring kind" brano tra l'altro con cui si sono esibiti recentemente all'eurofestival piazzandosi al diciottesimo posto nonostante fossero accreditati come favoriti (ma tutto il mondo è paese….) ed è proprio guardando il filmato su internet che mi sono sconvolta nel constatare che, con questo suo nuovo look, Ola assomiglia incredibilmente a……. ma non ve lo dico, lo scoprirete da soli alla prima occhiata!

Credo però che questa canzone sia particolarmente significativa all'interno dell'album, rappresenta una sorta di manifesto di un'identità non solo sessuale, o forse assolutamente asessuata , qualcosa che ora mi è difficile identificare senza rischiare di cadere nel banale, un bisogno di affermazione di dignità, il sostegno del diritto alla diversità, l'autoproclamazione dell'io incondizionato che si percepisce soprattutto con l'orgoglio di alzare la testa e dire:
Sono solo un vecchio ragazzo sciocco con la testa in scatola
Sono solo un mortale col potenziale di superman
Ma che senso ha
Quando mi sento un impostore
Quando dico a tutti voi siate buoni per amor di Dio?

Absolutely no decorum , pollution, little dysfunk you e Thorazin Corazon hanno molto in commune tra di loro, forse nessuna di queste spicca per qualcosa in particoare, sono brani svelti, allegri, e in qualche caso vagamente psichedelici, la festa continua e gli Ark non vogliono annoiarci, ritmi che sembrano ritornelli, distensivi, poco impegnativi, l'ascolto aiuta a svagarsi e concede facili distrazioni, non sono il sottofondo ideale per le serate importanti e neanche forse per i lavori che richiedono la massima concentrazione, ma la festa continua, the show must go on!
I patologize : questo è un altro brano che richiama sonorità del passato, l'introduzione sembra in pieno stile anni sessanta, così come anche l'uso della voce, il ritmo è piacevole, la varietà degli assoli musicali di ampio respiro e si alternano ad un testo che mantiene un buon ritmo discorsivo

DEATH TO THE MARTYRS
Questa è una bella canzone, il ritmo a volte rasenta quasi un country, pur restando in stile Ark, il ritornello si ripete tra corettini in falsetto, ma l'intensità di Ola arriva a toccare corde più profonde rispetto agli altri brani, dilungandosi su strofe più sentite; non riporterò il testo perché le frasi più significative contengono un linguaggio esplicito che probabilmente non sarebbe accettato nel contesto di citazione, la canzone parla comunque di un pseudo-irrealistico contrasto con i fantasmi della religione, questi martiri che forse hanno costituito un dogma che incuteva terrore, un'interpretazione materiale più che spirituale della religione, un fardello da cui Ola decide di spogliarsi per proseguire il suo percorso di rinnovamento umano.

ALL I WANT IS YOU presenta un ritmo veloce, quasi sbarazzino, e intermezzi musicali ludici, coretti poco seri, una canzone fatta per prendersi poco sul serio, sdrammatizziamo amici, la festa continua e ci catapulta direttamente in GIMME LOVE TO GIVE, che inizia come un brano da figli dei fiori, poi l'evoluzione lentamente si modernizza ma senza mai allontanarsi troppo da questo suo aspetto di canzonetta da gruppo attorno al falò, quanto meno nel ritornello che s'insinua tra le strofe e lo riporta sulle facili sonorità di questa festa che sta arrivando alla fine, e quasi ce ne accorgiamo, magari battendo il ritmo con le mani, parlando di un amore sociale e collettivo come cura del malessere del mondo:

Dammi amore, dammi amore
Dammi amore da donare agli altri
Dammi forza per sopravvivere
quando sono stufo di questo mondo
Ed eccola. URIEL

Finalmente un lento, un bel lento, cantata con sentimento, su una musica che si presta a restare nell'ombra fino a quando la voce non cede il passo, e allora avanza esitante, senza invadere, una nota di malinconia questa canzone, un tocco di personalità, non abuso di voce, nulla di superfluo, un'essenzialità molto intima, questa è anche l'ultima canzone che chiude il cd, e probabilmente i concerti che si apprestano a portare in giro per piazze e stadi, e presumo sia stata caricata di una valenza significativa conclusiva.
Uriel, forse un amore impossibile, forse una sirena che vive nell'acqua del subconscio, forse l'incapacità umana di raggiungere l'ideale in vita, certo che i suoi "she" contengono tutta l'intensità della preghiera, tutta la commozione toccante di un uomo che, alla fine della fiera, si mette a nudo, posa lustrini e payette, s'immerge nella purezza di quello stagno pieno di ninfee e di felci e la fa sua, nell'intimo, nel profondo struggente di umana disperata rassegnazione.

Uriel. Abbiamo giocato, è stato bello, ci siamo divertiti, ci siamo presi meno sul serio di quanto non facciamo nella vita quotidiana, ora riflettiamo, concediamo un momento di respiro anche per la nostra anima, per i sentimenti, per il desiderio d'amore che ancora resta da appagare....

MANIFESTO DI SINCERE EMOZIONI - WE ARE THE ARK - THE ARK




We are the ark è la prima produzione degli Ark, in assoluto il loro lavoro migliore, un cd strepitoso, una raccolta fenomenale di canzoni belle, intense, passionali, struggenti, vive, vitali, ricche di gioia e di forza, di quella sana energia dei giovani gruppi promettenti che non si risparmiano, e danno, danno l'anima e tutto quello che hanno per realizzare il loro sogno, per salire su quel palco tanto sognato, agognato, pregato, ambito, desiderato, voluto, cercato, e infine ottenuto ed essere inondati dalla luce dei riflettori e dalla folla acclamante che applaude e risponde con calore a quell'immenso desiderio di dare nella condivisione di quella forma di espressione personalissima che è la musica.

Questo cd è un pezzo di storia della musica, bello dalla prima all'ultima canzone, e anche in quelle tracce meno conosciute e magari trascurate perché vissute all'ombra di It takes a fool to remain sane (correva l'anno 2001 quando restò in cima alle classifiche italiane per oltre 4 mesi) c'è tutto un mondo sommerso che merita di essere scandagliato e conosciuto.
Voglio scrivere quest'opinione con il cuore e con i sensi, perché è con il cuore e con tutti i sensi che questo cd mi parla e si fa apprezzare, suscitando in me emozioni, buon umore, malinconia, intensità emotiva di difficile comprensione e spiegazione se non attraverso le chiavi di lettura della sensibilità interiore….

Bottleneck Barbiturate

Questa canzone sono capace di ascoltarla a ripetizione per ore e ore, senza esserne mai sazia, senza mai averne abbastanza, struggentemente intensa, cantata con una voce toccante, un lento appassionato, una lotta interiore dilaniante capace di commuovere e coinvolgere. Un brano raro. Entra dentro dalle prime note e non ne esce più, rimbalza tra i vicoli del cervello , smuove ricordi, immagini, ombre… e crea assuefazione, quasi gli ark volessero esorcizzare l'incognita della depressione e il frangente delle pasticche di cui il testo parla utilizzando la similitudine della musica e della voce per ricreare quei percorsi mentali di incertezza, il bisogno di comprensione, l'isolamento e l'insofferenza, l'esigenza di approfondire, la necessità della reazione, l'urgenza essenziale di risollevarsi, tornando ad alzare gli occhi e recuperando quella dignità interiore ferita dall'accanimento della fragilità morbosa di un circolo vizioso.
Potrà sembrarvi un paragone audace, ma questo brano mi ricorda molto l'introspettività di Bersani, certo non nel testo, Bersani è un poeta assoluto e non risparmia parole , gli Ark tratteggiano una situazione molto più semplicistica attraverso le parole, e adottano un punto di vista esterno, ma è nella voce e nella musica che si sprigionano le vibrazioni che vanno oltre….

" Non credo negli angeli.
Almeno non nei tuoi.
Ma credo nella sensazione di tenerti stretta.
E non credo nell'esilio. Almeno non come lo pratichi te.
Ma maledirò per sempre tutti i viaggi che ho fatto,
tutti i trionfi nel libro della mia vita, perche' ho paura
che mi abbiano portato via da te.
Allora non essere triste perche' la tua bottiglietta di barbiturici
non ti sta aiutando
Non aveva l'obiettivo di essere un buco nell'acqua.
Non farmi aspettare perche' la tua bottiglietta di barbiturici
ti sta buttando giu' , perche' io conosco altri modi di tirare
avanti nelle ore solitarie. "
Questa canzone da sola vale tutto il cd.

Dopo Bottleneck Barbiturate il passaggio alla "normalità" dovrà essere graduale , e Joy Surrender è un altro brano che contiene alti momenti di intensità vocale alternati ad altri quasi più discorsivi, o meno drammatici.
Ola ha una voce strepitosa, versatile e toccante, ma non ne abusa mai, non eccede quando non deve, si contiene quando il brano richiede misura, e poi esplode, si apre e si dispiega generosamente quando è il momento di concedersi, e si ritira nella sua vibrante interiorità quando dall'espressione affiora un sentimento.

This sad bouquet
Altro lento, fino ad un certo punto sembra quasi una ninnananna che voglia coccolare l'anima, le parole dapprima sembrano sussurri scanditi sulla musica, poi la voce prende coraggio e vola, vola alta sulle note, afferma il suo bisogno di personalità, e di nuovo si richiude, come uno scrigno che in conclusione di brano decida di conservare gelosamente quel momento di malinconia.

Angelheads
Si cambia regime, e lo si fa subito con grinta e buon umore. Questa canzone in effetti ha il potere di influenzare positivamente l'umore, le sue sferzate di energia sono piacevoli e grintose, la canzone in alcuni passaggi ricorda quasi certi brani francesi in cui la voce tenta di affermarsi come un marchio indelebile sulla musica, il ritornello è invece una sorta di inno alla vita, invita ad aprirsi con spontaneità e ci predispone all'ascolto di altri brani che sostengono un buon ritmo, come Hey mordern days, che ha un ritornello contagiosissimo, e Echo Chamber, dove la voce di Ola diventa oltremodo convincente pur tra toni e ritmi differenti, quasi in un gioco di trasformismo che non disorienta, stupisce e piace.
Aint too Proud to bow è un altro pezzo allegramente vivace, e ci traghetta piacevolmente verso Patchouli, altro pezzo di rock ameno e distensivo.
Altra virata, e passiamo a Laurel Wreath, brano che inizia molto sottotono e poi esplode, leggermente più cupo rispetto ai precedenti, quasi una malinconia di fondo s'insinuasse tra le note e le impedisse di tornare a sprigionarsi innocentemente. E da qui a You Who Stole My Solitude, altro pezzo governato in certo modo da una chiave di lettura più concretamente vicina alla condizione umana di una solitudine latente, meno enfatica e meno ribelle di altri brani.

E ora i brani più conosciuti del cd ad iniziare da Let your body decide, un ritmo che diventa particolarmente bello nelle accelerate della voce, quando la voce diventa strumento e compie i suoi assoli, pochi, per la verità, e un ritornello reiterato che ne fa una canzone orecchiabile e da facile imprinting.




Ed infine, quella che tutti conoscono: it takes a fool to remain sane. Questo era il brano che ha imperversato per mesi anche nelle classifiche italiane, surclassando anche le hit di Madonna, ed era quello che proponevano di solito nelle apparizioni in televisione, dove ricordo un Ola giovane e quasi ermafrodita indossare per metà un abito maschile e per metà uno femminile, a sottolineare quella inquieta e turbolenta ambiguità caratteriale che doveva assolutamente emergere, fosse anche solo stato per il gusto di stupire. Se osservate la copertina del cd, dove gli ark vengono rivisti in una chiave quasi fumettistica, noterete che la figura di Ola è intenzionalmente collocata in un limbo sessuale nel quale le interpretazioni possono essere tante, e le considerazioni condurre ad una ben precisa volontà di stupire, di affermare, di giocare.
Il brano è bello, ruvidamente rock, forse la loro musica era ancora grezza e per tanto, a mio modesto parere, questo resterà per sempre il loro album più bello e vero, forse non erano ancora stati affascinati dai sofismi del glamour, e l'urgenza interpretativa riusciva ad avere la meglio su una pianificazione di marketing, in fondo il primo cd è sempre un pezzo di autenticità vibrante che l'impeto porta a immolare alla storia nel nome dei sacrifici sostenuti e dei sogni per cui si è lottato molto, quasi un trofeo a dimostrazione dell'impegno profuso e della capacità artistica riconosciuta.

It takes a fool to remain sane è un bel pezzo, ma forse non è il migliore di questo cd, e forse la sua spiccata valenza carismatica ha fatto in modo che gli Ark fossero conosciuti soprattutto per gli aspetti più anticonformisti, trascurando invece quell'autenticità toccante e assolutamente vibrante che sfiora corde intime dell'anima innescando emozioni e sentimenti dannatamente commoventi. Bottleneck Barbiturate sopra a tutte.


Prima di concludere voglio ancora riportarvi alla memoria il singolo calleth you cometh i, che colloco a livello temporale, forse per una mia associazione di idee, a questo periodo arkiano.
Il video raccontava la storia di due ragazzini, lui bianco, lei nera, che si trovavano un giorno ad essere vicini di banco, e da lì l'inizio di un'amicizia che presto si trasforma in amore, poi la partenza di lei, e lui che per vederla ancora un attimo di sfuggita tra i finestrini del treno corre sulla banchina, fino a scontrarsi dritto dritto contro un palo, strappando anche un sorriso alla ragazza che si allontana. Ma il destino non si arrende e permetterà ai due di incrociare ancora i loro sguardi….
Una canzone che vuole parlare d'amore

I METALLICA NON SONO SOLO PER MASCHIETTI - MASTER OF PUPPETS






Devo confessarlo, questo non è il lavoro che preferisco tra le produzioni dei metallica, cosa volete, sono una lady e probabilmente mi lascio lusingare più facilmente da risultati più morbidi e meno rabbiosi, mentre master of puppets è da molti considerato il loro miglior risultato e per alcuni il più rappresentativo del panorama thrash metal generale. I gruppi evolvono il proprio stile con il trascorrere del tempo, con il mutare dello scenario sociale e ambientale e con la crescita individuale e professionale, diventa inevitabile intentare virate più o meno decise (forse solo Ligabue è fedele da sempre al suo stile… ) e i fans non sempre apprezzano queste maturazioni artistiche che portano a ricerche e sperimentazioni diverse. Master of Puppets probabilmente è uscito quando i metallica avevano conclamato il loro successo (per quanto mi riguarda all'apice ci stanno ancora) come dire, fare metal nel 1986 era come per altri musicisti essere a woodstook nel 69… l'epoca era quella giusta, il mercato recepiva i segnali, i fans supportavano alla grande… Poi sempre per parlare di concerti, il tour fu promosso con molti affiancamenti di Ozzy Osbourne, quello che ora sciabatta in mutande nelle sue ville milionarie tra figli maleodoranti e cani pulitissimi e si pregia di mostrarci le scene della sua vita in un reality, dal thrash metal alla thrash tv.

Musicalmente il cd è una vera furia, non un solo cedimento, non un minimo cenno di esitazione, forza allo stato liquido, solido e gassoso, energia che diventa rabbia, rabbia che diventa sfogo, e voci che diventano urla, voci incazzate, voci che non hanno alcun intenzione di restarsene zitte a tacere i messaggi di cui si fanno portatrici, e gridano, gridano con tutto il fiato che trovano, si sostengono sulle schitarrate, si elevano sulle batterie, si impennano come strozzate dalla missione suprema di cui si sentono investite, mostrare una realtà cruda e dolorosa nei suoi toni più drammaticamente reali a chi ancora ignora e finge di non vedere e non sapere.
Forse qualcuno lo scoprirà ora dalle mie parole , ma all'epoca di questo album c'erano ancora le musicassette…, le sorellastre formato tascabile dei vinili, magari in qualche negozio di antiquariato ci sono ancora…. La musica la si ascoltava nei walkman esattamente (più o meno esattamente) come oggi negli mp3, si pigiava avanti indietro poi si faceva l'eject e si sentiva il lato b, a meno che non si fosse già tra i fortunati possessori di un autoreverse…. E i metallica mi accompagnavano spesso a scuola, gli anni ottanta stavano per finire, per la gioia di qualcuno e il rimpianto di qualcun altro.
Canzoni dure, rabbiose, canzoni piene di risvolti crudi e di stilettate taglienti, ma cosa vorranno mai comunicare i Metallica con un album bello ma tanto seccatamente deciso? L'excursus sui brani lo farò aiutandomi proprio con le traduzioni dei testi, e siccome il mio inglese è maccheronico, ringrazio anche internet e i siti che mettono a disposizione testi e traduzioni di buona qualità.

Battery
…..Sconfigge gli imbroglioni, annienta i miscredenti / Il suo potere non ha mai fine /E' alla ricerca affamata di violenza, si nutre dei più deboli. /Nasce dalla pazzia /Abbatte i confini /La pazzia mi ha trovato /Non posso fermare la batteria
Martellare l'aggressione /E' ossessionante /Non posso uccidere la batteria/Non posso uccidere la famiglia/La batteria si trova in me/Batteria
La violenza del testo è contenuta, fondamentalmente si parla di violenza musicale per cui è il ritmo ad essere il protagonista delle martellate aggressive e ossessionanti, certo l'eloquenza dei testi può essere audace, ma parliamo di metal e non di canzoni di natale…


Master of Puppets/ Maestro delle marionette
…..Sono il maestro delle marionette, sono io che manovro i fili/Contorco la vostra mente ed elimino i vostri sogni/Vi ho accecati, non potete vedere niente/Chiamatemi perché vi sentirò urlare/Padrone/Padrone/Chiamatemi perché vi sentirò urlare/Padrone/Padrone
.......Il mio strumento è il cucito che lavoro, non tradirete mai/La vita nella morte diventa più chiara/ Controllo la sofferenza, per me il dolore è un rito/Sbriciolate la vostra colazione su uno specchio/Gustatemi e vedrete/Più di ciò di cui avete bisogno/State osservando/Come vi uccido/Venite strisciando più veloci/Obbedite al vostro padrone/La vostra vita brucia più veloce/Obbedite al vostro padrone…..

Questo è il brano che da il nome all'album, il maestro delle marionette, io lo interpreto così: SVEGLIATEVI, NON PERMETTETE A NESSUNO DI MANOVRARVI! Se accettate la mia chiave di lettura, allora anche il testo può diventare comprensibile ed accettabile pur nel suo linguaggio crudo e all'apparenza crudele.
The Thing that should not be/ La cosa che non dovrebbe esistere






Ti vedo messaggero della paura/L'inganno delle tenebre uccide la luce/Bambini Ibridi scrutando il mare/Pregate per il Signore, che erra liberamente/Senza paura Poveretto/Follia/Osserva/Celato sotto le onde del mare/Il grande Vecchio/Luogo Proibito/Cerca/Il cacciatore delle Ombre si sta alzando/Immortale/La follia è il tuo rifugio/Sottoterra il Caos sta strisciando/Il culto è stato convocato, è un suono distorto/Fuori dalle rovine dove una volta avevamo rifugio
Ora c'è una città distrutta, la sola morte ci vive
Anche in questo caso i toni sono forti, ma i messaggi sono comprensibili e umani, certo forse l'abuso di alcool di quegli anni che valse ai metallica l'appellativo di "Alchoolica" non è completamente casuale, la predilezione per un certo sottobosco di teatralità tetra e pruriginosa è in fondo lo scenario del metal, ma se tra le righe si legge anche un messaggio di ribellione verso la prevaricazione o di fuga dall'omologazione, non credo che si debba essere censori.

Welcome Home (Sanitarium)/ Benvenuto a casa (Sanatorio)
..Dormi amico e vedrai/Che ciò che sogno è la mia realtà/Mi hanno rinchiuso in questa cella/Non capiscono che è perché il mio cervello mi suggerisce rabbia/Sanatorio, lasciami vivere/Sanatorio, lasciami in pace/Sei tu che mi fai aver paura del mondo esterno/E non mi fai respirare l'aria fresca
Sussurri cose nel mio cervello/Facendomi diventare certo della mia pazzia/Pensano che essi possano controllarci/Ma un uso violento porta a dei piani violenti/Tenetelo legato, lo fa star bene
..Bisogna uccidere qualcuno/Nello specchio il riflesso dello sguardo fisso torna si spegne/
Uccidere, sembra una parola così amichevole/Sembra che sia l'unica via/Per comunicare di nuovo

Sanitarium è, dopo master of puppets, il brano che ha riscosso maggior successo di questo album. Il percorso che affronta non è facile, la pazzia della mente e l'impulso della violenza, temi ricorrenti nella discografia dei metallica e di molti altri gruppi heavvy, temi che sottolineano comunque un disagio esistenziale, una grossa difficoltà all'integrazione serena in quella che dovrebbe essere una società per tutti gridando per portare l'attenzione sulle zone d'ombra della psiche umana.
Disposable Heroes/ Eroi Disponibili

…Di nuovo al fronte/Farai ciò che ti ordino, quando te lo ordino/Di nuovo al fronte/Quando dirò che devi morire, morirai/Di nuovo al fronte/Codardo/Servo/Cieco/Sento le mitragliatrici sparare rabbiosamente, ma ora sono invulnerabile/L'orologio suona sempre tic- tac, prima o poi ti ci abitui /Il tuo valore si vede dai galloni che riesci a mostrare, mode per chi cerca la gloria/Nei campi vedo solo dei cadaveri/Lo sterminio è interminabile/Soldato giovane, senza forza/Ora non ha più niente/Ventun anni, figlio unico/Ma ci ha servito bene/Educato ad uccidere, a non preoccuparsi/Fai come ti diciamo/Quando hai finito, la morte ti viene a prendere/E' vostro portatelo via/.../Perché sto morendo?/Non aver paura di uccidere/Vivi mentendo/L'inferno è qui, è qui/Sono nato per morire/...Hanno pianificato la mia vita ancora prima che nascessi, non ho potuto mai dire la mia/Non sapevo come fossi, venivo costruito dagli altri giorno dopo giorno/Pensando al passato capisco, non ho fatto niente/Fa che muoia con un solo amico/Stringo solo il mio fucile/Soldato giovane, senza forza
Ora non ha più niente/Ventun anni, figlio unico/Ma ci ha servito bene/Educato ad uccidere, a non preoccuparsi/Fai come ti diciamo/Quando hai finito, la morte ti viene a prendere/E' vostro portatelo via
Ho citato quasi integralmente il testo della canzone, il mio commento è superfluo, il testo parla da solo, e Dio è per questo che in me scorre un sangue Metal…


Leper Messiah/ Messia Lebbroso
C'è un tempo per il lusso, e uno per la menzogna/C'è un tempo per salutare per l'ultima volta la tua vita/Mandami soldi, mandami delle banconote/Troverai il Paradiso/Contribuisci anche tu/E otterrai un posto migliore/Inchinati di fronte al Messia Lebbroso/Meravigliati delle sue magie, hai bisogno della tua razione domenicale/Per la tua cieca devozione, il cervello sta marcendo sempre più/Catena, catena/Unisciti alla catena infinita/Successo, successo/Il gioco infetta, ubriaco fradicio del potere/Capiamo/

Il metal senza padroni non concede sconti a nessuno, e anche il business della religione non è esente dalle rabbiose accuse dei Metallica, qualcuno disse una volta che la religione è l'oppio dei popoli, o forse me lo sono sognato?
Orion
Pausa caffè - il brano è completamente musicale…..

Damage, Inc./ Danno, Inc. ( marchio registrato)
Distribuisci l'agonia che è in te/Attacchi con energia e nessuno cederà/Vivi in ginocchio, per adeguarti alle regole/O muori in piedi per difendere l'onestà/E' da sempre, i nostri corpi lavorano uniti/Sanguini, ma non chiedi mai sottomissione/Segui il nostro istinto, non una moda/Farlo a malincuore fino alla fine/
Dopo il sangue ci sarà sempre dell'altro sangue/E' arrivato il momento della morte/Danno Registrato

Quest'ultimo testo ricalca il messaggio di globalizzazione generale entro cui si pretende di fare rientrare, oltre alla vita, anche la morte.

In conclusione, i Metallica sono dei mostri sacri per me, e non solo per me, tecnicamente ineccepibili, comunicativi, diretti, e sicuramente bravi, bravi sotto tutti i punti di vista li si voglia analizzare. Questo cd è storia, e io non sono che una goccia nel mare che si accinge a parlarvene, sicuramente la meno preparata e forse quella da cui non vi aspettate molto su un territorio così spiccatamente maschile come il metal, ma il bello dei metallica è che sono talmente bravi da riuscire ad arrivare a tutti!