Cuneo scenario e non protagonista di guerriglia urbana

E infine il giorno del confronto, e dello scontro. è arrivato.
Tutto si è svolto come era prevedibile che accadesse...
I cittadini si sono riuniti per la contromanifestazione pacifica davanti al municipio e hanno applaudito gli interventi del sindaco e delle autorità che hanno parlato in modo molto sereno e determinato ribadendo la presa di posizione della città: no alla violenza, si alla legalità.
Prendendo le distanze da ogni gesto di violenza si è affrontato il discorso casapound illustrandone i metodi discutibili, gli ideali e i modelli ancora più discutibili e ribadendo infine che la sede non è altro che un  magazzino di piccole dimensioni non utilizzabile se non come deposito.
Tra i manifestanti erano presenti molti  giovani dei centri sociali di Torino e gruppi anarchici,   a loro in particolar modo è stato diretto il messaggio del sindaco di ripudiare ogni gesto violento, ma anche le parole di Valmaggia non sono riuscite a fermare quello che era prevedibile accadesse e che le forze dell'ordine ben avevano immaginato.
Dopo gli interventi delle autorità parte dei manifestanti ha costituito un corteo per sfilare in via Alba, che ovviamente era sigillata dal cordone delle forze dell'ordine. Da contrada Mondovì si sono sollevati i primi polveroni di fumo, subito dissipati nel vento gelido del pomeriggio. L'auto della finanza che bloccava il passaggio ci ha rimesso il vetro posteriore, frantumato in seguito a lanci di oggetti vari da parte dei gruppi anarchici. Dopo pochi minuti in contrada Mondovì restavano solo più i cuneesi che cercavano di capire cosa stesse succedendo nel budello di via Alba, vedendo passare di quando in quando poliziotti feriti, cittadini spaventati se non feriti anche loro. Un esponente di casapound è stato portato in contrada Mondovì di peso, e quì ha atteso l'arrivo delle ambulanze che hanno faticato non poco a introdursi nella strada da sempre isola pedonale della città. Nel frattempo, passando  da cortili e corridoi dei palazzi del centro, noti per le loro labirintiche piante, personaggi di spicco  di casapound venivano fatti evacuare dalle forze dell'ordine. O almeno, uno si è  visto, scappare scortato, che fine abbiano fatto gli altri 69 non mi è dato saperlo ma non credo che siano ancora chiusi dentro al magazzino di pochi metri quadrati e senza bagno... avranno una casa anche loro da qualche parte (magari occupata?).
Difficile fare il bilancio degli scontri,  ogni atto e gesto di violenza è condannabile e la città  di Cuneo sottolinea con fermezza di non averne preso parte ma di avere assistito, impotente, allo scempio del quartiere nel quale si sono viste scene di guerriglia urbana ad opera di gruppi estremisti provenienti dall'esterno, tanto quelli di casapound, che di Cuneo non sono (magari un paio, ma non 70 persone di sicuro...) quanto l'opposta fazione che mi è difficile identificare con maggiore precisione se non come anarchici e antifascisti dei centri sociali del torinese.
La giornata si è conclusa come era prevedibile accadesse, dunque, per sta sera si contano i danni e ci si ferma a riflettere su quanto accaduto, domani con maggiore fermezza e più determinazione che mai si trarranno le conclusioni della vicenda, di come sarà trattata dai mass-media, magari strumentalizzata politicamente, ma quello che conta è che oggi Cuneo c'era, pulita, educata, corretta, dignitosa e ferma nei ribadire i propri ideali, le proprie intenzioni e nel perseguire le strade della legalità. Impedendo a chiunque di infangare il nome di Cuneo con il marchio della violenza.


Concludo citando la Costituzione Italiana:
 XII
E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

Non c'è da stupirsi che a Cuneo esista un Comitato per la Difesa della Costituzione, dunque, c'è da stupirsi che nelle altre città non ci sia.

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20 commenti:

Anonimo ha detto...

Forse dovreste vergognarvi un po' per questo articolo... giusto un po'...

Bblogger ha detto...

@ anonimo
La dialettica di casapound è sempre così forbita? suvvia, puoi fare di meglio, e non è neanche la prima volta che ti sprono a utilizzare le parole come arma di confronto (al posto di cinghie e bastoni)

Aldo ha detto...

Lauria c'è andato con i figli, dimostrando un'incoscienza che da lui non mi sarei mai aspettato. Sapeva benissimo come sarebbe andata a finire, e comunque vi pare il posto dove portare dei bambini?
A me sembra un modo per strumentalizzarli, anche perchè la sua auto non era certo parcheggiata in via alba...
Non c'è mai limite al peggio, non pensavo si potesse scendere così in basso per creare un'occasione di polemica politica.

Bblogger ha detto...

@aldo
magari era sicuro del carattere pacifista dei cuneesi, comunque il gesto si può leggere con diverse chiavi di lettura.

Anonimo ha detto...

Bel casino ci siamo trovati sabato, e ora? appena esco di casa vengo seguito dalla polizia, non sono più libero di camminare per la mia strada, l'impressione è quella di venire catalogato e schedato. Grazie casapound, ora via alba è offlimit, sia per chi ci abita che per chi ci lavora!

Giorgio ha detto...

In rete si trova ovunque questo comunicato stampa:
Cuneo: in cento armati di caschi e bastoni tentano di impedire apertura sede Cpi, ferito gravemente nostro militante.
Iannone, inaccettabile non sia stato fatto niente per impedire aggressione annunciata

Roma, 26 febbraio - Un militante di CasaPound Italia è rimasto gravemente ferito nei tafferugli che sono scoppiati a Cuneo in seguito all'aggressione scattata ad opera di un centinaio di esponenti della sinistra antagonista, armati di tutto punto con caschi, catene e manici di piccone, che volevano impedire con la violenza l'apertura della nuova sede del movimento. ''Era una notizia annunciata - commenta il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone - e le istituzioni saranno chiamate a rendere conto di quanto accaduto. E' inaccettabile che nonostante le minacce e le intimidazioni, nonostante gli atti di violenza che si sono susseguiti nei giorni scorsi, nonostante solo ieri, ancora prima che aprisse, la sede di Cuneo sia stata danneggiata dagli stessi provocatori che oggi sono scesi in piazza, nessuna misura sia stata presa per prevenire un'aggressione premeditata ai danni di un'associazione legalmente riconosciuta che ha pieno diritto a svolgere la sua attività politica, che niente ha a che fare con la violenza. L'avevamo detto e a buona ragione oggi lo ripetiamo, e con più forza: gesti come questi sono figli del clima di odio politico creato dal comportamento isterico di forze politiche inadeguate, che non sono in grado di andare oltre la caccia alle streghe e il fomentare all'odio utili idioti''. ''Se a questo aggiungiamo quanto accaduto questa mattina nel centro di Bologna, dove le forze dell'ordine sono rimaste inermi di fronte al blitz dei collettivi, lasciando che entrassero nella sala dove doveva tenersi una conferenza organizzata da Cpi, ci rendiamo conto di trovarci di fronte a uno Stato che abdica alla sua funzione, che rinuncia a difendere i diritti dei cittadini per restare in balia dei violenti e dei prepotenti. CasaPound Italia comunque non si fa intimidire e continuerà a portare avanti come sempre le sue attività politiche e culturali''

Giorgio ha detto...

Siccome le parole hanno un peso, e siccome io come molti dei miei concittadini abbiamo assistito a quanto è accaduto, vorrei fare rilevare alcune imprecisioni:
- la frangia estremista che si è scontrata con casapound era un gruppo di forse 60 persone, non credo che arrivassero al centinaio, ma probabilmente in questura hanno i numeri giusti per confermare o smentire questo dato
- Non è assolutamente vero che la polizia è restata inerme, era pieno di poliziotti e tra questi si contano i maggiori feriti. Mi chiedo come mai siano stati chiamati a difendere casapound, però, come mai questi quando arrivano portano disordini? Perchè lo stato deve impiegare mezzi e risorse per proteggere un gruppo di scapestrati con i soldi pubblici? Sono stati presenti, sono stati feriti, hanno comunque fatto il loro dovere e devono ancora sentirsi dire che non li hanno difesi sufficientemente?
Ma se casapound sapeva che ci sarebbero stati disordini, perchè non ha rinviato l'inaugurazione, magari cercando un dialogo con il sindaco e con le istutuzioni piuttosto che ostinarsi ad andare incontro a quello che considerano un destino annunciato? Non sarebbe forse stato un modo per dimostrarsi superiori rimandare l'inaugurazione ad altra data e fare trovare così il nulla agli estremisti in cerca di violenza? Se sono così a favore della pace, perchè non hanno affrontato il problema con diplomazia anzichè come protesto polemico?
- Cosa si intende per "la sede è stata danneggiata? Perchè non sono più precisi nel raccontare che un paio di ragazzini di corsa ha scritto sulla porta con le bombolette spray "non vi vogliamo"? Parlare di danneggiamenti in via generica lascia intendere una violenza diversa, la precisione sarebbe doverosa trattandosi di un comunicato stampa ufficiale, troppo facile essere generalisti quando fa comodo.
- Quali sono le minacce e gli atti di violenza dei giorni scorsi? Ditecelo, perchè ne parlate solo ora? Fateci sapere in che termini siete stati minacciati e quali atti di violenza avete subito, la strada fino a sabato mattina era assolutamente tranquilla e non c'era nessun sentore della guerriglia del pomeriggio.
- Se casapound è un'associazione legalmente riconosciuta, perchè allora non accetta la legalità in toto e rispetta anche il piano urbanistico territoriale che prevede la destinazione d'uso degli edifici indipendentemente da casapound? Vorrei vedere io se aprissi una pizzeria in un garage quanto tempo mi lascerebbero esercitare, perchè a loro dovrebbero essere concesse deroghe alla legge?
- I diritti dei cittadini non sono anche i nostri diritti? E questi sono stati violati per primi, mai avremmo voluto assistere a simili scene, eppure casapound è venuta a inaugurare sapendo che avrebbe dovuto essere difesa (quindi sapeva anche che gruppi del torinese si erano mossi, proprio come i loro esponenti, in direzione Cuneo. Perchè casapound sapendo di sottoporre la cittadina a dei rischi non ha detto niente e non ha cercato soluzioni pratiche per risolvere il problema, sfidando di fatto un destino da loro stessi annunciato?
A questi interrogativi mi piacerebbe che qualcuno rispondesse...

Apolitico ha detto...

E' preoccupante che si trovi ancora gente pronta a difendere a spada tratta la disinformazione e la violenza politica. E questo è quanto.

Bblogger ha detto...

@apolitico,
io ero presente, e questo è quello che oggettivamente è accaduto. Ho scelto di postare questo video e non altri, che ho considerato creati ad arte, perchè questo è quello che ho visto con i miei occhi. Ovvio io in mezzo alle sassaiole non c'ero, ne mi ci sarei andata a infilare.

Anonimo ha detto...

in risposta a Giorgio:
- in certe occasioni, risulta difficile fare una cernita con calma e lucidità di quanta gente sia a tirarti addosso di tutto, pietre comprese. In quest'ottica, la differenza fra 60 e 100 persone è più esigua di quanto tu lasci intendere...
- la polizia era dietro (una manciata di agenti...), i membri di CP davanti a fare cordone e a proteggere tutti gli altri. Un poliziotto ha fra l'altro detto testualmente, ad una ragazza che chiedeva a lui e ai suoi di intervenire e fare il suo lavoro, "col cazzo che vado lì in mezzo, non mi faccio ammazzare per voi fascisti"
-con il tuo ragionamento, CP non aprirebbe una sede MAI. Ci sarà sempre qualcuno pronto a fare casini alla sola idea: cosa si fa, si rinvia sine die, all'infinito? Si legittima così l'idea che basta minacciare casini per impedire a chi ci sta antipatico di aprire una sede?
Quanto al dialogo col sindaco... lasciamo perdere. Valmaggia e Panero si sono dimostrati di gran punga i peggiori esponenti delle istituzioni dell'Italia intera. Indegni.
- i danni alla sede sono stati illustrati fin dal giorno successivo a quando si sono verificati. Li conosceva anche Valmaggia, che ne ha persino parlato durante la sua manifestazione. No comment.
-minacce e atti violenti dei giorni precedenti: vedi la risposta immediatamente sopra.
-una pizzeria in un garage non ci può stare. La sede di un'associazione sì, specialmente visto che i bagni, contrariamente a quanto dice Valmaggia, ci sono.
-fantastico l'ultimo ragionamento. Si ammette che CP è stata aggredita, ma siccome è stata aggredita per il semplice fatto di esistere, CP stessa è colpevole di aver violato i diritti alla tranquillità dei cittadini, perché si ostina a continuare ad esistere, così provocando i disordini, anziché togliere il disturbo dal pianeta Terra...

Bblogger ha detto...

@ anonimo (l'ennesimo anonimo, e firmatevi su...)
se Giorgio vorrà rispondere, ovviamente, sarà il benvenuto, come tutti quelli che ad oggi hanno voluto commentare, pro o contro che fossero.
E' vero, la differenza tra 60 e 100 può risultare esigua per chi in un determinato momento sta vivendo una situazione limite, ma da un comunicato stampa ci si aspettano dati certi, non manipolabili a propria discrezione, quindi che fossero 60 o 100 credo anche io che prima di fare circolare dei comunicati ufficiali sarebbe stato necessario attingere a fonti verificate.
Io di poliziotti ne ho visti tanti, quel giorno (non ero nel gruppo di via diaz ma assieme ai residenti in contrada mondovì) e ti assicuro che il dispiego di forze dell'ordine di quel giorno a Cuneo non si è mai visto, salvo il fatto che continua a vedersi, solo pochi giorni fa parcheggiando l'auto ho visto più di una trentina di agenti fermi agli imbocchi di via alba, e capisci, viene spontaneo chiedersi perchè debba esserci un presidio stabile di forze dell'ordine che, tra l'altro, incide sulla spesa pubblica ed costituisce costo per la collettività.
Il tuo definire Valmaggia e Panero "indegni" non lo condivido e lo considero molto di parte, se volete entrare in una città dovete anche accettarne le realtà, questo non credo che l'abbiate fatto, non vi siete avvicinati con un approccio amichevole voi per primi, preferendo concedervi in sottili provocazioni a suon di comunicati stampa.
Quello che mi sembra paradossale è che nei vostri comunicati stampa rinfacciate all'amministrazione comunale di non avere previsto le conseguenze che per voi erano più che prevedibili, e dunque mi chiedo anche io, sapendo a cosa andavate incontro, perchè non rimandare l'apertura risparmiando alla città e agli abitanti del quartiere un tale scempio? solo per il gusto della provocazione e per poter passare per vittime? E' davvero questa la risposta?

Anonimo ha detto...

mi posso solo firmare col mio nome, non avendo un account.

Quello che IO trovo paradossale, innanzitutto, è ribadire che CasaPound abbia la "pretesa" di "entrare" a Cuneo. Forse il punto non è ben chiaro, ma CasaPound Cuneo è fatta, incredibile dictu, da CUNEESI. Conta una trentina di tesserati. Cuneesi significa che avrebbero avuto il diritto a vedere tutelata la loro scelta di aprire una sede dal loro sindaco, che invece si è messo alla testa di una manifestazione che è finita come sappiamo.
Il sindaco di una città, mi si insegna, è il sindaco di tutti i cittadini.
Alla luce di questo, io vorrei trovare davvero qualcuno non di parte e quanto più possibile neutro, per fargli fare da arbitro e fare stabilire a lui se Valmaggia e Panero si siano dimostrati degni o indegni del loro ruolo (rappresentano un'istituzione, non dimentichiamocelo).

Passando ad altro, vedo che reiteri lo stesso ragionamento che ho già confutato sopra. E' paradossale. Secondo te CasaPound avrebbe dovuto rinviare l'apertura della sede, cedendo di fatto ad un ricatto da parte di violenti criminali paramafiosi.
E sentiamo: rimandare fino a quando?
In quale data sarebbe stato possibile aprire la sede senza che si verificassero problemi?
il 29 febbraio, il 30 febbraio, il 32 marzo? quando?
Dimmi tu una data plausibile, ed il motivo secondo cui quella data sarebbe stata plausibile, senza rischi.
Se la risposta è "mai", ovviamente CP la sede non avrebbe dovuto aprirla "mai".
E chi sono questi criminali per permettersi di stabilire chi può aprire sedi, come e quando?

Un'ultima annotazione. CP Cuneo esisteva già da un anno e mezzo, cosa che in troppi hanno finto di non sapere. In un anno e mezzo sono stati organizzati incontri, raccolte fondi, iniziative, senza il benché minimo problema di alcun tipo e senza che l'ordine pubblico ne venisse minimamente turbato.
I problemi sono sorti SOLO ed UNICAMENTE quando, alla sola idea dell'apertura della sede (la sede di un'associazione legalmente riconosciuta!) i signori sindaco Valmaggia e consigliere Panero hanno richiamato dalle desolate terre di Mordor i loro orchetti, ed i loro Huruk-hai, indicendo la loro bella manifestazione sfociata in quello che è successo (un ragazzo di CasaPound ha rischiato la vita, non dimentichiamocelo).
Vogliamo dire che forse non sarebbe successo nulla, se i due signori sopra menzionati non avessero incendiato gli animi? E che comunque, quando qualcuno crea problemi di ordine pubblico per impedire che quello che si è scelto per "nemico" apra una semplice sede, dovrebbe essere quel qualcuno ad essere fermato, censurato, perseguito, e non chi si è visto arrivare in testa le pietre, ed oggi si deve pure vedere accusato di esistere?

Come in premessa, mi firmo col mio nome.
Francesco.

Bblogger ha detto...

Vedi Francesco, quello che dico è che quelle accuse che voi contestate all'amministrazione comunale possono essere mosse anche contro di voi, infatti non si può pretendere dagli altri superiorità se poi non si è in grado di portare avanti il discorso sullo stesso piano. Ritengo che, se eravate a conoscenza, come ho letto, dell'arrivo di frange estremiste, avreste fatto meglio a rimandare l'apertura anzichè accusare l'amministrazione di non avervi saputo difendere. Il quartiere ve ne sarebbe stato grato sicuramente, invece così viviamo in una situazione di presidio continuo della polizia, cosa che non era mai successa e che sinceramente non ci piace, sia perchè non è normale uscire di casa e trovare 30 carabinieri o poliziotti a presidiare una strada, sia perchè quei 30 poliziotti li sta pagando la comunità con soldi che sarebbe meglio investire diversamente.Tutto il resto mi pare un tentativo di strumentalizzazione.

Bblogger ha detto...

Vedi Francesco, quello che dico è che quelle accuse che voi contestate all'amministrazione comunale possono essere mosse anche contro di voi, infatti non si può pretendere dagli altri superiorità se poi non si è in grado di portare avanti il discorso sullo stesso piano. Ritengo che, se eravate a conoscenza, come ho letto, dell'arrivo di frange estremiste, avreste fatto meglio a rimandare l'apertura anzichè accusare l'amministrazione di non avervi saputo difendere. Il quartiere ve ne sarebbe stato grato sicuramente, invece così viviamo in una situazione di presidio continuo della polizia, cosa che non era mai successa e che sinceramente non ci piace, sia perchè non è normale uscire di casa e trovare 30 carabinieri o poliziotti a presidiare una strada, sia perchè quei 30 poliziotti li sta pagando la comunità con soldi che sarebbe meglio investire diversamente.Tutto il resto mi pare un tentativo di strumentalizzazione.

Anonimo ha detto...

Probabilmente non riesco a spiegarmi io. L'arrivo delle frange di cui sopra non è che fosse "di conoscenza": era semplicemente prevedibile (in ogni caso, la gente in questione non manca di lanciare i suoi proclami su Indymedia, prima delle loro operazioni da Risiko). Di fronte a questo, torno a domandare: rimandare a quando? Ti invito a dirmi una data in cui questi disordini non ci sarebbero stati, e il perché.
Io sono fermo all'idea che sia gente che si muove spinta dal concetto che "CasaPound non deve esistere", e che quindi, in qualunque giorno si fosse scelto di aprire la sede, il problema si sarebbe ripresentato. Rimandare l'apertura della sede a, diciamo, sabato prossimo? E cosa ti fa credere che queste persone sabato prossimo non ci sarebbero state, armate dei loro bastoni e delle loro pietre?
L'alternativa, che qui si va a parare, ovviamente sarebbe NON aprire sedi. In altre parole, darla vinta a chi intende il confronto politico (e mi scoccia usare questo aggettivo davanti a condotte solo criminali) come una battaglia di pietre e bastoni.
Dategliela vinta voi se vi piacciono tanto, scusate; ma non pretendete che CasaPound rinunci al suo diritto ad esistere e a non farsi ammazzare per strada a sprangate e pietrate.
Quindi, l'idea di rinviare l'apertura della sede non è una soluzione: si sarebbe solo rinviato il problema ad altra data.
Ed il problema non è CasaPound che apre una sede, ma un gruppo di neanderthaliani che si scaglia contro essa con inusitata violenza.

Riguardo alle responsabilità delle istituzioni, una volta appurato che CP Cuneo esisteva da un anno e mezzo, che aveva organizzato iniziative su iniziative senza il minimo problema di ordine pubblico, e che questi problemi sono sorti solo quando il sindaco Valmaggia e il consigliere Panero si sono messi alla testa di una manifestazione che nei fatti si è poi dimostrata non pacifica (ammesso e non concesso che sia "normale" che un sindaco indica una manifestazione contro un'associazione di suoi concittadini, che dovrebbe invece tutelare...), mi pare che le responsabilità di due persone che a questo punto indegnamente occupano la loro poltrona emerga evidente. Aggiungo che hanno anche dovuto mentire per supportare la loro battaglia, e le bugie di Valmaggia e Panero sono state ampiamente illustrate negli ultimi giorni, ma se vorrai te le elencherò di nuovo.
Noi vogliamo che queste due persone si dimettano: leggere qui che Valmaggia avrebbe nientemeno difeso Cuneo dall'invasione di CasaPound è una ridicola inversione della realtà. Ho scritto ridicola? No, a pensarci, non c'è niente da ridere: un ragazzo ci stava lasciando la vita, colpito da una pietra in testa.
Ed il suo sangue sporca moralmente e politicamente le mani del signor sindaco e del signor consigliere, che hanno tradito la fiducia ed i diritti di quei trenta cittadini cuneesi che sono tesserati per CasaPound Cuneo.

i poliziotti che la comunità sta pagando per fare il loro lavoro (cosa che quel famoso venerdì non hanno fatto...) sono lì per impedire che altri ledano i diritti di CasaPound, compreso quello all'integrità fisica dei suoi tesserati. Prendetevela con orchetti ed huruk-hai se la via è stata militarizzata, non con chi è stato vittima di un'aggressione da guerriglia urbana.
Ogni altra argomentazione invertirebbe intollerabilmente il senso della realtà, cambiando di ruolo ad aggrediti ed aggressori, e assegnando agli aggrediti la responsabilità stessa degli atti violenti che hanno subito (un po' come dire: aveva la minigonna, se l'hanno stuprata se l'è cercata).

Francesco

Bblogger ha detto...

La politica è anche diplomazia, e rinviare un'apertura per motivi di ordine pubblico è una strategia di diplomazia che avrebbe tutelato voi e noi del quartiere. Comunque sei venuto al punto, volete le dimissioni di Valmaggia e di Panero, dovevano secondo te rispettare il volere di 30 concittadini ignorando tutti gli altri e la natura stessa della loro fede politica che li ha fatti eleggere dalla popolazione?
Per me le dimissioni di Valmaggia erano un intento dichiarato che ora si è concretizzato nella vostra richiesta, e la presenza di un consigliere alla vostra inaugurazione, con tanto di figli a seguito, è un chiaro esempio di intenti. Mi sembra un percorso strumentale a un fine, e voi siete forse il braccio inconsapevole di eseguire un lavoro sporco per conto di altri.

Anonimo ha detto...

vedi, se tu, come sindaco o consigliere comunale, sei trovato inequivocabilmente a mentire - così, a campione:
* Valmaggia dice che i bagni nella sede non ci sono... ed invece ci sono
* il suo braccio destro Lerda parla di violenza verbale pari a quella di chi lanciava pietre... e i video lo smentiscono
* Panero parla di provocazione perché in tutto il Piemonte non esistono sedi di CP, e si va ad aprire proprio a Cuneo... e poi si scopre che sedi di CP in Piemonte ce n'erano già QUATTRO...
* Panero parla di aggressioni provenienti da membri di CP... non ne è stata MAI documentata nemmeno UNA in tutta la storia dell'associazione

Queste sono solo le prime bugie che vengono tranquillamente in mente. Ora, quale dovrebbe essere la conseguenza che dovrebbe trarre un politico scoperto a mentire?

Seconda considerazione.
Valmaggia, in quanto sindaco (di TUTTI i cuneesi) non è che dovesse rispettare i voleri degli uni o degli altri... bastava che restasse super partes, come il suo ruolo gli imporrebbe, e che provvedesse quantomeno a tutelare l'integrità fisica di 30 suoi concittadini, anziché mettersi alla testa di una manifestazione da cui è partito un vero tentativo di linciaggio, come era ampiamente prevedibile succedesse.
Che poi, che significa "tutti gli altri"? Chi ti dice che "tutti gli altri" erano CONTRO CasaPound? I tesserati di CP Cuneo sono una trentina, i manifestanti di venerdì erano circa 200... considerando quelli venuti da fuori (centri sociali torinesi), i cuneesi che "non vogliono CasaPound" e lo hanno manifestato quanti sono...? a trenta ci arrivano???
Io posso dire che dal quartiere stesso CP ha avuto più solidarietà di quanto giunta dalle istituzioni. A proposito, né Panero né Valmaggia si sono sognati non dico di andare a trovarlo in ospedale, ma nemmeno di solidarizzare con ragazzo che ha rischiato la vita, colpito alla testa da una pietra partita dalla stessa manifestazione che lor signori avevano organizzato e promosso (vicino alla sede di CP nonostante il parere contrario del questore)... nemmeno questo basta perché il senso del pudore li porti a contemplare l'idea di dimettersi?

Riguardo la continua pretesa di rinviare l'apertura, se vuoi insistere sul punto, devi rispondere alla mia domanda: dimmi una data in cui secondo te non ci sarebbero stati problemi di ordine pubblico, e il perché.
Se questa data non esiste, perché in qualunque giorno i facinorosi si sarebbero organizzati per dare battaglia urbana, che senso avrebbe avuto rinviare la data dell'apertura? Si sarebbe solo rinviato il problema, o no?
La logica conseguenza è che stai per dire "allora, per tutelare il quartiere eccetera, non dovevate aprire proprio"... vero? Con ciò drammaticamente invertendo le responsabilità... NON è CP il problema, ma chi compie atti criminali per impedire a CP di ESISTERE.
Abbi almeno il coraggio di arrivare a questo... dillo chiaramente, che pensi che per salvare la pace, non esistendo una data di apertura sede in cui non ci sarebbero stati problemi, non si doveva aprire la sede.
Ti ripeto, è come dire "se aveva la minigonna, è colpa sua se l'hanno stuprata". Davvero vuoi ragionare così? Davvero sei così facile a piegarti alle logiche della prevaricazione e della prepotenza? E ti aspetti sul serio che si pieghi anche CasaPound ai ricatti violenti di una mandria di anacronistici teppisti?
CP le sedi le apre. Pietre e bastoni non lo impediranno... e nemmeno Panero, come pure aveva promesso (bel consigliere comunale! Bel membro delle istituzioni!)

PS Lauria era all'inaugurazione a titolo puramente personale. Non cerchiamo di rimestare nel torbido, per favore.

Francesco

Bblogger ha detto...

Allora Francesco, io e te continuiamo a parlare senza comunicare, evidentemente i nostri punti di vista sono talmente divergenti che non riusciamo a trovare un punto di incontro, evitiamo il flame però, sai benissimo anche tu che non sono io a dovere dare una data a te, e questo tuo insistere per averla mi sembra un po' un trolleggiare per evitare di affrontare il nocciolo della questione che sei stato bravo a dribblare ma che hai compreso benissimo.

Anonimo ha detto...

allora, Bblogger, sei tu che stai continuando a proporre la stessa "soluzione", ed io non posso che replicarti sempre allo stesso modo se tu continui a parlare di rinviare ad "altra data"; se non vuoi nemmeno dirmi a quando si sarebbe dovuta rinviare l'apertura, vediamo se ti chiarisco io il nocciolo della questione: rinviando di una settimana, un mese o un anno, ci sarebbero stati gli stessi identici disordini.
Quindi perché rinviare? Non è una domanda retorica, proprio non lo capisco. Che senso avrebbe avuto, se tanto i tristi eventi si sarebbero verificati lo stesso?
Altra cosa è se vuoi portare il discorso a "visto che i disordini ci sarebbero stati comunque come ammetti anche tu, allora per tutelare il quartiere e essere diplomatici non dovevate proprio aprire la sede, né quel venerdì né mai". Perché ammetterai che quello è il passo successivo del tuo ragionamento: se volete la pace come dite, evitate di esistere ("aveva la minigonna, se l'è cercato lo stupro").
Siccome non intendo trolleggiare, aspetto che tu arrivi ad affermare questo, per continuare la discussione spostandoci su un altro punto di vista ("non aprire proprio la sede"... e darla vinta a gente che lancia pietre e bastoni), e mettendo da parte la fola del rinvio, che abbiamo capito essere una di quelle cose volgarmente definite "puttanata" (non volermene).
Dimmi pure che non si doveva aprire proprio la sede, se vuoi, così ti rispondo e almeno si ravviva un po' il dialogo.

PS noto che sul resto non mi hai risposto nulla

Francesco

Bblogger ha detto...

Francesco ho pubblicato il tuo commento ma ripeto, questo è flame e non sarà tollerato oltre, io sono stata molto chiara nell'esprimere il mio concetto ma tu hai la pretesa di "farmi arrivare dove vuoi" ti informo che le conversazioni, online come offline, non sono linee rette destinate a incrociarsi al punto che desideri, a volte ci si incontra a volte no, e visto che la nostra non fa progressi alcuni visto che resti arroccato sulle tue posizioni senza accettare quello che è il mio punto di visto la nostra finisce quì, andare oltre significherebbe abusare della pazienza dei lettori e mia. Non si può pretendere che gli altri ci diano ragione, accettalo così come io accetto che casapound la pensi diversamente da me. Netiquette oblige a questo punto.

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