IO BALLO SOLA - UNA CASA DI BAMBOLA - H. IBSEN



UNA CASA DI BAMBOLA

Commedia in tre atti scritta da Henrik Ibsen nel 1879.

Premessa per chi mi contesterà di dire troppo e non lasciare più nulla all'immaginazione: avete avuto 130 anni per leggerlo, se non l'avete ancora fatto, non credo che sarà la mia opinione a togliervi qualche remora di illusione ….. Non si può celare il finale di quest'opera perché è solo attraverso di esso che se ne può comprendere il significato ed è solo dopo averlo compreso e accettato che potremo trovare spunti di riflessione e indagare tra le considerazioni personali.
 atto - PERSONAGGI E VICENDE

Lo scenario che si presta a sfondo dei tre atti è un soggiorno borghese, così come borghese è la famiglia che lo abita, Nora, suo marito e i loro tre figli piccoli; stiamo per assistere a quella che dovrebbe essere l'evoluzione sociale ad uno stadio superiore grazie ad un nuovo lavoro decisamente ben retribuito e ad una posizione sociale che si sta consolidando.Nora ci appare subito vanesia e sfuggente, una bambina più che una donna, un'anima superficiale tutta compresa della propria leggiadria come arma di seduzione per ottenere ciò che vuole, e quello che vuole è denaro, denaro per poter comprare le cosette per se o per la famiglia ed assolvere così al proprio ruolo famigliare, una figura di spessore talmente insignificante che i suoi vocalizzi e i suoi gridolini infastidiscono subito il lettore, i suoi vezzeggiativi, il suo chiamarsi scoiattolino piuttosto che lodoletta mentre imbronciata fa le fusa al suo "maritino " detentore del portafoglio ne fanno subito comprendere l'evanescente fuggevolezza dell'anima. Ma ecco arrivare altri personaggi a infittire la scena, l'inaspettata visita della signora Karsten Linden, amica d'infanzia di Nora, e poi il dottor Rank, l'amico di famiglia, e ancora il bieco signor Krogstag, che comparirà in un secondo tempo. Karsten e Nora conversano in soggiorno da sole, sono vecchie amiche d'infanzia che non si vedono da molto tempo, Nora racconta le grandi prospettive che si stanno per aprire nella loro vita, l'entusiasmo per non doversi più preoccupare di eventuali ristrettezze economiche, parla di riammobiliare la casa secondo il gusto del marito, di un viaggio al mare. Karsten è rimasta vedova da tre anni, e comprende benissimo come l'amica non fosse ancora riuscita a scriverle per porgerle le condoglianze, d'altra parte c'è sempre qualcosa da fare …. Non ha avuto figli dal matrimonio con l'uomo che non amava e che aveva sposato solo per rimediare ad urgenze economiche famigliari, e ha dovuto lavorare per sostenere tanto la madre quanto i fratelli minori. Una vita di privazioni e di lavoro, eppure Nora quello che legge nella voce dell'amica è superbia altezzosa, e allora il suo orgoglio di donna le impone di rivendicare il suo riscatto sociale: anche Nora ha fatto qualcosa di grande nella sua vita, anche Nora ha un segreto che custodisce gelosamente e di cui il marito non sa nulla. Quando lui, anni prima, si era gravemente ammalato e i medici consigliarono fortemente un viaggio nei paesi caldi per poter ristabilire le sue gravi condizioni, nell'impossibilità di parlare francamente al marito della sua situazione di salute e spinta dall'urgenza di intervenire per salvargli la vita, Nora contrasse un debito con usurai per un importo che le permise di trascorrere lunghi mesi all'estero e salvare la vita al marito. Ecco il perché delle sue richieste di denaro, deve rispettare le scadenze ….. Nora è molto orgogliosa di questo gesto, consapevole di essere stata determinante nel suo matrimonio si sente molto fiera di essere riuscita a risolvere una situazione estremamente critica.Karsten si rivolge all'amica per chiederle un'intercessione a suo favore per poter trovare un impiego presso il marito, che sta per essere nominato direttore di banca, e Nora s'impegna ad aiutarla. Poi compaiono fugaci la figura cinica del dottore, e del procuratore Krogstag, , anche lui conosciuto nell'infanzia dalle donne, personaggio sinistro da cui tutti hanno preso le distanze. Il medico non risparmia critiche nei confronti del procuratore, pur vedovo e padre di famiglia, definendolo persona malata che ammorba la società sottraendo posto per i sani e più meritevoli. Anche Krogstag cerca intercessione favorevole dal prossimo direttore di banca, lui lo fa per mantenere un posto di lavoro che è per lui vitale ed essenziale per riacquistare la credibilità dopo un episodio poco chiaro che ne ha compromesso il futuro professionale.




Repentino cambio di personaggi, escono gli ospiti e il marito ed entrano i tre figli di Nora, che iniziano a giocare spassionatamente con la madre. Proprio mentre Nora riappare ai figli con cui gioca a nascondino, e cammina a carponi sbucando da sotto un tavolo, Krogstag ricompare. Cerca Nora per rivolgerle la richiesta di sostenere la sua posizione nei confronti del marito, complice il fatto che è stato lui il procuratore che le ha permesso di ottenere quel prestito, e quando Nora protesta la nobiltà del proprio gesto a confronto con le basse e meschine frodi da lui attuate, questi le dimostra che anche Nora ha commesso il suo stesso errore, facendogli credere che il padre si fosse impegnato nell'avallamento del debito, portandogli un atto firmato tre giorni dopo la sua morte con una firma contraffatta.
Nora non nega neanche, troppo alta è la considerazione di giustizia e nobiltà che ha del suo gesto che mettere in discussione la sua superiorità le sembra impossibile, ma la situazione di Krogstag e di Nora non è affatto differente, le leggi sono leggi e non tengono conto delle condizioni di bisogno e di disperazioni umane, la legge condannerebbe Nora come ha condannato Krogstag.
Allora qualcosa inizia a vacillare nella sua mente, la società accusa il procuratore di essere stato fautore della propria rovina e della condanna dei suoi figli, potrebbe accadere anche a lei, le sue colpe, che solo ora intravede vagamente, potrebbero rigettarsi impietosamente sui suoi figli, lei potrebbe essere la causa della rovina della sua famiglia.

II atto - LA CONSAPEVOLEZZA

Il dramma prende forma. Nora si sente schiacciata dall'ineluttabilità dei fatti, che convergono tutti verso di lei, così Krogstag, e le sue minacce che incombono sulla sua reputazione con le profetizzate ripercussioni rovinose per il marito, così il dottor Rank, che le rivela di essere in fin di vita senza troppo turbarla, a cui lei pensa di poter chiedere un consiglio e il denaro utile per riscattarsi, ma proprio l'improvviso e superfluo rivelarsi dei sentimenti che il dottore nutre nei confronti di lei rendono impossibile la confessione e la richiesta di denaro. E Karsten, l'amica che raccoglie le confidenze e segreti, colei che si offre di intercedere, di aiutare, pur essendo lei stessa in fin dei conti la figura più pericolosamente aleatoria e fugace tra tutti. Nora comprende che non c'è via d'uscita, il suo solo sacrificio potrebbe essere d'aiuto per una decorosa conclusione della vicenda, non vuole essere lei a rovinare il futuro dei figli, non vuole essere lei, e la sua imprudenza sconsiderata, la causa della rovina del marito, uomo di integrità morale indiscutibile. Krogstag è partito, Nora conta le ore, le ore che le restano per vivere la sua vita di madre di famiglia e moglie felice.


III ATTO- L'AVVENIRE E IL DIVENIRE
All'inizio del terzo atto uno spiraglio di speranza: Karsten e Krogstag decidono di unire le loro vite disperate e partire da quella sincera rivelazione per costruire un futuro assieme. Naturalmente si scopre che i due in gioventù erano stati fidanzati, e che Karstern aveva dovuto accettare un marito apparentemente più ricco per poter provvedere ai fratelli ed alla madre, l'amore tra i due probabilmente c'è ancora e non è cessato, ma d'amore non si parla, l'amore è un sottobosco promettente che fa si che Karsten, coraggiosamente, decida di investire tutto in quella nuova unione. Nora passa in secondo piano. Nora deve comprendere, e non sarà l'ulteriore sacrificio dei due figuranti a restituirle la felicità o la tranquillità. Il matrimonio di Nora è basato su presupposti ipocriti, e questo deve emergere.Le trentasei ore di libertà stanno per scadere, Nora al piano di sopra, con il marito e il medico, stanno festeggiando il natale, una festa in maschera. Nora balla la tarantella, vestita da pescatrice napoletana, mentre tutti la guardano e l'ammirano, ma la pendola di cenerentola suona anche per lei, e il marito la trascina via subito dopo il ballo, pensando di portarla nella sua casa e di farla sua, intrigato dalla situazione.Ma Nora non può, non vuole. E' scaduto il tempo della felicità, ora è giunto il momento dei chiarimenti e della realtà. Ancora la visita del dottore, il congedo finale di un uomo che ha scoperto di essere in punto di morte e ha voluto anche lui celebrare degnamente l'addio alla vita danzando e bevendo champagne, e ora si congeda da quell'amica che ha amato segretamente, lui solo ne ha intuito la forza di carattere, lui solo si è fermato a conversare con lei, lei sola sarà in grado di comprendere quell'addio. Il marito non comprende le loro battute, e anche quando Nora gli spiegherà che quella era l'ultima visita di un amico morente, lui constaterà che la presenza dell'amico mancherà in quella casa come un angolo buio e ombroso che turbava in fondo la loro luminosa e brillante storia d'amore. Un quadro triste e malinconico da appendere in una sala piena di cristalli e ninnoli, forse questa poteva essere per lui l'amicizia.Nora allontana definitivamente ogni approccio fisico del marito, anche ricordandogli che dopo l'addio del dottor Ranke il romanticismo sarebbe stato inopportuno, e allora lui accetta, e si chiude nello studio a leggere la posta. Nora sa. Nella posta c'è la lettera di Krogstag, è il momento delle verità. Cosa si aspetta Nora da suo marito? Un prodigio. Si aspetta che lui sia l'uomo forte e deciso e giusto che sempre l'ha considerato, che non si pieghi ai ricatti e che sia pronto ad affrontare le conseguenze del caso, facendosene carico coraggiosamente.Povera Nora, quante illusioni stanno per crollarti addosso. Tuo marito, quello che per otto anni ha vissuto a fianco a te, non è affatto l'uomo che credi. Diventerà crudele con te, anteporrà il suo onore e il suo orgoglio a tutto, ti umilierà, ti odierà, non saprà comprendere la grandezza del tuo gesto d'amore, lo considererà come una macchia sul tuo e sul suo onore, non penserà che tu e il tuo amore gli avete salvato la vita e non avrà riconoscenza, non avrà indulgenza, sarà cattivo, getterà la maschera e sarà lui, per la prima volta davanti a te. E' questo l'uomo che vuoi, Nora? E' questo l'uomo che vuoi al tuo fianco? Un borghese piccolo e meschino, un uomo che non ti considera in grado di comprendere i discorsi seri della vita, un uomo che ti costringe ogni giorno a guadagnarti la presenza in quella casa facendo le piroette e le moine, proprio come una bambola. Eri la bambola di tuo padre, gradiva la tua compagnia e ti adorava purchè tu non lo contraddicessi e non lasciassi intravedere l'ombra di un pensiero autonomo, poi sei divenuta la bambola di tuo marito, la sua lodoletta, l'allegra mogliettina che allieta le serate e crea la ricreazione in casa, ma troppo stupida per poter essere partecipe delle scelte e delle decisioni importanti, troppo limitata per poter parlare delle cose della vita…La pochezza di Helmer (l'uomo è talmente insignificante che questa è la prima volta che ne scrivo il nome) esplode nella sua massima espressione quando un fattorino gli consegna una busta contenente all'interno l'impegno di pagamento sottoscritto e falsificato dalla moglie. Ora che non ci sono più pericoli e la sua reputazione è salva, le prospettive gli sembrano tornare rosee e tutto si ridimensiona. Tutto torna ai suoi occhi tranquillo e sereno, non ci sono più minacce alla loro felicità, la loro vita è salva, come l'onore.Ma le parole dette sono ferite profonde e sanguinanti sull'anima di Nora, non si possono gettare nel fuoco e cancellarle come con una cambiale, non si possono dimenticare, non si possono ignorare.E Nora per la prima volta parlerà con suo marito, e lo farà per dirgli addio. Nora non è fatta per sottostare alle leggi ingiuste, o per accettare un matrimonio fasullo, ha aperto gli occhi e la sua anima si è risvegliata dal letargo millenario che ha costretto le donne a sacrifici silenti ignorati e incompresi. Nora spezzerà questa catena, ogni conseguenza è inevitabile ed è pronta ad accettarla con un'apertura mentale che stupisce anche al giorno d'oggi, Nora è l'anima forte che spezza il guscio della bambola bella e fragile per emergere e il suo desiderio di vivere autenticamente non può essere represso, non può accettare i compromessi che il marito le propone per salvare le apparenze, non può vivere a fianco di un uomo come fratello e sorella per rispettare le convenzioni e creanze del mondo. Nora restituisce il suo anello nuziale, e chiede lo stesso atto al marito, con quel gesto lei si sente libera e libera lui da ogni obbligo nei suoi confronti, Nora deve andare a cercare se stessa, e deve farlo a modo suo, mettendo in discussione ogni cardine imposto dalla società, la religione, le leggi, le convenzioni sociali. Solo un miracolo, potrebbe un giorno ricongiungerli. Solo la remota eventualità che i loro processi di evoluzione individuale li portino ad un punto comune, solo se il riavvicinamento sarà consapevole e maturo, solo se il traguardo sarà comune, loro potranno veramente essere marito e moglie.Nora prende la sua valigia e se ne va, mentre il marito confuso riflette sul modo per riaverla e spera in un miracolo..

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Considerazioni personali

Mi sono interrogata sul significato di commedia, leggendo una casa di bambola l'impressione è quella di un dramma, ma in fondo le commedie non devono necessariamente avere un lieto fine, ed è anche vero che forse la partenza di Nora, pur lacerata dall'intensità di sentimenti contrapposti, lo è…
Aprire quella porta e partire è una grande conquista per le donne di tutti i popoli e di tutti i tempi, solo aprendo quella porta si può intraprendere il viaggio per l'emancipazione individuale, solo aprendo quella porta ci si possono lasciare alle spalle le limitatezze delle convenzioni sociali e si può ambire a crescere e a perseguire la propria autoaffermazione.
Quasi 130 fa Ibsen scrisse questa commedia o dramma dell'anima che dir si voglia, e l'attualità delle sue dinamiche non è svanita con il tempo, continuiamo ad essere vincolati dalle regole imposte dalla società, magari siamo un po' più forti e abbiamo il coraggio di aprire e chiudere più facilmente le porte, ma ancora dobbiamo confrontarci con la mutevolezza delle realtà, con aspettative e prospettive che crollano davanti ai nostri occhi nonostante la nostra maturità nell'affrontare scelte e situazioni, nonostante le nostre ingenuità sopravvivano a noi stessi, nonostante l'esperienza passata riviva ancora in noi come se fosse la prima volta.
Nora si è risvegliata, Nora non sarà più la lodoletta sorridente che balla sulle punte sulla piattaforma argentata del suo carillon pieno di menzogne e pacchianerie , Nora rappresenta la coscienza di una nuova donna, che rifiuta di essere considerata inferiore, che ripudia dolorosamente il suo ruolo di bambola senz'anima e senza pensiero, senza volontà e capacità d'esprimersi. Il sacrificio che Nora compirà sarà grande, ma non sarà per riscattare l'onore o per tutelare i suoi figli, sarà un gesto squisitamente egoistico, un gesto che la società di oggi sarebbe pronta a condannare esattamente come 130 anni fa, ad una donna non è concesso di desiderare altro, una donna non deve essere che il contenitore piacevole di se stessa e dei suoi strascichi.
C'è amarezza nelle mie parole, forse perché essere donna è anche affrontare un travaglio quotidiano che ti dilania, forse perché alle donne oggi come allora viene chiesto molto di più di quanto non venga chiesto agli uomini, e forse perché gli uomini illuminati come Ibsen sono ancora pochi..

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A proposito d iIbsen….

Scrittore norvegese nato a Skien nel 1828, cresciuto in una famiglia di rigida tradizione religiosa. Riuscì a realizzare le sue ambizioni letterarie a costo di grandi sacrifici, umanamente pervaso da una grande malinconia realistica, interpreta i grandi confitti morali e sociali della coscienza moderna. Solo dopo aver abbandonato la moglie e il figlio riuscì a interpretare l'essenzialità dei grandi drammi umani senza lasciarsi coinvolgere dai risvolti delle meschinità quotidiane, un grande prezzo pagato per un risultato di difficile comprensione ai più, e di valore incommensurabile per qualcuno. Coscientemente sostenne la tesi del bisogno di vivere pienamente e coraggiosamente contro l'appiattimento avvilente dei compromessi borghesi. Scrisse Una casa di bambola, commedia divisa in tre atti, durante un soggiorno romano nel 1879, quest'opera è riconosciuta come la più equilibrata e meno tetra delle sue pubblicazioni.



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