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Yoox.com

Il condividere e fornire utili dritte a sconosciuti consumatori appare sempre più secondario rispetto ad altri parametri a me incomprensibili. Tant'è la qualità degli scritti va decadendo e raffinate penne storiche bazzicano in altri ambiti.
Non è il mio caso: di raffinato non ho nulla tranne lo zucchero in dispensa e la pretesa assurge a mero esercizio di emulazione amanuense.
Yoox da otto anni vende abbigliamento, scarpe, accessori ed altri giochi (per grandi). Sito che è cambiato pochissimo rispetto alle origini: semplice, lineare, chiaro. Evidentemente un buon progetto iniziale.
Entrare in yoox ed acquistare da subito non è pratica consigliabile, al contrario può essere controproducente. Occorre, lo consiglio vivamente, iscriversi ed usare tutte le funzionalità che il sito propone e cioè: my yoox con le premiere, la dream box ecc.
Premiere consente di individuare una linea di prodotti che fanno parte del nostro stile, chessò dei pantaloni di una determinata marca o piuttosto delle scarpe; yoox ad ogni nuovo arrivo vi avverte con una mail, così siete in grado di non farvi sfuggire il capo a cui particolarmente tenete.
Dream box è un area in cui potete memorizzare quello che avete visto e che avete voglia di comprare subito o in seguito. E' un modo per seguire anche l'andamento dei prezzi che dopo il lancio di un nuovo prodotto piano piano tendono a scendere.
Una volta deciso l'acquisto la procedura è molto semplice ed i mezzi di pagamento accettati sono tutti.
La merce viene recapitata mediante corriere al massimo in tre giorni lavorativi.
La scelta è davvero ottima. Stando comodamente a casa si ha una panoramica di, praticamente, tutte le marche di abbigliamento ed accessori a prezzi davvero concorrenziali in media almeno del 10% inferiori.
Yoox periodicamente e per periodi limitati fa delle promozioni o applica degli sconti straordinari ovvero annulla le spese di spedizione (7,50 euro).
Anche i saldi sono convenienti con abbattimenti che arrivano a superare anche il 70% rispetto al prezzo originario: e se avete tenuto d'occhio il vostro capo nella dream box potrete verificare di persona che non ci sono frodi.
Se il capo acquistato una volta arrivato a casa non vi piace? nessun problema ci sono 10 giorni di tempo per renderlo senza costi di spedizione aggiuntiva e con rimborso abbastanza veloce.
Insomma, ve lo consiglio.

Paolopps

L'artista delle pietre




Non chiamatelo solo muratore, Valter è molto di più di un comune operatore edile, Valter è un artista della pietra e del legno, i suoi lavori non sono mere esecuzioni materiali ma interpretazioni vive del dialogo tra la materia e la rielaborazione degli spazi nella ricerca dell’equilibrio tra impatto ambientale esteriore e concezione di fruibilità per gli interni.

Valter è uomo di montagna, lui la montagna la conosce bene, c’è nato e non se n’è mai allontanato, l’ha vissuta nella quotidianità di un giovane che cresce e osserva il paesaggio forgiando il suo stesso carattere assimilando l’aspetto generoso e ritroso al tempo stesso di una natura con cui non è sempre facile convivere , l’ha conosciuta nelle tensioni dello sport, ammirandola dall’alto di una cordata o dall’ancora più alto punto di vista di un deltaplano, l’ha amata nell’ammirazione contemplativa di chi torna a stupirsi della bellezza prodigiosa che meraviglia e commuove l’anima, ha imparato a temerla e a rispettarla, come ogni uomo che conosce i propri limiti e i pericoli che si possono insidiare nella maestosità e nella ferocia delle avversità.

E questa montagna la rielabora, ogni volta quando, osservando una vecchia casa, la riconcepisce per proiettarla nell’epoca delle comodità e dell’intimità domestica moderna pur mantenendone, ed enfatizzandone, quel carattere di unicità che solo le vecchie case di montagna hanno.

Valter ristruttura “solo”, non crea nuove abitazioni, lui rianima i ruderi dei vecchi cascinali e delle antiche abitazioni rurali, le osserva, le medita, ne intuisce l’essenza e ne ricerca l’anima restituendola a nuova vita. Il fascino dell’autenticità è un valore che profuma della legna che arde nei fornelli di cucina, ha i colori dei fiori di campo che d’estate crescono rigogliosi sulle rive e sui prati, la convivialità di un tavolo apparecchiato per attardarsi con gli ospiti, perchè l’incombere della notte avvolge le case e la gente in un tepore accogliente, donando finalmente, con il buio, la quiete del focolare e del riposo meritato.


La casa deve essere accogliente, un luogo intimo dove poter trovare spazio per le occupazioni principali, la cucina è il cuore pulsante della vita domestica, pratica e funzionale come la modernità impone ma anche raccolta e umana come le vecchie cucine di una volta. Gli spazi degli interni sono spesso impreziositi da dettagli architettonici, la materia si incrocia e il legno e la pietra s’incontrano, tra l’armonia delle forme e il contrasto dei colori e del calore.


Le travi di legno, come tutte le pietre utilizzate, sono prevalentemente materiale recuperato, quando il recupero non è possibile vengono comunque antichizzate, trattate e riverniciate in modo da non stonare con l’ambiente e potersi inserire nel contesto con razionalità e armonia.

Valter lavora prevalentemente da solo, collabora con l’architetto che firma il progetto ma lo costringe anche spesso ad apportare varianti in corso d’opera, il lavoro è mutevole, la casa a volte rivela la sua anima nel momento della distruzione, ed è rimuovendo le vecchie pietre e la terra schiacciata dal tempo che si intuisce l’unicità da perseguire, è osservando l’ultimo raggio di sole del tramonto, o il primo del mattino, o la vetta che si scorge dietro le chiome degli alberi, che si percepisce il panorama da cogliere e che sarà come un quadro appeso alle pareti, fonte di luce e di vita tra interno ed esterno. Chi si rivolge a lui, è perchè ha visto cosa è capace di fare, ed è quello che cerca. La bellezza delle forme antiche, la particolarità di un’idea geniale, l’unicità della pazienza di un uomo che fa parte di quella terra, e la racconta a modo suo, ammirandola e lusingandola ma anche rispettandola profondamente, mantenendo inalterato lo spirito del posto, perseguendo spazi che comunichino l’operosa quiete della gente che in montagna ci vive, magari per tutta la vita, più spesso per qualche settimana all’anno.

Valter Isoardi abita e lavora a Roccabruna, in provincia di Cuneo, dove solitamente lavora, salvo trasferte in Francia o in altre vallate per esigenze lavorative.

E ORA A NOI, 2008!


Le calze della befana sono state appese alle canne fumarie (in carenza di camino...) e per affrontare il nuovo anno non resta che un ultimo rito da perpetrare: l'analisi del calendario!

Che anno sarà il 2008? un anno di ponti! Almeno di quelli che permettono di tagliare qualche venerdì o lunedì e di potersi godere qualche week and lungo e staccare la spina dal lavoro e dalle ordinarie abitudini dignitosamente. Dunque, palla di vetro alla mano, ecco cosa ci riserva il 2008:

· Capodanno – martedì (ma oramai è passato, quindi, tanto vale andare oltre….)

· Epifania – domenica 6 gennaio (la befana ci ha messi tutti nel sacco con questo scherzetto)

· Febbraio – nulla di nulla, se con la constatazione di un anno bisestile in cui occore lavorare un giorno in più, un venerdì, ma questo piccolo sacrificio che la ciclicità del tempo impone farà si che le congiunzioni temporali siano ottimali nei mesi a seguire……

· Pasqua – 23 Marzo, ovviamente Domenica


· Pasquetta – 24 Marzo, ovviamente lunedì (un po’ presto per il primo bagno in mare dell’anno, e del resto non ho più sedici anni da molti anni oramai…)

· Festa della liberazione – 25 aprile – Venerdì (bello!!!!)

· Festa del lavoro - 1 Maggio – Giovedì – bello anche questo, ma potreste dover discutere con la collega per chi rientra il venerdì……

· Festa della Repubblica – 2 giugno – Lunedì – cosa chiedere di più…..

· Ferragosto, ovvero 15 agosto - Venerdì – un pietoso pensiero per chi deve lavorare ad agosto…

· Tutti i Santi – 1 novembre – Sabato – Non si può avere tutto……

· Immacolata – 8 dicembre – lunedì – Non tutto, ma molto si…..

· Natale – 25 dicembre – giovedì e poi

· S. Stefano – 26 dicembre – venerdì (per chiudere l’anno in bellezza…..)

Agendine alla mano, meglio iniziare a segnare i giorni di ferie ai quali proprio non si vuole rinunciare, il tempismo è un meccanismo acuminato, o lo si subisce o lo si cavalca, a voi la scelta…. Personalmente devo ammettere di essere fortunata, la mia collega d’ufficio ha abitudini e preferenze assolutamente diverse dalla maggioranza delle persone, non impazzisce per lo shopping natalizio e non si muoverebbe ad agosto neanche se vincesse un viaggio all inclusive, non ha figli piccoli a cui dover legare le proprie ferie ma non rinuncia alle sue due settimane a luglio e a ottobre per staccare la spina… Me la invidiate? Effettivamente la divisione delle ferie può diventare un momento di vera lotta all’interno degli uffici, anni fa avevo una collega che prima ancora di appendere il nuovo calendario aveva già avuto cura di segnare i giorni che si riservata per le ferie personali, e poi diceva con elegante nonchalance…” io quest’anno mi farò solo le prime tre di agosto….”

Il 2008 offre un po’ di respiro anche ai superstiziosi, un solo venerdì 17, ad ottobre, se proprio volete stare a casa ve la cavate con poco….

MA IL BEFANONE?

Natale è passato, i bambini hanno avuto i loro giocattoli e vi si trastullano, tra un compito e la visita inaspettata di una vecchia zia barbuta a cui tocca dare un appiccicoso bacio, e tra uno scarabocchio sul foglio e una ripassata di gomma da cancellare, già iniziano a parlare di epifania. E si, lo sappiamo, l’epifania che tutte le feste si porta via…. Va beh, soprassediamo e veniamo al punto. Ho iniziato a cercare un po’ nella rete per vedere che cosa offrivano quest’anno le case produttrici di giocattoli in occasione dell’epifania, ma in fondo chiamiamola pure befana…. Beh, la rete non mi ha restituito alcun risultato…. Almeno nulla di quello che cercassi, informazioni concrete su quello che è il contenuto dei pacchi sorpresa e sul prezzo di vendita. Provo a cercare anche nelle catene di supermercati, ma non trovo nulla, se non un’offerta su ebay riferita all’anno scorso. La cosa un po’ mi puzza, ho quasi l’impressione che solo dopo natale negozi e catene tirino le somme dell’invenduto e vedano di farne un bel pacco per la befana, così da rifilarci anche quello da cui siamo riusciti a tenerci lontani per Natale. Ma se la calza della befana la riempissi con arachidi e mandarini, come succedeva a noi figli di mazinga e di un bimbumbam condotto da Bonolis, si stupirebbe qualcuno? Non è che rischio di vedermi arrivare a casa il telefono amaranto per la difesa dello status sociale dei bambini proletari, che hanno diritto ad avere eque opportunità e parità sociale rispetto ai bambini più abbienti? In ogni caso, e chi ha figli lo sa, la befana si porterà via gli ultimi spiccioli di una tredicesima che è stata analizzata e impiegata al centesimo per poter essere investita esattamente come da programma, per poter accontentare tutti, pagare le ultime bollette, la rata condominiale e il controllo della caldaia…. Non resta molto in fondo al salvadanaio, ma qualcosa tocca inventarsi. E allora largo ai dolci, snack per lo più, uova di cioccolato con sorpresa, tavolette di cioccolata normali e con il riso soffiato. Solitamente kinder, piacciono ai bambini, piacciono ai grandi, non deludono mai. Non troppi, già durante le feste tra panettoni e dolcetti si mangia decisamente più e peggio del solito, io poi ho una famiglia numerosa e se compro le confezioni formato famiglia le diluisco nelle tre calzette e ci metto un bel po’ prima di riempirle… Carbone? Un pezzo di carbone artigianale non può mancare nelle calze dei bambini, nei miei ricordi infantili era duro e per rosicchiarlo bisognava impegnarsi molto, oggi lo vendono così soffice che sembra zucchero filato solidificato. Leggerissimo. Dolcissimo. Zucchero e coloranti, nel migliore dei casi aromi naturali, ma meglio rivolgersi ad una produzione dolciaria artigianale e di fiducia. E un pezzetto, non di più, o si richia il diabete con tutti questi dolci. E poi, come finire di riempire la calza? Materiale scolastico… E si, perché a gennaio gli astucci dei bambini delle elementari o dell’asilo devono subire un restyling poderoso, anche perché generalmente la metà del corredo è scomparso nel tempo e l’altra metà si è consumata. Quindi pennarelli, matite, cancelline, ricambi. Tanto toccherebbe comprarli comunque, meglio fare in modo che la responsabilità dell’acquisto ricada sulla befana, così da appioppare ai nostri pargoli il compito almeno di etichettare tutto con cura (e certo, l’ha portato la befana….) e di cercare di fare il solito discorso sulla cura del materiale scolastico. Nei miei ricordi scolastici di figlia di mazinga e di bimbumbam, i portapenne venivano riciclati per anni e penne, matite e quant’altro si possedeva non erano mai etichettati, si usavano fino all’ultimo sussulto di colore e di inchiostro, spesso si era costretti a calcare oltremodo con pennarelli oramai privi dell’anima vitale, ma fino a che c’era una traccia di pallido colore, non si potevano buttare e sostituire. E le cose non sparivano, non si dileguavano nel nulla come accade invece alle mie figlie oggi, nonostante etichette e sigle incise a marchio indelebile. Dove finiscano penne e pennarelli, non lo so, ma ogni settimana qualcosa manca all’appello, e naturalmente bisogna reintegrare. Per non parlare della colla….. Ho quasi il dubbio che qualcuno arrivi a sniffarsi la pritty di mia figlia, perché di quelle me ne vanno due tubetti a settimana! In ogni caso c’è molta democrazia in questo buco nero delle scuole moderne, quasi un principio cosmico per cui ognuno dà nella misura in cui può dare, ed ecco che se le mie bambine, proletarie figlie del popolo, perdono la colla e il temperino, l’amichetta un po’ più abbiente perde i sessanta euro che aveva portato a scuola per farli vedere ai compagni di classe, e che ora, ironia della sorte, non sa neanche più lei come siano fatti… Niente befanoni per noi quest’anno, poco carbone e tanti lapis e tubetti di colla!

DIETA SCARSDALE




Di questa dieta avevo letto, tempo fa, in un libro che parlava generecamente di regimi alimentari, e in seguito ho approfondito trovando un ricettario in offerta e lasciandomi tentare.Questa dieta, ideata da un cardiologo statunistense, ha una proporzione alimentare un po' differente rispetto alla dieta a zona, infatti prevede il 34% di carboidrati (contro il 40% della zona)il 43% di proteine (contro il 30 della zona)il 22% di grassi (contro il 30% della zona)Ora, dal momento che nessuno di noi (almeno io) ho la costanza di riportare queste percentuali in un pasto vero e proprio, chi volesse mai provarla dovrebbe necessariamente appoggiarsi ad un ricettario.


Le accuse che furono mosse principalmente a questa dieta (parliamo degli anni 70, quando ci fu il boom) era di essere una dieta per ricchi, prevedendo infatti tagli di carne pregiati e pesci costosi, dunque una dieta non alla portata di tutti.Io oggi credo che questo aspetto sia in secondo piano, in parte perchè quando ci si mette a dieta spesso e volentieri si acquistano alimenti dietetici o presubilmente tali che sono veramente molto costosi e la cui qualità alimentare è dubbia, in parte perchè la dieta è generalmente un regime individuale, e dunque le quantità di cibo acquistate sono "esatte", quindi se avremo bisogno di 100 grammi di filetto chiederemo al macellaio proprio 100 grammi di filetto, evitando gli sprechi di acquisti approssimativi e abbondanti. Questa è una dieta urto, una di quelle che fa perdere tanto peso e subito, lo slogan era effettivamente 10 chili in quattordici giorni, e se avrete la costanza di dedicarvici (consultate prima un medico) probabilmente ne sarete soddisfatti, perchè pare che, effettivamente, funzioni. Peròm proprio per questa sua caratteristica di dieta urto, non deve essere sostenuta per più di due settimane, in teoria dopo questo periodo si dovrebbe passare ad un regime di mantenimento. La dieta di due settimane prevede accostamenti alimentari stabiliti, insomma, se la si vuole fare non si possono sostituire gli alimenti con qualcosa di maggior gradimento, e altra proibizione che fatico a sostenere, l'insalata non deve essere condita con olio ma solo aceto o limone. Però....Si, c'è un però.


Nel ricettario che ho acquistato recentemente, e quindi di produzione decisamente successiva agli anni 70, la dieta scarsdale veniva proposta in modo meno rigido e quasi come una normalissima e accettabilissima filosofia alimentare che prevede un'educazione corretta verso un'alimentazione povera di grassi aggiunti.


I consigli che questo ricettario dava erano, in pratica, di non attenersi scrupolosamente a dosi e ingredienti ma di imparare da soli a scegliere gli alimenti buoni ed evitare quelli cattivi, preferire le cotture dietetiche a quelle dove prolificano i grassi, evitare certi alimenti e sostiuirli con altri.Insomma, messa in questi termini di lettura, in una chiave moderna e attuale, anche la scardsale è accettabilissima, perchè non faceva altro che ribadire concetti di equilibrio alimentare e piccole regole veramente utili per restare in forma. A cosa sia dovuta questa divergenza d'interpretazioni, non lo so, so che in internet con un normale motore di ricerca si può reperire la dieta che prevede la perdita di 10 kg in 14 giorni, ma è anche vero che è un ottimo specchietto delle allodole, una promessa con i fiocchi che fa aumentare i clic dei siti, soprattutto quelli che poi non si pongono l'obblgo morale di approfondire ulteriormente l'argomento.In ogni caso, restano validi tutti i consigli, per le diete rivolgetevi ad un dietologo, per le curiosità e le chiacchiere allora vado bene pure io o i clic di internet.
Se cercate delle ricette per la dieta mantenimento scardsale o altre ricette ipocaloriche, vi rimando ai blog di palatoraffinato e di mangiaresano che sapranno suggerirvi ricette gustose e a basso contenuto calorico per perdere peso mangiando di tutto. Non ci credete? andateci ora!

LA DIETA DELLA FRUTTA



E di nuovo torno a parlarvi di una dieta, nel caso specifico della dieta della frutta.


Ora, vorrei fare una piccola premessa.Un regime dietetico è un regime che modifica le nostre abitudini alimentari, e fondamentalmente lo si adotta per ragioni legate a patologie mediche o per perdere peso.


Dunque sono estremamente diffidente verso queste “diete” da giornalini estive che propongono menu da alternare per qualche giorno o settimana per perdere peso. Solitamente queste diete non sono equilibrate e il rischio è di dimagrire nei primi giorni per poi recuperare tutto il peso perso e magari aumentare ancora non appena si interrompe la dieta, o non appena in nostro metabolismo si assuefa ai cambiamenti.

Quindi, se volete perdere peso, il consiglio è quello di consultare un dietologo e di affidarsi alle sue cure. Resta il fatto che le diete siano comunque spesso argomento di discussione e di disquisizione, e in tale ottica più “leggera” credo che debbano essere collocate le argomentazioni non scientifiche sulle diete. Chiacchierate tra amici. E questa dieta in particolare, non è che mi convinca molto.Il principio della dieta alla frutta è quello di riempire il corpo di frutta e verdura (bollita) per ridurre il senso di fame e di sazietà, limitando conseguentemente molto l’apporto degli altri alimenti che dovrà essere marginale.

Ora la frutta e la verdura sono alimenti sani e salutari, mangiarli è sicuramente un vantaggio in termini di qualità di vita e anche la pelle dimostra gratitudine, ma credo che dover pensare in termini di “solo frutta e verdura” sia una tristezza veramente infinita. La dieta della frutta potrebbe essere una buona soluzione depurativa nei casi in cui si sia reduci da giornate di eccessi, per esempio il post Natale o dopo qualche giorno di festeggiamenti particolari, allora i vantaggi possono sicuramente essere tanti e l’organismo non avrà ripercussioni negative, ma non credo che possa essere una dieta da “lungo termine” in quanto le carenze alimentari sarebbero troppo evidenti e l’equilibrio fisico e psichico ne risulterebbe compromesso. Un paio di giorni, massimo una settimana, ma oltre io proprio non mi ci azzarderei. Perchè il nostro organismo ha bisogno di tutto, proteine, carboidrati, grassi, vitamine, calcio ecc.... e nella frutta e verdura non ci sono, secondo me, tutte le soluzioni per la risposta ottimale alle nostre esigenze.Ora, se decidete di approfondire comunque questo tipo di dieta, una piccola consolazione ve la anticipo: anche se in minima quantità anche gli altri alimenti vengono introdotti, il principio che si persegue è comunque quello di aumentare la massa delle fibre vegetali per ridurre la sensazione di fame, ma non vi preclude completamente l’introduzione di alimenti di maggior sostanza.Personalmente odio la verdura bollita e considero una dieta che su tale scelta punta molto, una dieta un po’ triste e piena di sacrifici. Due giorni magari potrei anche concederglieli, ma dopo il terzo giorno che mi trovo cavoli e cicoria nel piatto io non posso assolutamente rassegnarmi a tale triste destino.....In conclusione: se siete reduci da giorni di “ingrasso” perchè vi siete abbuffati, mangiare molta frutta e verdura è un consiglio che qualsiasi persona sensata potrebbe darvi senza sentirsi un criminale, ma se volete perdere molto peso e intraprendere quindi una dieta che si protrarrà nei mesi, non affidatevi ai consigli degli amici ma rivolgetevi a personale esperto.

PESOFORMA BARRETTE


Nel corso degli anni mi è capitato di acquistare questo prodotto della pesoforma, nel convincimento che potesse aiutarmi a smaltire un po' di quel peso che, dopo le gravidanze, si cerca di buttare giù a volte a rischio di grandi frustrazioni. Insomma, mi sono detta, male non fa, anzi, costituisce un pasto facile da gestire anche fuori casa, e dunque in ufficio poteva essere una buona idea per sostituire il pasto.
Sbagliavo.
Sbagliavo perchè queste "barrette" a mio giudizio, ingannano. Ossia, contengono più calorie di quelle che, all'apparenza, potrebbero. Come dire, anzichè essere ipocaloriche sono ipercaloriche. Insomma, questa barretta ha l'aspetto innocuo dello sneck, per cui lo si guarda con poca ostilità, in fondo uno snack, quante calorie può contenere? E invece no, è solo apparentemente uno snack, a livello calorico e di contributo si pone esattamente come un pasto, magari contenuto, ma pur sempre un pasto. E quello che manca a questo snack, è la soddisfazione del pasto. La presentazione. La varietà. Il sapore. Insomma, io tra dolce e salato preferisco sempre il salato, merendine non ne mangio molte e se devo, preferisco farlo come "tagliafame" da metà mattina, dover necessariamente ingurgiatare qualcosa di dolce al posto del pranzo e poi berci dietro molta acqua per aumentare la sensazione di sazietà, beh, non è una grande soluzione per me.
Ho letto poi che non sono neanche particolarmente equilibrate perchè contengono troppi grassi, di quelli nocivi per intenderci, e che contribuiscono all'abbassamento del metabolismo basale, abituando il corpo a mangiare meno, dunque alla prima occasione di un pasto normale il nostro organismo recepisce l'assalto e la bilancia sobbalza.
Non sono brava a leggere le tabelle nutrizionali, ma una cosa la posso dire. Queste barrete sembrano snack ma invece sono l'equivalente di un panino imbottito, che però dà maggior soddisfazione e forse fa anche meno male. Insomma, da quando la mia azienda si è convenzionata con un ristorante che propone il menu a zona, devo ribadirlo, mangio tanto e il mio peso non ne ha assolutamente risentito.
In forma ci sono tornata, ma non per queste barrette che, tra l'altro, sono veramente costose, motivo in più per evitarne l'acquisto. Meglio uno yogurt come spuntino, e un pasto completo ed equilibrato che soddisfi il palato, il nostro fabbisogno fisico e mentale.
Queste barrette, per me, sono un capitolo chiuso.

LA DIETA A ZONA





La dieta a zona non è propriamente una semplice dieta creata accostando cibi, è una sorta di filosofia che prevede di modificare le abitudini alimentari in modo da migliorarle, eliminando la massa grassa, la ritenzione idrica, contribuendo a rendere i muscoli più sodi e maggior resistenza nell'attività sportiva. Consigliata nei casi di ipertensione, iperinsulinemia, diabete di tipo 2, cardiopatie, la depressione, l'impostenza e ancora molte altre patologie (consultare eventualmente un sito per saperle tutte...) Le regole della dieta a zona sono fondamentalmente due, ossia quelle di mantenere equilibrio e moderazione ad ogni pasto.Per il resto, non prevede sacrifici ingestibili o introduzione di alimenti costosi e specifici.Sinteticamente, la dieta a zona dice che ogni pasto o spuntino che facciamo deve essere costituito da:- 40% di carboidrati- 30% di proteine- 30% di grassiRispettando questi equilibri i livelli d'insulina resteranno sotto controllo, evitando così molte forme patologiche quali le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, l'obesità ecc...Altre piccole regole, i carboidrati migliori sono quelli con pochi zuccheri, i grassi meglio se sono monoinsaturi.



Cibi preferenziali sono quelli richi di nutrienti (vitamine, minerali, fibra ecc) che, tradotto in scelte alimentari, significa preferire frutta e verdura, pesce, carni bianche, latticini con pochi grassi e usare come condimento olio d'oliva, mentre merende ideali possono essere mandorle, pistacchi, anacardi. Altre cose importanti sono il distribuire il fabbisogno alimentare durante tutta la giornata, ossia non fare passare più di cinque ore senza mangiare un pasto o uno spuntino, eccezion fatta per quando si dorme, e bere molta acqua al giorno (almeno 2,5 litri).Inoltre non è una di quelle diete da seguire alla lettera altrimenti falliscono, è possibile essere maggiormente elastici e se si dovesse sgarrare una volta, nulla di grave, l'importante è riprendere, con il pasto successivo, l'equilibrio del pasto e la moderazione, che non significa affatto una rigida fame, anzi, la dieta a zona permette sicuramente quantitativi decisamente più generosi di tutte le altre diete.Dove vado a mangiare pranzo, vicino al lavoro, preparano un menu a zona, e io vi posso assicurare che mangio tanto, bene e non mi sento assolutamente stanca o appesantita durante il pomeriggio.

Se decidete di intraprenderla per motivi terapeutici potrete trovare ulteriori informazioni presso un dietologo, se invece volete saperne di più, internet è una grande fonte di dati...

COCCINELLE






L'azienda nasce a Parma nel 1978 e si pone subito nel mercato come leader della pelletteria, adottando una politica aziendale di apertura verso materiali nuovi e di impegno costante per la definizione massima dei dettagli.


Anche la distribuzione accuratamente selezionalta del prodotto fa si che Coccinelle oggi sia un marchio di moda altamente rinomato e ricercato. I prodotti Coccinelle sono di altissima qualità e con rifiniture di pregio, e le linee sono sempre alla moda, i modelli sempre studio accurato delle tendenze, in modo da offrire un aggiornamento costante verso le tendenze del mercato e le esigenze delle clienti.


La donna a cui Coccinelle rivolge particolarmente le proprie attenzioni è una donna attenta ai dettagli, in cerca di particolari chic ma anche funzionale e vivibile.Le prime produzioni riguardavano per lo più borse, oggi si sono aggiunti scarpe, portafogli, cinture, agende, guanti, sciarpe, foulard, cappelli, orologi, bijoux e alcuni capi di abbigliamento.


Particolare della linea coccinelle è come, per alcuni prodotti, abbia scelto di lasciare inalterati i modelli, nel corso degli anni e quindi delle mode, affidando invece le varianti ai materiali con cui proporli e dunque riproporli.


Canali di vendita preferenziali sono i punti monomarca, ma gli articoli Coccinelle si trovano anche in oltre un migliaio di punti vendita multimarca scelti però tra i più esclusivi e prestigiosi, rispettando la mission esclusiva aziendale. I prezzi: provate ad indovinare se con tutta l'esclusività fin quì ricercata e rappresentata potranno essere alti o bassi.....

STILE SEIKO



Seiko segna il tempo dal 1881, e lo segna con precisione, tanto da essere lo sponsor della Honda per la Formula 1, uno sport dove la precisione è calcolata al millesimo di frazione di secondo.


Sempre all'avanguardia, l'azienda seiko si è dimostrata a passo con i tempi ed ha saputo essere innovativa e originale, contribuendo a scrivere pagine della storia degli orologi di tutto il secolo scorso.

Oltre alle innovazioni "storiche" come il primo orologio al quarzo da parete, pensate che nel 1982 produce addirittura il primo orologio da polso con una televisione incorporata, piccolissima, ma funzionante, a cui seguiranno negli anni successivi il primo orologio in grado di registrare e il primo con funzioni da computer. Naturalmente la tecnologia diventa sempre più importante, e così aumentano le funzionalità di cronografi e orologi subacquei sempre più sofisticati.


Nel 1994 Seiko lancia la tecnologia Kinetic, orologi che non hanno bisogno di batterie perchè traggono dal corpo umano l'energia che serve loro.


Nel 1998 un'altra innovazione incredibile, il "perpetual calendar" ossia la predisposizione, tramite un piccolissimo computer che funziona con una batteria al litio, di programmare le date fino al 2100 tenendo conto di tutti i fattori di riferimento, anni bisestili e fusi orari.



E' del 1999 il "Seiko Kineting Auto Relay", un orologio in grado di risparmiare energia e di continuare a funzionare perfettamente anche se non utilizzato per grandi periodi.


Infine è del 2005 l'"Automatic Spring Drive" un orologio automatico (ossia di quelli a carica manuale per gli amanti delle tradizioni) in grado di mantenere per 72 ore la propria carica e con uno scarto d'errore di al massimo un secondo al giorno.


La scelta delle recenti produzioni è incentrata sul design, oltre che sulla precisione e la tecnologia. Il design come perfezione di uno status symbol oramai imposto nel panorama mondiale. Un marchio in continua evoluzione che continua a proporre orologi sempre più belli e tecnicamente perfetti. Molte le linee proposte, che spaziano dalla tecnologia chrono a quella solo tempo, linee sportive, vivaci e di stile, modelli classici e raffinatissimi. Insomma, orologi che non temono il tempo ma che lo affrontano e lo gestiscono con padronanza e carattere.



Molto diffuso il collezionismo sugli orologi della seiko, e questo è un fenomeno che accresce ancor più la già grande fama della casa produttrice.



Insomma, seiko rappresenta il tempo ma è anche un modo per essere rappresentati, un orologio seiko non passa inosservato, si fa notare, per la sua fattura e la sua bellezza, per la sua precisione e per ciò che rappresenta, solidità, continuità, classe.

GIOIELLI SALVINI, ANELLI SI, MA NON SOLO


Lo slogan della Salvini è "dai un nome ai tuoi desideri" e con queste poche parole propone la propria collezione di gioielli, la cui linea di punta è proprio quella degli anelli, per cui troviamo due anelli incastrati uno nell'altro, come simbolo dell'intreccio dei sentimenti che porta a regalarlo alla propria compagna, un'ampia collezione di fedi, per suggellare il fatidico si con un gioiello di alta oreficeria, la stratosferica linea "yes", con gli anelli di fidanzamento, fatti apposta per strappare un si forse altrimenti incerto con lo stupore che suscitano, la linea solitari, che forse è la proiezione della linea Yes ma per donne più mature (e che probabilmente non aspettano che sia l'uomo a fare loro un regalo desiderato ma sono in grado di provvedere da sole...), la linea forever, che già dal nome lascia capire che anche il mutuo che occorre stipulare per pagare l'anello incastornato di diamanti andrà avanti fino alla morte ed infine le verette, non so se si tratti propriamente di una linea specifica per zitelle....Insomma, ho curiosato un po' sul sito della casa Salvini e ho ammirato gioielli di splendida fattura, linee storiche e linee moderne, la produzione è stata incessante in questi anni, e a quanto pare con grande successo. Facendomi un altro giretto sui siti usando la chiave di ricerca Salvini ho curiosato nei prezzi, alti ma non sempre impossibili, quindi questo mi porta a pensare che non sia una casa produttrice esclusiva di pezzi di valore incommensurabile ma che, volendo, ci sono anche pezzi a prezzi più ragionevoli. Magari non un solitario...
Testimonial dell'azienda Salvini sono state, nel corso degli anni, bellissime top model scelte per dare l'immagine di una donna romantica ma con una forte personalità (...) tra cui Renèe Simonsen, Isabella Rossellini, Francesca Neri e infine Michel Compte.
Se cercate un gioiello raffinato e d'eccezione, forse questa casa può avere qualcosa che fa per voi.



DE BEERS - NENANCHE UN DIAMANTE E' PER SEMPRE, MA IL SUO VALORE RESTA

Un diamante è per sempre? Non lo so se almeno loro resistono allo sgretolamento del quotidiano e sopravvivono al tempo, ai cambiamenti, alle metamorfosi. Certo un diamante ha un valore intrinseco che dipende dai carati di cui è composto, e avere un diamante nel proprio cassetto è un po' come avere un passaporto nella valigia, un bene trasportabile e di valore che, in caso di emergenza, si può monetizzare facilmente, uno di quegli investimenti sicuri, che a differenza del "mattone" non richiedono tasee e manutenzione o a differenza dell'arte non richiedono un ambiente altamente adeguato.Ma è questo, oggi, un diamante? Un investimento? Un lasciapassare per i momenti di crisi, per quelli che ci auguriamo di non vivere mai ma che forse tutti temiamo? E come non citare lui, Brad Pitt, che dalla DeeBeers è approdato al cinema, proprio con una storia avvincente e coinvolgente sui diamanti....A me piace credere che sia ancora un pegno d'amore, ma l'amore, al giorno d'oggi, forse è un lusso che pochi si possono permettere. Certo, se dovessi scegliere un diamante, sceglierei De Beers. Avrei quanto meno la sicurezza dell'originalità e del valore, garanzie che, all'occorrenza, mi potrebbero certo aiutare...
Luna


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CARO VECCHIO DYLAN, MI FA PIACERE RIVEDERTI..... ACCOMODATI

Dylan Dog, che bello trovarti ..... ti ho visto, riordinando una vecchia scatola di ricordi, i rapporti su dooyoo, non siete d'accordo con me? e mi sono trovata davanti la tua bella faccia che mi ha accompagnato in tante avventure nella mia adolescenza....Intanto mettiamo le cose in chiaro, si pronuncia "DYLAN" e non "Daylan" come fanno sempre in molti, storpiando irrimediablmente in tuo bel nome romantico e pieno di mistero, insomma, un po' di rispetto per un nome tanto importante nel mondo dell'editoria fumettistica italiana.Sono andata nello sgabuzzino a cercarne uno, non l'ho trovato, eppure lo so, la mia collezione da qualche parte c'è, nascosta in qualche scatola, magari tra il solaio e la cantina, i traslochi di questi anni sono stati tanti, e poi lo so, caro Dylan, che non ti dispiace finire nei sottotetti polverosi e pieni di misetero delle vecchie case d'epoca, non ti sto facendo un torto, anche vegliando il mio palazzo proprio dalla torre dell'orologio civico (ti ho fatto un bel regalo con quest'ultimo trasloco, caro vecchio Dylan) tu vigili contro mostri, fantasmi, fenomeni inspiegabili che dal mondo dell'occulto cercano di aprire un varco e di penetrare in questa nostra vita ordinaria, normale, fatta di piccole sicurezze e di tanta paura per l'inspiegabile....E dimmi Dylan, sei sempre un donnaiolo come allora, mettere la testa apposto no, non lo farai mai tu, d'altra parte sei così affascinante e le donne a te cadono direttamente in braccio, come si fa a resisterti, come si fa a non innamorarsi di te....E Graucho, il caro buon vecchio Graucho, dimmi, è sempre il solito pazzerello che ti segue come un ombra, falsamente distratto e poi provvidenziale al momento giusto, sempre evanescente eppure, presente e insostituibile...E il tuo amico commissario, mi sfugge il nome, simpatico, un buon uomo certo, ma senza di te.... cosa avrebbe fatto, magari ogni tanto ti toglieva dai guai, non dico di no, ma la sua carriera sarebbe finita ben presto senza di te, senza l'aiuto che tu, tutte le settimane, in ogni puntata, gli davi...E la tua londra, la tua strada, anche ora mi sfugge il nome, ma il nunero no, quello me lo ricordo bene, impresso come un marchio di fuoco nella mia memoria di lettrice avida delle tue fantastiche avventure piene di emozioni, il numero diciassette....E la mia diciassettesima opinione è per te, caro buon vecchio Dylan Dog.

LA POSTEPAY, E CHI NON CE L'HA

Sono una profana della finanza, non venitemi a chiedere i tan e i taeg perchè non saprei assolutamente darvi una risposta soddisfacente alle vostre curiosità finanziarie, ma questa carta ce l'ho anche io e qualcosetta, poco, ve lo posso dire.Intanto è una carta di credito prepagata, ossia per entrarne in possesso dovete recarvi presso un istituto postale, compilare un modulo o una serie di moduli, fare la firma accanto a tutte le decine di X che l'impiegata vi farà con la sua penna nera e robusta, e pagare la bellezza di cinque euro.N aturalmente dovrete anche presentare dei documenti che attestino la vostra identità, quindi carta d'identità o patente e codice fiscale, perchè le leggi finanziarie prevedono la tracciabilità dei movimenti, per cui anche se si tratta di una prepagata, dovete dimostrare di non essere un latitante che si nasconde da trent'anni nella bassa padana ma uno studente lavoratore che, per fare i suoi acquisti online, ha scelto una strada sicura....Essendo una carta prepagata, se volete spendere, dovete prima caricare l'importo desiderato, dal momento che non è vincolata a nessun finanziamento bancario e non ha quindi le conseguenti forme di rimborso conseguenti.Il denaro lo anticipate voi, lo caricate e poi lo gestite utilizzando il numero della carta, attraverso i circuiti telematici di internet, per esempio, oppure presso gli sportelli dei bancomat.Può essere anche un'ottima soluzione per le vacanze, al posto del contante vi portate una carta con cui preleverete solo ed esattamente quello che avrete previsto... Nessuna brutta sopresa, insomma....Per i miei acquisti su ebay io l'ho associata al circuito di postepay, spesso e volentieri capita che, sempre per i suddetti acquisti, vi venga proposto di "ricaricarne" una a titolo di pagamento per un acquisto effettuato, questa formula non ha garanzie ma neanche grosse spese, oltre l'euro di maggiorazione rispetto all'importo che desiderate caricare.Non ricordo la validità della carta, ma sicuramente per qualche anno sono ancora coperta, e ritengo che cinque euro siano una spesa accettabile per una carta che mi permette di acquistare con sicurezza e rispetto della privacy.
postepay


LUNA

QUANTO MI PIACCIONO... - OAKLEY


Usando le lenti a contatto per il mare, non posso non utilizzare un ottimo occhiale da sole che protegga i miei occhi dai raggi ultravioletti e li difenda dagli agenti atmosferici, evitando così brutti incidenti come congiuntiviti o arrossamenti proprio nei momenti di relax e vacanza. E gli occhiali da sole che ho scelto, sono Oakley. O meglio, visto che mi sono stati regalati, la scelta non è stata la mia anche se ho avuto modo di indirizzare il mio regalo esattamente sull'articolo che avevo scelto....La Oakley produce occhiali di qualità indiscussa, personalmente ritengo che la linea di produzione Oakley sia tra le migliori, anche se confesso che amo particolarmente gli occhiali e che, per tanto, sto cercando di mettere su una piccola e modesta collezione.... E già, i prezzi.... I prezzi non sono tali da permettere acquisti errati, bisogna scegliere e comprare esattamente il tipo d'occhiale che siamo sicuri ci piacerà portare senza mai stufarci, e poi questi occhiali sono talmente ben fatti e definiti che non stufano mai. Le lenti sono di ottima qualità, non stancano l'occhio in nessuna condizione di luce o di viaggio, se potessi li indosserei anche di notte ma non mi piacciono gli eccessi...La montatura è precisione pura, esteticamente credo che non si possa riscontrare nessuna pecca, inoltre sono estremamente ergonomici e quindi si adattano alla personalità del viso. Non per ultimo, la robustezza. D'altra parte, sono investimenti.....Il nome è una garanzia, in ogni caso, tenete lo scontrino....

LUNA

TENDA QUECHUA 3 SECONDS - UNA RIVOLUZIONE PER I CAMPEGGIATORI

L'anno scorso, la bimba più grande era al mare e noi tutti con il magone, ci guardiamo in faccia e decidiamo: partiamo anche noi. Detto fatto, gettato quattro costumi, due asciugamani e poco di più in una valigia, ci rendiamo conto che la vecchia tenda non la usiamo più da anni, e chissà in che stato si è ridotta con i mille traslochi trascorsi... Subito al negozio, soldini in tasca pochi, compriamo questa meraviglia di tenda (la due secondi è una due posti, la tre secondi è una tre posti, leggermente più spaziosa della prima ) soprattutto convinti dalla rapidità del montaggio e dello smontaggio (per montarla, basta aprirla e gettarla in aria, i flessibili si estendono e il gioco è fatto).
L'idea era di fare una toccata e fuga, ma devo dire che se siamo rimasti 5 giorni tanto male non ci siamo trovati. Certo, lo spazio interno è completamente assorbito dai materassini e dal minimo indispensabile, per il cibo dovrete organizzarvi diversamente, ma questo è un dettaglio risolvibile, soprattutto se siete in campeggi attrezzati e dotati di supermercato per cui non necessitate di un vero e proprio cucinino, altrimenti dovrete aumentare il vostro bagaglio e organizzarvi l'angolo cottura. Eventualmente potete dotarvi di un gazebo, ne vendono a prezzi veramente bassi, e possono assolvere benissimo all'esigenza di uno spazio coperto dove pasteggiare.
Io ho trascorso i giorni di ferragosto a Cesenatico (e avete presente quanta pioggia è scesa in quella settimana?) Vi assicuro che l'ambiente è rimasto completamente asciutto.
L'interno è curato e il tessuto è traspirante, per quanto impermeabile, ossia impedisce all'acqua di entrare ma non crea quella situazione di soffocamento che si verifica in altre tende.Per chiuderla si seguono due semplici istruzioni riportate, tra l'altro, nella custodia rotonda che la contiente, ci vuole qualche minuto in più (oppure un marito volenteroso...)
L'esperienza è stata positiva, ma per quest'anno intendo passare ad una tenda più grande, in modo da viaggiare con tutta la famiglia e soggiornare almeno dieci giorni.

La praticità di questa tenda è essenzialmente quella di non richiedere tempi per il montaggio o lo smontaggio e nello stesso tempo di essere robusta e affidabile, idonea a resistere alle condizioni climatiche meno favorevoli e resistente, adeguatamente picchettata, alle folate di vento più forti.
Chiaramente è troppo scomoda per essere trasportata in moto, dal momento che, chiusa nella sua confezione, si presenta come un grosso disco piatto, troppo voluminoso per non creare problemi in moto.
Ideale soprattutto per i giovani che viaggiano leggeri e che amano spostarsi senza organizzarsi troppo nel dettaglio ma bivaccando comodamente, magari seguendo il sole e sfuggendo la pioggia.
QUECHUA

ROCES ROLLER - BELLI, VELOCI, PRATICAMENTE PROFESSIONALI

Da piccola pattinavo, c’erano i classici pattini con quattro rotelle che dovevano essere ancorati su un paio di scarpette da calcio alle quali venivano tolti i chiodi, naturalmente crescendo in fretta le scarpe dovevano essere sostituite nel giro di pochi mesi mentre le strutture portanti delle ruote duravano un po’ di più, potendosi allungare, se non ricordo male, fino a tre numeri. E poi le ruote, altro discorso, rigide, semirigide, morbide, venivano cambiate a seconda del terreno in cui si doveva pattinare, e ricordo che sul tipo di ruota da scegliere i genitori, oltre ad una spiazzata allenatrice quasi intimidita, si perdevano in discorsi forse veramente troppo avveniristici paragonati ai risultati, umanamente contenuti, di quei figli emaciati e quasi annoiati che si ritrovavano....
Non so se questa è preistoria, ma presumo di si dal momento che non si trovano più in giro pattini a quattro ruote, se non forse quelli dei bambini piccoli o dei pattinatori professionisti. Comunque la mia esperienza di pattinatrice è durata per qualche anno. Ora siamo nella generazione dei rollerblade, e nella seconda generazione, direi.
La prima, quasi un tentativo rivoluzionario, è stata quella che ha permesso di traghettare i tradizionalisti nella nuova era, abbandonando la solidità di un pattino “largo” per preferirne uno che si sviluppa invece in lunghezza, e che si contraddistingue proprio per questo allineamento delle rotelle su un unica linea, da cui la locuzione “pattini in linea”.
I primi rollerblade che ho comprato, di quelli economici che si trovavano nei grandi magazzini, erano assolutamente scomodi, ricordavano vagamente degli scarponi da sci e l’imbottitura era di pessima qualità, le chiusure inoltre sembravano residuali bellici avanzati da qualche caserma.Però è stato un passaggio obbligato, senza l’introduzione di materiale a basso costo, forse la moda dei roller avrebbe stentato a partire, mentre invece è decollata alla grande, tutti volevano i roller, tutti dovevano imparare ad andare sui roller.
Recentemente ne ho acquistato un paio nuovo della roces, linea maschile, per poterli utilizzare assieme alle mie bambine nelle nostre passeggiate domenicali, e devo dire che sono fantastici, anche se ho faticato un po’ a trovarmici a mio agio, e mi sento altamente dilettante....
La particolarità dei roller attuali (erano in offerta speciale, per cui in una fascia di prezzo media ma già con requisiti semiprofessionali, rivolgendomi ad un negozio sportivo specializzato in varie attività che avesse comunque una buona varietà di proposte tra cui scegliere) è che sono veloci, cavolo, sono velocissimi. Il commesso mi ha appunto spiegato che le ruote montate sui miei roller sono semiprofessionali, per cui, oltre alla maggior velocità data dalla disposizione delle ruote, devo anche fare i conti con delle rotelle veloci e di buona qualità.
La scarpa è comodissima, non posso lamentarmi assolutamente, calza alla perfezione. Io ho scelto un modello a numero unico, presumendo che non sarei più cresciuta e trattandosi di un numero di tutto rispetto, ma generalmente sui roller ci sono le possibilità di allungare la scarpa, con meccanismi comunque rivoluzionari che non pregiudicano affatto la comodità finale.
I lacci e i ganci devono essere ben chiusi, stretti ma non in modo tale da risultare opprimenti, la caviglia deve sentirsi naturalmente proiettata in questa estensione del corpo, quasi si trattasse di una vera e propria protesi corporea, in modo da riuscire a dominare il movimento senza piegarsi erroneamente.Non sono una tecnica e non voglio scendere ulteriormente in dettagli che non mi appartengono, in conclusione vorrei solo dire che anche in questi nuovi pattini sono riuscita a stare in piedi e a muovermi, anche se per il momento preferisco farlo in una pista chiusa, e lontana dal traffico, piuttosto che in un viale alberato soggetto al traffico pedonale, dei ciclisti e degli attraversamenti stradali, non ho ancora recuperato l’agilità fisica di quando ero ragazzina, e questi roller sono veramente veloci, ho bisogno di ancora tempo e allenamento per sentirmi più sicura. Intanto li trovo divertenti, ed è un buon modo di trascorrere una domenica in famiglia.
Credo che i rollerblade della roces siano ottimi, il prezzo indicato sulla scatola d'acquisto era di 150 euro, ma li ho acquistati nel periodo post natalizio, per cui pagandoli molto di meno.
E ora, quasi quasi, mi vado a fare un giro.

SEA BAND ANTINAUSEA - PER VIAGGI SERENI


Quando ero piccola, e per molti anni dall’infanzia all’adolescenza, un mio grande disagio era quello di patire il mal d’auto, condizione che mi portava al rifiuto del cibo nelle giornate di viaggio, come le gite scolastiche, per evitare quegli inconvenienti spiacevoli che ora, come genitore, devo fronteggiare sui miei figli.


Il problema del mal d’auto, è oltremodo fastidioso, perchè spesso costringe a pianificare gli spostamenti come momenti critici, evitando una condizione di rilassatezza generale che invece renderebbe il viaggio meno stressante, basti pensare alle vacanze, con l’auto magari colma di bagagli in ogni angolo e in ogni anfratto, e l’incognita di un incidente che costringa a fermarsi per strada, magari ripetutamente, e a dover disporre di salviette e ricambi sempre puliti per porre rimedio ad ogni eventualità.


Avendo vissuto io in prima persona questo problema, e avendolo subito, in parte, costringendomi a viaggiare sempre in prima fila (vicino ai professori e ai secchioni) e a non mangiare e a non bere nulla per non stare male, ricordo benissimo con che piacere ho constatato che questi braccialetti, a differenza di altri prodotti provati senza risultati, funzionano ottimamente, e senza alcuna ripercussione sull’organismo.

Il principio applicato è quello dell’agopuntura, che poi non si manifesta con una vera e propria puntura ma con una semplice pressione di un bottoncino rotondo incastrato in questi bracciali elastici, che si deve posizionare in un preciso punto del polso, ossia a due dita dall’inizio della mano, proprio in concomitanza con la vena centrale che percorre l’interno del polso.

I bracciali sono estremamente elastici, quindi adattabili ad ogni tipo di mano (ma non escludo che oggi in commercio siano state diversificate le taglie, io ne ho due di Taglia Unica) e fasciano senza stringere fastidiosamente, in pratica senza fermare il sangue come potrebbe accadere con un elastico per capelli troppo stretto.

Posizionandoli correttamente, in modo da consentire l’esercizio della pressione sul punto indicato, questi bracciali agiscono sul sistema (nervoso o sanguigno in effetti non saprei dire...) fatto sta che funzionano, e allontanano la sensazione di appesantimento e di nausea date dal mal d’auto.

Lo stesso risultato si può ottenere anche per il mal di mare.

Insomma, i vantaggi di questi braccialetti sono indiscutibili perchè:

- si acquistano una volta sola e sono praticamente eterni- la spesa viene ampiamente ricompensata con la tranquillità di viaggi sereni e finalmente riposanti- non si assumono farmaci o altri elementi oralmente o sotto rilascio di cerotto

- assolutamente innocuo per la salutePosso assicurarvi che con me ha funzionato, che mi ha aiutata fin dall’infanzia a superare un problema che stava diventando veramente difficile da gestire, permettendomi di vivere con positività e serenità anche i momenti di aggregazione come i viaggi scolastici in pullmann o le gite al mare e in montagna attraverso le strade impervie e piene di tornanti che, purtroppo, sono abituali nella mia regione.


Anche con le mie bambine il sistema sea band sta funzionando, quindi non posso che consigliarlo caldamente a tutti, è un ottimo rimedio per tenere sotto controllo un problema veramente fastidioso.Si acquista in farmacia.