SATELLITE - P.O.D.





Benvenuti nel mondo dei P.O.D.



Non ho dovuto togliere polvere dal loro cd per presentarveli, sono un gruppo vivo e vegeto che gode di ottima salute, anche piuttosto prolifici direi, il loro prossimo lavoro uscirà in autunno, sono attivi dal 1992 e hanno prodotto ad oggi 10 cd, di cui un live e una raccolta.
Bene, che vi posso dire di loro. Togliamoci subito sta spina e vediamo di capire che genere di musica fanno. Wikipedia la definisce Christian Metal. Quelli dell'oratorio, insomma, che si ritrovano dopo le funzioni a suonare in un garage. Certo fatico ad associare questa immagine a quella dei P.O.D., ma sono americani e io rinuncio a capirli. Gli americani, intendo.
Satellite. Pubblicato l'11 settembre 2001, il giorno dell'attentato al world trade center. Coincidenza piuttosto emblematica, anche perchè nei testi dei POD c'è spesso un intento sociale e una valenza positiva, certo si tratta di musiche piuttosto forti, tant'è che sono state utilizzate come colonne sonore per gli spettacoli sportivi di wrestilng o smak down che dir si voglia.

Satellite.



Questo brano offre il proprio nome al cd, e lo intrpreto come una dichiarazione d'intenti. Veloce ma non maniacale, serrato ma non soffocante, gridato ma non angosciante, metal ma anche ritmico, infarcito di variazioni di tema e di ritorni in carreggiata, protagonismo vocale e musicale in quello che è, probabilmente, un equilibrio di media. Un brano rappresentativo dell'album, non la massima aspirazione e non l'ambizione meno riuscita, direi piuttosto una verità pressante. Riassume in se i contenuti che anticipa e che rappresenta.



Youth of the Nation.
Se non avete mai sentito niente dei POD questa canzone potrebbe non essere troppo traumatica, mi ricorda in parte le produzioni di 50cents e di Eminem in cui sono stati coinvolti coretti di bambini, anche se in questo caso queste partecipazioni sono marginali e il ritmo resta adulto e solo ammorbidito negli echi dei ritornelli avanzati. Insomma, una di quelle canzoni progressive che evolvono con i minuti e verso la fine del brano cercano di riservare qualche sorpresa. Un brano interessante, piacevole, una discorsività non propriamente rap ma apprezzabilmente melodica (e melodico è forse un eufemismo ...) . E con tutta l'energia di un metal, pur bianco e moderato, a sostegno del pezzo. Una buona introduzione per entrare nel satellite.

SET IT OFF.
Dopo un serrato incedere vocale, l'energia sfocia in un fiume di rabbia. Molta grinta. Muscoli tesi.
Le illusioni si schiantano con un passaggio da falso morbido a duro feroce.
Una canzone per combattere la rabbia, fingendo di assecond
arla. Da ascoltare in ufficio sicuramente, magari come sottofondo musicale ideale ad una partitina a freccette sulla foto del capo.



GHETTO
Soffice e sinuosa, morbida e avvolgente. Almeno nell'inizio. Una passeggiata sicura in un posto rassicurante, nonostante le sfaccettature si facciano man mano inquietanti. Il ghetto è una filosofia. E di nuovo non posso parlare di quelli americani, che non ho gli strumenti per comprendere, ma nella mia candida provincialità non temo il ghetto, ci sguazzo. E d'altra parte, parliamo di un Satellite, facciamolo su misura! Con un ghetto pieno di poesia, di graffiti colorati e di facce giovani e sorridenti, qualcuno buttato sul gradino a piangere la propria disperazione, e qualche amico che arriverà a battere su quella spalla.

WITHOUT JAH, NOTHIN'
Da cardiopalma. Questa se vi coglie di sopresa vi stende. Allucinante, veloce, disperata. E poi ridicola, pazza, assolutamente inconcludente in questa sua rincorsa al perseguimento della forma attraverso la frugalità della sostanza. Ascoltatelo e riascoltatelo, cambieranno le vostre impressioni. Non catalogatelo, è impossibile farlo, stupitevi dei suoi ludici interrogativi ma non azzardatevi a cercare risposte. Piuttosto cacciate fuori la lingua e andate oltre. Ci sono anche chiavi che non aprono alcuna serratura, e porte che è meglio non aprire.



ALIVE
E' probabilmente il brano più conosciuto del cd, per cui quello che più facilmente avrete già sentito. Inno alla vita. Vigoroso. Pieno di forza e di energia. Non troppo forte per non essere apprezzato anche da chi non ama troppo i ritmi compulsivi, non troppo incazzato da contaminare con presupposti sbagliati la valenza positiva che gli viene attribuita, certo non è un brano per pantofolai. Da gustare preferibilmente in compagnia, su uno scoglio ramingo e con due cuba libre ghiacciati.

ANYTHING RIGHT
Ha una sua dolcezza di fondo che si intuisce appena in alcuni timbri della voce più personali, anche se poi la massiccità del metal emerge e spazza via ogni remora di sentimentalismo, e la coscienza incazzata si impossessa di spazi e di luoghi. Quello che resta è un respiro affannoso.
GUITARRAS DE AMOR
Non è propriamente un brano, non è un'introduzione, forse è una pausa. Un minuto e 15 secondi dove la chitarra è protagonista ed un vago sottofondo vocale ricorda più un brusio fastidioso e incomprensibile che un vero protagonista. Le parole sono inutili in amore? Le parole sono troppe in amore? Le parole sono insignificanti in amore? Le parole non restano, in amore?
Mi sento logorroicamente italiana se questo è il concetto minimalista che i POD vogliono esprimere.

CELESTIAL - Altro piccolo spiraglio musicale di un minuto e pochi secondi
BOOM e THE MESSENJAH - Sono pezzi veloci ma nulla di eccezionale, da ascoltare solo se amanti del genere metal

RIDICOLOUS e MASTERPIECE CONSPIRACY - meno serrate nel ritmo e più fruibili all'ascolto delle precedenti, ma anche in questi pezzi non c'è una vera e propria personalità emergente.



PORTRAIT
Lacerante. Acutamente disperata. Insostenibilmente veloce. E poi, nel pieno stile POD, cambia completamente prospettive e si "tranquillizza" per lanciare il suo messaggio, dopodiché riparte in quarta, in quinta, in sesta, non so quante marc
e possa avere questa canzone per andare così veloce. Ai POD piace particolarmente concedere qualche parentesi di tollerabilità all'interno dei pezzi più forti, e tutto sommato questa prerogativa aiuta ad apprezzarli e a considerarli meno ripetitivi.

THINKING ABOUT FOREVER
Un pezzo molto vicino al rap, ma un rap di classe, piacevole anche per i non amanti del rap, e allo stesso tempo un lento… Un pezzo decisamente più morbido dei precedenti, che non riserva fortunatamente impennate inattese ma che si lascia apprezzare per questa sua lineare e semplice colloquialità emotiva.

Conclusioni…. Mannaggia, neanche fosse un tema. I P.O.D. producono una musica interessante, certo se non amate il genere probabilmente non vi convinceranno, anche se credo che un paio di brani possano essere apprezzati anche da un pubblico decisamente più vasto, ma sempre di metal si tratta. Attendo con curiosità di ascoltare il prossimo album, la cui uscita è prevista in autunno, perché ho il sospetto che stiano mettendo in cantiere qualcosa di buono che probabilmente riuscirà a convincere maggiormente anche il mercato europeo e quello italiano. Forse qualcosa di meno originariamente duro, ma la durezza dei POD è abbastanza duttile, tan'è che amano infarcire i loro pezzi con parentesi assolutamente a se stanti, spazi aperti alla riflessione o angoli per riprendere fiato, in ogni caso virate che lasciano presupporre una buona predisposizione per la fantasia e meno abitudine per la metodica della ripetitività.

Un buon album da ascoltare ogni tanto, ma non uno di quelli che mi permette di andare oltre......

7 commenti:

daniele.ibook ha detto...

beh...è chiaro che qui chi non fa la voce grossa non ha diritti purtroppo! :(
e la Telecom è uno schifo davvero...

Laura ha detto...

Ciao e buona giornata.....dai almeno hai di nuovo l'adsl. Anche a me con Tiscali è capitata più o meno la stessa cosa. Siamo tutti nella stessa barca. Ciao, Laur.

sabrina ha detto...

bentornata ^__^ se la cosa ti può cnsolare ho avuto anch'io problemi con la connesione!

Mario Scafidi ha detto...

preoccupato dalla tua lunga assenza, mi fa piacere rivederti on line. Ho pensato ti avessero rapito i briganti...!!!
Non conosco i Pod, ma mi sembrano interessanti.
Ciao

Anonimo ha detto...

ciao ome stai? a presto
romu

Gemella Monella ha detto...

eccoti, bentornata dalle "2gemelle" :DDD

daniele.ibook ha detto...

hoooooola! sono passato per un salutino! baci!
p.s.: ma i P.O.D. erano quelli che hanno fatto il video con la partita di ping pong un po' di tempo fa?!?
cmq loro sono un po' "stortarelli" dai...! :-P

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